(Adnkronos) – “Il vuoto che il Forum vuole colmare è un vuoto di comunicazione, di informazione, di etica dell’informazione e della comunicazione. C’è bisogno di parlare di più di sanità, ma c’è bisogno di parlarne in maniera più strutturata, più etica, più responsabile. Per questo vanno uniti allo stesso tavolo, come abbiamo fatto oggi, tutti, tutte le sensibilità: ricercatori, medici, la comunità scientifica tutta, ma anche le istituzioni, le università, i giornalisti e le aziende. Perché tutti gli attori hanno una quota di responsabilità per fare in modo che la comunicazione della salute arrivi a tutti, non solo agli addetti ai lavori”. Così Ilario Vallifuoco, ideatore dell’Health Journalism Forum, a margine della seconda edizione dell’evento, in corso all’ospedale Cardarelli di Napoli.
“La responsabilità principale per chi fa informazione oggi – ha spiegato – è quella di tenere una linea di ecologia dell’informazione che non venga catturata dall’engagement, dai numeri, dai like. Abbiamo visto, e stiamo vedendo in questi ultimi tempi, come le piattaforme siano soggette anche a multe, a indagini, ad analisi, ovviamente perché qualcosa non ha funzionato, qualcosa è sicuramente andato storto. Bisogna quindi riprogettare la fiducia e l’architettura della fiducia, mettendo al centro la qualità dell’informazione, ma soprattutto l’informazione basata sull’evidenza scientifica. La responsabilità più grande, quindi, è cercare di equilibrare il rapporto tra la generazione di grandi numeri, che tiene in piedi anche un po’ tutto il sistema editoriale, e la qualità dell’informazione: sensibilizzare con informazioni di qualità certa i pazienti e tutti coloro che hanno bisogno di una buona sanità”. Vallifuoco osserva che “la fiducia nel sistema sanitario è praticamente disintegrata. È una fotografia di cui bisogna prendere atto, con delle responsabilità evidenti di tutto il sistema pubblico-privato. C’è stata una passività: si è considerata la sanità come qualcosa da trincerare in una torre d’avorio, banalizzando la comunicazione e l’informazione. Questo ha fatto sì che disinformazione e fake news si propagassero, e adesso si arriva tardi nel frenarle, ma io penso che sia meglio tardi che mai. È quindi assolutamente dirimente costruire una cabina di comando di tutto il sistema, che si doti degli strumenti e degli apparati di comunicazione che possano ridare ecologia all’informazione e alla comunicazione e ricostruire un patto di fiducia. Ci vuole una progettualità, ci vorrà del tempo, però sicuramente bisogna intervenire”.
“Le case farmaceutiche hanno oggi una grandissima responsabilità sociale – ha aggiunto Vallifuoco – Anche qui sono un po’ cambiate le regole d’ingaggio: non c’è più una casa farmaceutica che produce solamente i propri prodotti, i propri farmaci, per massimizzare, chiaramente in modo legittimo, il profitto. C’è un impegno sociale anche delle aziende, che in una società dell’informazione matura devono dare un impatto di responsabilità e farlo arrivare ai consumatori. Per questo io non sono più così convinto che le case farmaceutiche possano esercitare una pressione così significativa come facevano in passato. E se possono concorrere, devono contribuire a questo sistema dell’informazione più responsabile, senza una spinta frenetica a massimizzare il profitto, perché c’è da salvare una cosa molto più importante, che è la fiducia dei cittadini”, ha concluso.
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