Antonio Peluso -socio SC 2010
Chi si aspettava rivoluzioni, cambio di gioco, alchimie tattiche e così via sarà rimasto deluso.sarebbe stato troppo bello, ma per vedere la Salernitana di Cosmi ci vorrà tempo. Non è un compito semplice per il navigato tecnico granata. Intanto dovrà lavorare sulla testa dei giocatori, poi verrà il resto. E verrà, perché Cosmi sa dove mettere mano. D’altronde esordire all’Arechi contro una delle squadre candidate al salto di categoria non era facile. Si va a casa con il bicchiere mezzo vuoto, ma poteva finire peggio. Il Catania si conferma squadra forte e pur non facendo correre grossi rischi a Donnarumma e C. mette in pratica sul prato dell’Arechi tutte le sue positività: ben registrato in difesa, centrocampo duttile ed essenziale ed un attacco che se non proprio atomico poco ci manca. E domenica erano fuori i migliori. Torniamo a noi. Cosmi propone un solo cambio alla formazione vecchia gestione. Rispolvera Matino e lo piazza al centro della difesa in modo da restituire Capomaggio al suo ruolo naturale. Matino risulterà tra i migliori(io l’ho vista così), mentre Capomaggio è stato troppo brutto per essere vero. E non è che gli altri abbiano fatto meglio. Soffermarsi sulle individualità è meglio lasciar perdere, ma Cosmi ha capito dove intervenire. E lo farà. Tempo al tempo.
Insomma, cambia il direttore d’orchestra ma la musica è sempre la stessa. Almeno per ora.
Chi come me si è soffermato a guardare Cosmi in panchina avrà notato che, a un certo punto, viste le difficoltà a rendersi pericolosi ha fatto capire che era meglio portare a casa almeno un punto. E bene ha fatto.
Ora testa al prossimo impegno di giovedì. Un risultato positivo in terra di lavoro sarebbe propedeutico ai fini di quello che al momento resta l’unico traguardo da tagliare, vale a dire la conquista del terzo posto.
