Una voce che entra nelle carceri per ascoltare e restituire dignità alle storie. È questa l’idea che ha conquistato la giuria del Premio Costadamalfilibri narrativa edita. Vince Francesca Ghezzani con “Il silenzio dentro“, Swanbook. Giornalista, autrice e conduttrice televisiva, Ghezzani firma un libro-inchiesta che attraversa i penitenziari italiani per raccontare il carcere da dentro: non solo il reato, ma soprattutto l’uomo, la possibilità di riscatto, il diritto a una seconda chance. Il riconoscimento le è stato consegnato nella serata finale della 20a edizione di ..incostieraamalfitana.it – Festa del Libro in Mediterraneo. Sul palco di Cetara le è stata consegnata da Christiana Ruggeri, giornalista RAI Tg2, e da Giancarlo Canepa, sindaco di Borghetto Santo Spiritola, la maiolica d’autore di Nicola Campanile. Con la premiazione si è chiusa una kermesse lunga due mesi, ideata e diretta da Alfonso Bottone, che dal 15 maggio ha animato Praiano, Atrani, Minori, Maiori, Tramonti, Cetara e Salerno con presentazioni e dibattiti tematici sino alla maturazione della scelta finale.
Dentro le mura: il senso de “Il silenzio dentro“
“Il silenzio dentro” è il risultato di un lavoro lungo e paziente. Francesca Ghezzani ha varcato i cancelli di diversi istituti di pena per raccogliere decine di interviste. Protagonisti sono i detenuti e gli ex detenuti che oggi hanno ricostruito una vita fuori. Accanto a loro parlano magistrati, criminologi, psichiatri forensi, sociologi, cappellani, giornalisti e operatori del terzo settore. Voci diverse che compongono un affresco corale del sistema penitenziario italiano. Il libro però va oltre la testimonianza. Entra nei laboratori, nelle scuole, nelle piccole imprese nate dietro le sbarre. Racconta di economia circolare, upcycling, finanza e imprenditoria sociale applicate al carcere. Parla di formazione, di lavoro, di strumenti concreti per tornare a essere cittadini. Un’attenzione particolare è riservata a un tema delicatissimo e attualissimo: il rapporto tra giustizia penale e intelligenza artificiale. Algoritmi che valutano il rischio di recidiva, sorveglianza, data analysis applicata al diritto. Fino a che punto la tecnologia può dare un contributo concreto e dove rischia di disumanizzare? Tutto parte da un principio chiaro, quello sancito dall’art. 27 della Costituzione, la pena deve tendere alla rieducazione.
“Dietro ogni azione illecita ci sono storie che meritano di essere ascoltate” – scrive Ghezzani. E aggiunge: “cittadinanza e partecipazione non si fermano davanti al muro di un carcere. Sono un bisogno, anche lì dentro”.
Il podio della narrativa edita e tutti i premi
Alle spalle di Francesca Ghezzani, una “cinquina” di grande qualità:
2° posto: Enrico Inferrera con “Ho incontrato Dino Buzzati” – Guida. Un omaggio personale e letterario a uno dei maestri del ‘900.
3° posto: Miranda Miranda con “Animalìa. Bestiari e altri contorni”– Solfanelli. Favole moderne e bestiari per rileggere l’umano.
4° posto: Roberta Salvati con “Azzurro come te” – Graus
5° posto ex aequo: Maria Saveria Borrelli – “Ritorno a Itaca” – Carabba e Ivana Leone – “Scuola in ospedale. Parole che curano” – Largo Libro
Tanti anche i premi speciali consegnati durante la serata conclusiva. Il Premio Speciale Opera Prima è andato a Sergio Vincenti per “L’eredità del vento” – Letteratura Alternativa. Mentre il Premio Favole & Fiabe è stato assegnato ex aequo a Carmela Autieri per “Perfetto così”– Il Papavero e ad Annalisa Siano per “Le avventure di Siora e il ladro di cervelli”. Le menzioni speciali sono state assegnate ai seguenti autori: Ivano Ciminari – “Le memorie di un rigattiere” – Montag; Anna Maria Aurucci – “Veleno” – Officine Pindariche; Angelo Sparano– “Ombre sulla Scuola Medica” – Marlin. Due i riconoscimenti internazionali e tematici: il Premio Scriptura artistico letterario internazionale ad Annamaria Farricelli con “In un soffio d’amore” – WE; e il Premio Officine Zephiro Media Company a Federico Bergaminelli con “Etica dell’intelligenza artificiale a tutela degli ultimi” – Intrecci, un saggio che dialoga idealmente con il libro vincitore proprio sul tema AI e giustizia.
Bottone: 20 anni per dire che la cultura conta
A tracciare il bilancio è Alfonso Bottone, anima della manifestazione fin dalla prima edizione:
“Questa ventesima edizione voleva essere un momento per riflettere sull’importanza del leggere oggi e sullo stato di salute della Cultura nel nostro Paese. L’entusiasmo che abbiamo avvertito in questi due mesi tra i borghi della Costiera e a Salerno, la partecipazione intensa del pubblico, gli attestati di stima ricevuti ci dicono una cosa chiara: parlare di cultura ‘di nicchia’ è ormai fuori luogo. C’è fame di storie, di confronto, di libri.”
Un’edizione anniversario, dunque, che ha confermato la forza di un festival diffuso non in un’unica città-capitale, ma in una costellazione di comuni che per due mesi sono stati il palcoscenico di una cultura vasta e diversificata per le sue unicità. Si riparte nuovamente a settembre con una serata dedicata alFopo Festival. La pausa estiva sarà breve, l’appuntamento è già fissato per venerdì 12 settembre a Palazzo Verone, nel borgo di Pontone di Scala che ospiterà musica con L’una e ‘l Soul, poesia con Sonia Giovannetti, narrativa con Felicia Lione, rap con Deiman e altri ospiti a sorpresa. Un epilogo in musica e parole per tenere vivo il filo conduttore fino alla prossima edizione. In fondo, è lo stesso filo che lega “Il silenzio dentro” di Francesca Ghezzani a questo festival: dare spazio a chi parla poco, ascoltare, e restituire alle storie il valore che meritano.
