Continua la rassegna visiva del Fai-Salerno con un artista di spessore come Mauro Trotta, cilentano di origine ma attivo sulla costa amalfitana fra Scala e Ravello. Sarà visibile nella sede della Fondazione dal 10 aprile per l’intero mese, con inaugurazione il 10 aprile alle 18.
L’artista ha spaziato, lungo il suo percorso, dal fumetto all’illustrazione, dalla pittura alla ceramica. Nelle sue opere predomina il figurativismo dei volti e dei corpi, ma il suo non è un mero realismo pittorico, bensì anche una sorta di sospensione mistica che va verso l’alto e di surrealtà che scende nell’oscurità dell’inconscio.
Sottolinea tale dualismo la Nigro nell’affermare: «È originale ed accattivante la ricerca artistica di Mauro Trotta proposta sull’apparente, contraddittorio binomio del realismo e dell’onirico, nel quale la donna è protagonista emblematica… Non è solo un gioco di rimandi e di corrispondenze compositive, ma un intreccio semantico che la definisce come alter ego di dea, madre e incantatrice. È Gea che dà la vita ma al contempo elemento della natura che con essa si fonde: lunghi capelli d’ebano, lambendo la terra, divengono radici o, perduti nel vento, disegnano nuove identità».
Dal 1992 ha realizzato, col gruppo Arperc e individualmente, più di 50 murales figurativi su temi ambientali, sociali, naturalistici e surreali, anche con interventi tridimensionali, a Satriano di Lucania, Saludecio (RN), Sant’Angelo le Fratte (PZ), Piano Vetrale (SA), San Valentino Torio (SA), Cecchina di Albano Laziale (Roma), Salerno e Faiano (per il progetto di riqualificazione urbana della Fondazione Alfonso Gatto).
