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“Custodire il Creato, restituire Speranza alla Terra dei Fuochi”
A Sant'Arpino una grande serata-evento tra istituzioni, Chiesa, scienza, cultura e musica per riaffermare il valore della tutela del creato. Mercoledì 22 luglio 2026 – Ore 21.00. Piazza Ten. G. Macrì – Sant’Arpino (CE)
Può una comunità trasformare una delle più gravi ferite ambientali del nostro Paese in un’occasione di rinascita civile e culturale? È attorno a questa domanda che prende forma “Custodire il Creato, restituire Speranza alla Terra dei Fuochi”, la serata-evento in programma mercoledì 22 luglio, alle ore 21.00, in Piazza Tenente G. Macrì a Sant’Arpino, inserita nel cartellone della tradizionale Festa Patronale in onore di Sant’Elpidio.
Promossa dalla Parrocchia di Sant’Elpidio V. – Commissione Festa Patronale, dal Festival PulciNellaMente, dalla Pro Loco e dal Comune di Sant’Arpino, l’iniziativa intende offrire un momento di riflessione pubblica sul rapporto tra uomo, ambiente e responsabilità collettiva, ponendo al centro il tema della cura del creato come fondamento del bene comune.
L’appuntamento giunge a poche settimane dalla visita di Papa Leone XIV ad Acerra, durante la quale il Pontefice ha richiamato con particolare intensità il dovere morale di custodire il creato e di promuovere un’autentica conversione ecologica. Un messaggio che risuona con speciale forza nella Terra dei Fuochi, simbolo delle contraddizioni di un territorio che continua a chiedere giustizia, risanamento e speranza.
La serata si propone come un luogo di dialogo tra istituzioni civili e religiose, mondo della ricerca, cultura e società, nella consapevolezza che soltanto attraverso una responsabilità condivisa sia possibile costruire una nuova cultura della tutela ambientale e della legalità. Un confronto che vuole andare oltre la denuncia per indicare percorsi concreti di consapevolezza, partecipazione e fiducia.
A fare da filo conduttore sarà la musica, linguaggio universale capace di unire bellezza e memoria. Le melodie della grande tradizione della canzone classica napoletana accompagneranno il pubblico in un itinerario artistico che celebra la meraviglia del creato e richiama il dovere di custodirlo come patrimonio universale.
L’apertura sarà affidata all’esibizione del tenore Matthew Lamberti, accompagnato al pianoforte da Elisabetta Rao, cui seguiranno gli interventi introduttivi di don Alfonso D’Errico, parroco della Chiesa di Sant’Elpidio V.; Elpidio Iorio, giornalista e direttore del Festival PulciNellaMente; Enrica Donisi, saggista e docente di Storia della Musica presso il Conservatorio “G. Martucci” di Salerno.
Il dibattito vedrà confrontarsi autorevoli rappresentanti delle istituzioni e della Chiesa: Ernesto Di Mattia, sindaco di Sant’Arpino; Mons. Angelo Spinillo, vescovo di Aversa; Mons. Antonio Di Donna, vescovo di Acerra; Biagio Del Prete, viceprefetto vicario di Caserta; Cap. Oreste Monteforte, delegato del presidente della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulle periferie, On. Alessandro Battilocchio.
La seconda parte della manifestazione sarà dedicata al Concerto dell’Orchestra Stabile della Canzone Napoletana “Gino Campese”, introdotto dal critico musicale Lorenzo Fiorito, direttore del Festival Durante. Un momento artistico che intende riaffermare il ruolo della cultura e della musica quali strumenti privilegiati di educazione, identità e coesione sociale.
Nel corso della serata sarà inoltre conferito il prestigioso Premio PulciNellaMente allo scienziato italo-americano Antonio Giordano, protagonista della ricerca scientifica internazionale e da sempre impegnato nella difesa della salute pubblica e nella denuncia delle conseguenze ambientali della Terra dei Fuochi, e al direttore d’orchestra Luigi Ottaiano, interprete sensibile della tradizione musicale napoletana e promotore del suo patrimonio culturale.
La serata prosegue una tradizione che, negli ultimi anni, ha affiancato alla Festa Patronale momenti di riflessione civica e memoria collettiva. Dopo il reading dedicato a Don Peppe Diana nel 2024, lo scorso anno fu affrontato un tema che interroga le coscienze e chiama tutti all’azione: il femminicidio.
Quest’anno, invece, la serata si configura come un invito rivolto alle istituzioni, alle comunità e ai cittadini a riconoscere nella tutela dell’ambiente non soltanto una priorità ecologica, ma un dovere morale, culturale e civile.
Perché la speranza non nasce dall’attesa, ma dalla capacità di trasformare la consapevolezza in impegno. E custodire il creato significa, prima di tutto, scegliere quale futuro consegnare ai nostri figli.
Redazione
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