Vernissage, venerdĂŹ 24 maggio nella galleria salernitana di Armando Cerzosimo, alle ore 19. MartedĂŹ 29 maggio, i Dialoghi sulla fotografia vedranno lâautore confrontarsi con  Paola Berardino, Pino DâAndrea, Fabio Setta, ed Erminia Pellecchia, mentre la serata nello Studio Cerzosimo in Bellizzi è prevista per lunedĂŹ 3 giugno.
La prima foto sportiva è avvolta da unâaura di mistero. Risale allâanno 1855: ritrae due pugili a torso nudo, uno dinanzi allâaltro con gli sguardi fissi uno dentro lâaltro. I boxeur sono pronti al combattimento, ma come lâetichetta dellâepoca impone, entrambiÂ
con una certa eleganza la posizione di guardia. La gente intorno osserva piĂš incuriosita che appassionata. Chi sono i due pugili? Ă un incontro ufficiale o sono due dilettanti che hanno messo su un ring estemporaneo, come il pubblico sembra far intuire? Anche questa domanda non trova risposta. Lâunica certezza è che la foto è conservata nella Royal Library di Windsor e che, anche se non ha il tocco di un grande maestro, di sicuro ha lâautoritĂ di uno scatto che ha praticamente âinventatoâ un genere.

Il fotografo Edoardo Colace ha immortalato il prezioso lavoro delle associazioni sportive. Ă proprio lo sport il filo conduttore che unisce i protagonisti delle immagini protagoniste della terza tappa dei âDialoghi sulla fotografiaâ, dal basket, al volley, alla ginnastica artistica, allâatletica leggera e molte altre attivitĂ ancora.Â
Lo sport è la piĂš potente rete sociale che si possa immaginare. Un social network reale, capace di unire, connettere, coinvolgere persone anche molto differenti tra loro accomunate da una comune passione. Una rete sociale tangibile, fatta di persone, di esperienze, di sudore, di amicizia e di integrazione. Attraverso il social network sportivo si costruisce una comunitĂ , senza distinzioni di etĂ , di sesso, di razza, di campanile o classe sociale. Lo sport, da sempre, rappresenta lo specchio della nostra societĂ , ricopre un ruolo determinante nella nostra cultura, sociale e familiare, grazie alla sua funzione educativa. Ă in grado di trasmettere modelli di vita e pratiche di comportamento piĂš o meno virtuose, rappresentando un importante momento di crescita, sia da un punto di vista fisico-motorio che psicologico-emozionale, capace di contribuire attivamente alla formazione delle personalitĂ dei soggetti coinvolti, allâinclusione e al rispetto.

Il maggio della galleria Cerzosimo si chiuderĂ , quindi con la âvisioneâ fotografica di Edoardo Colace, che venerdĂŹ 24 maggio ore 19, vivrĂ Â Â il suo vernissage presentata da Cristina Tafuri. MartedĂŹ 28 maggio alle ore 19 âDialoghi sulla fotografiaâ nella galleria salernitana di Armando Cerzosimo, ospiteranno Paola Berardino, delegato provinciale Coni Salerno, Pino DâAndrea consigliere amministrazione comunale di Salerno e presidente della Salerno Guiscards e Fabio Setta giornalista sportivo, moderati dalla giornalista Erminia Pellecchia. VenerdĂŹ 31 maggio alle ore 19 finissage della mostra con lâintervento di Armando Cerzosimo, prima della serata dei Dialoghi in tour, fissata nello Studio Cerzosimo in Bellizzi lunedĂŹ 3 giugno, sempre per le ore 19.
âIn queste istantanee in esposizione â ci dice lâartista – sono impresse le immagini che archiviano esperienze, in una memoria collettiva universale, accessibile a tutti coloro che ancora credono che nellâestetica del movimento ci sia la speranza del cambiamento. La mostra cerca di offrire uno sguardo efficace sulle sfide quotidiane dei bambini e non che le affrontano, dove spazi insufficienti coesistono con una vitalitĂ che quasi mai si concilia con il possibile e la dignitĂ , senza la monetizzazione dellâimpegno nĂŠ del tempo. Sono immagini di uomini, donne, ragazzi che non vivono di sport ma che vivono per lo sport e di bambini che giocano con lo sport. Istantanee vivide, cristallizzate da un fotografo, che è riuscito a catturare emozioni e fatica atte ad esaltare movimenti di imprese individuali e di squadra, che vengono archiviati nella memoria di ogni singolo per creare legami sociali e di pace, di solidarietĂ e di rispetto, per creare obiettivi di salute e istruzione, specie nella crescita di bambini e ragazzi, per costruire relazioni con i coetanei e gli adulti, per promuovere inserimento sociale, per essere mezzo di diffusione di rispetto delle regole e degli avversari, la lealtĂ verso i compagni, per accrescere la consapevolezza del proprio corpoâ.Â

BIOGRAFIA
Edoardo Colace, salernitano, ha iniziato a fotografare nel 1973 passeggiando nei quartieri periferici della sua cittĂ . Nel 1975, quando gli impegni di lavoro, le risorse economiche e la difficile mobilitĂ lo consentivano, ha iniziato a costruire la sua fotografia, sostenuto da chi fermamente voleva che scrivesse con l’immagine delle storie vere che fossero finestre aperte sulle emotivitĂ e sulle essenzialitĂ . Ama il mare e la spiaggia, ama i vecchi “accelerati” e le vecchie “littorine”. Ama le campagne e i paesaggi. Ama la storia, le tradizioni e l’identitĂ delle comunitĂ . Ama la fotografia della quotidianitĂ , dello scenario della natura e dell’aspetto territoriale. Ama l’arte e il confronto.
Ha partecipato a molteplici mostre collettive tenutasi nella sua cittĂ . Tra l’altro ha prodotto fotografie a corredo “Salerno in restauro del Palazzo Fruscione” pubblicate sulla rivista Salternum a cura del Gruppo Archeologico Salernitano; ha partecipato alla rassegna âStella in Arte â Tempi sospesiâ giunta alla sua XVII edizione di Stella Cilento curata dalla critica dâarte Cristina Tafuri con lâorganizzazione di Silvio Massanova, è stato presente alla rassegna âDadodautoreâ curata dal poliedrico artista Antonio Baglivo.Â
Tra le opere ha realizzato per il progetto âIl cammino di Escherâ 10 pannelli fotografici 50×70 cm in metacrilato trasparente 8 mm con stampa diretta in vetrofania bianco/nero attualmente installati sul territorio del comune di Atrani che ripercorrono oggi le litografie di Maurits Cornelis Escher) durante il suo periodo di permanenza in Costa d’Amalfi.Â
