Il sodalizio fra Lelio Schiavone e l’artista Mario Carotenuto è durato più di mezzo secolo e, a pochi mesi dalla scomparsa del gallerista, il catalogo di Antonio Adiletta celebra questo legame con la mostra “Mario Carotenuto. Dipinti per Lelio”, che si apre sabato 15 novembre alle 11.30 e si protrarrà fino a domenica 30 novembre.
Le opere in esposizione appartengono alla ricca collezione che il gallerista raccolse e catalogò nel corso della sua vita e questo evento, a più di due mesi dalla sua morte, vuole essere una celebrazione della sua intensa attività di esperto d’arte. L’arco di tempo va dagli anni cinquanta ai sessanta, un decennio che caratterizza l’operato del pittore con paesaggi, nature morte, gruppi di figure e ritratti.
Originariamente pittore delle piccole nature morte, si dedicò successivamente al collage e alle suggestioni della pop art americana. La sua grande opera in fisionomie Il presepe dipinto, realizzata negli anni Ottanta, contribuì alla rinascita del centro storico di Salerno.
La mostra sarà presentata dal noto critico d’arte, nonché accademico e amico, Massimo Bignardi.
Cenni biografici e critici su Mario Carotenuto
Nato a Tramonti, si formò all’Accademia di Belle Arti di Napoli con i maestri Vincenzo Ciardo ed Emilio Notte. Furono essenziali per il suo percorso i viaggi a Parigi, Madrid e Monaco e lo scambio con intellettuali del calibro di Alfonso Gatto, Raphael Alberti, Edoardo Sanguineti, Marcello Venturoli, Duilio Morosini, Alberico Sala, Paolo Ricci e Vasco Pratolini.
Carotenuto eseguì numerose opere destinate a spazi pubblici, fra queste i pannelli decorativi per il Poliambulatorio comunale di Salerno (1967), per l’Ospedale Civile di Pagani (1967), l’affresco per la Sala delle Conferenze dell’Ordine dei Medici (1968), il grande pannello per la sede nazionale dei Monopoli di Stato a Roma. Il presepe dipinto, inaugurato nel 1982 e conservato nella sala S. Lazzaro del Duomo di Salerno, costituisce un patrimonio di grande valore artistico. L’idea nacque dal suo ex allievo Peppe Natella. I 100 pezzi, sagomati e dipinti a mano a grandezza naturale, raffigurano sia persone umili sia personaggi importanti in una comunità sana e solidale.
