I punti principali dell’operato di Vincenzo Carbone, nuovo direttore dell’agenzia delle Entrate, fino ad ora sono stati:
- Oltre 3 miliardi già recuperati, grazie al ravvedimento operoso “innescato” da varie attività;
- Due milioni di lettere di compliance già inviate, il 75% del target fissato per l’anno in corso.
- Accessi brevi quadruplicati rispetto allo scorso anno;
- Quasi 100mila istruttorie anticipate sulla cessione dei crediti;
- Nel campo del contrasto alle frodi, poi, sospeso l’utilizzo in compensazione di 2,4 miliardi di crediti fiscali.
Il Capitolo controlli merita un approfondimento. L’Agenzia ha già effettuato 360mila controlli, ossia 60mila in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (+20%).
Per fine anno supereremo ampiamente il mezzo milione, ha puntualizzato Carbone.
Il ricorso ai controlli automatizzati, in prospettiva, sarà la modalità sempre più utilizzata.
Questa, infatti, da un lato consente alle Entrate di analizzare sul campo le anomalie che emergono dalle informazioni nei database del Fisco e, dall’altro, permette ai contribuenti di chiarire la propria posizione ed eventualmente mettersi in regola, evitando così: atti di accertamento, cartelle, contenziosi e.. pignoramenti.
Oggi l’agente della Riscossione può conoscere l’esistenza dei depositi dei debitori ma non il loro saldo.
Questo limite ha molti effetti collaterali, tra cui le difficoltà nell’individuare le risorse necessarie al pagamento del dovuto ma anche il rischio di bloccare più conti, paralizzando così l’attività d’impresa, anche quando sarebbe sufficiente concentrarsi su uno solo.
L’immagine di questo «grande fratello fiscale», in grado di entrare in banca, rende scivolosissima questa strada .. non solo nel centrodestra.
Il ventaglio di soluzioni, per accelerare il recupero dei crediti del Fisco nei confronti dei contribuenti, è comunque ampio e non si limita certo ai conti correnti.
Per esempio, si propone di consentire all’agente della Riscossione l’uso «dei dati della fatturazione elettronica per avviare procedure mirate di pignoramento dei crediti».
Sulle azioni esecutive si chiede di disboscare la fitta serie di adempimenti e avvisi, che sono stati introdotti negli anni per disegnare l’immagine di un fisco più «amico» dei contribuenti, ma il cui risultato è stato quello di allungare di molto le procedure.
Passiamo ora al capitolo compliance. Le lettere già partite da inizio anno sono oltre quota 2 milioni, ossia tre quarti del target prefissato di 2,7 milioni entro il 31 dicembre.
La capacità di stimolo attraverso tutte le azioni messe in campo (promozione della compliance, controlli preventivi, attività istruttorie relative ai controlli) stanno trascinando il ravvedimento operoso, ossia le autocorrezioni da parte dei contribuenti che hanno portato al recupero di oltre tre miliardi.
Elbano De Nuccio, Presidente del Consiglio nazionale dei dottori Commercialisti ed esperti Contabili, ha sottolineato l’importanza di recenti interventi fiscali nella riduzione della propensione dei contribuenti all’evasione: Ires premiale e Concordato preventivo biennale. Interventi che necessitano di miglioramenti:
- L’Ires premiale rappresenta sicuramente una misura di sostegno alla crescita e alla competitività delle imprese che, attraverso l’abbattimento di quattro punti percentuali (dal 24 al 20%), consente di sostenere gli imprenditori virtuosi che investono in occupazione, in beni strumentali, in innovazione tecnologica e digitale e nella patrimonializzazione dell’impresa.
Bisognerà rendere stabile questa misura, oggi limitata al solo periodo di imposta 2025. Per poter realizzare un investimento importante serve tempo, mentre l’attuale normativa stabilisce che l’investimento o l’opera dovrà essere realizzato entro il termine di presentazione della dichiarazione riferita al periodo di imposta, quindi il 31 ottobre 2026.
- In merito al Concordato preventivo biennale, si tratta di una misura che ha visto direttamente impegnata la categoria dei Commercialisti nel valutare assieme ai clienti i pro e i contro dell’adesione.
Per la scelta del concordato occorre capire qual è il reddito di adesione per le annualità 2025 e 2026.
Riguardo, infine, alla rottamazione (Quinquies) De Nuccio chiede di prevedere a favore degli imprenditori onesti, che dichiarano il proprio reddito ma non sono nelle condizioni di poter assolvere l’obbligazione tributaria, la possibilità di potervi aderire.
