Giovedì 4 dicembre, il Meic Diocesano di Salerno ricorda la figura di don Guido Terranova, a 25 anni dalla scomparsa, in occasione della pubblicazione del volume “Mons. Guido Terranova. Il sacerdote calabrese, salernitano di adozione, attorno a cui si formarono intere generazioni di intellettuali, accademici, politici e giornalisti”, scritto e curato dal nipote, il Prof. Attilio Clausi. L’incontro, ospitato nel Salone Caritas di Via Bastioni, intende restituire il profilo di un sacerdote che ha saputo dialogare con il mondo, anticipando con lucidità temi culturali e sociali ancora oggi di stringente attualità.
Dopo l’introduzione del Presidente diocesano del Meic, Rocco Pacileo, e i saluti dell’Arcivescovo Mons. Andrea Bellandi, la serata offrirà un mosaico di testimonianze autorevoli. A ricordare Terranova saranno infatti voci diverse, accomunate dall’avergli riconosciuto un ruolo decisivo nella propria formazione umana e intellettuale: lo storico Vittorio Salemme, il già direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asl Salerno Luigi Pizza, l’onorevole Tino Iannuzzi, il delegato regionale Meic Campania Gerardo Iuliano e il dottor Bruno Ravera, medico e già sindaco di Salerno. Il coordinamento dell’incontro è affidato al giornalista e Vicepresidente Meic Stefano Pignataro.
A rendere prezioso l’evento sarà anche la presenza del curatore del volume, il Prof. Attilio Clausi, che offrirà uno sguardo interno e familiare sulla figura dello zio, contribuendo a delineare una memoria non solo storica, ma affettiva, fatta di tratti personali, intuizioni pastorali e attenzione costante ai giovani.
Il ricordo di Mons. Guido Terranova non è un esercizio di nostalgia, ma un atto di gratitudine verso un sacerdote che, dal 1994 al 2000, ha accompagnato il cammino del Meic salernitano come Assistente e che, per la profondità del suo magistero e del suo legame con il gruppo, fu nominato Presidente emerito. La sua eredità culturale e spirituale resta così viva non solo nei documenti e nelle testimonianze, ma nel nome stesso del gruppo, oggi intitolato alla sua figura.
In un tempo in cui il dibattito pubblico sembra smarrire spesso il senso del confronto e dell’ascolto, il Meic propone una memoria che diventa proposta: riscoprire un metodo, quello di Terranova, capace di coniugare fede e ragione, pensiero critico e impegno civile, radici spirituali e apertura al mondo. Un insegnamento che continua a parlare alla città e alle nuove generazioni.
