C’è un filo sottile ma resistente che attraversa la vita di Ilaria Buonaiuto, e quel filo si chiama passione. Nata a Napoli nel 1994, cresciuta tra i vicoli e le piazze di una città che il teatro ce l’ha nel sangue, Ilaria ha capito presto che la scena non era solo un posto dove esibirsi: era il luogo in cui sentirsi davvero se stessa. Un posto dove ogni parola conta, ogni silenzio pesa, ogni sguardo racconta qualcosa di vero.
Il suo percorso artistico inizia al Teatro Totò di Napoli, una delle case più iconiche della tradizione teatrale partenopea, dove muove i primi passi sotto la guida di Annamaria Ackermann. Poi arriva lo studio della recitazione cinematografica alla Pigrecoemme, quello del mimo corporeo con Michele Monetta, i workshop al Théâtre de Pôche e alla Scuola Elementare del Teatro diretta da Davide Iodice — maestro insignito del Premio UBU 2024, il riconoscimento più prestigioso del teatro italiano. Una formazione eclettica, curiosa, mai soddisfatta, che riflette il carattere di una donna che ama mettere alla prova se stessa.

Eppure, in mezzo a tutto questo, c’è anche una laurea in Giurisprudenza. Perché Ilaria non è il tipo che sceglie la strada più semplice. Studia, si diploma, si laurea, e solo dopo — nel 2019 — debutta ufficialmente a teatro con Confusioni di Alan Ayckbourn, diretta e interpretata accanto a Lucio Allocca. Nello stesso anno viene selezionata per uno stage al Teatro Bellini di Napoli. Un inizio folgorante, che conferma quello che chi la conosce aveva già intuito: questa ragazza ha talento da vendere.
Ma il teatro non è l’unico palcoscenico di Ilaria. La sua voce — suadente, calda, capace di una duttilità rara — l’ha portata nel mondo del doppiaggio, dove ha lavorato per produzioni di Sony, Disney, Mediaset e Netflix. È la voce dell’audiolibro La luce delle stelle morte di Massimo Recalcati, pubblicato da Feltrinelli per Audible — un progetto che unisce due delle sue grandi passioni: la voce e la letteratura. E nel 2023 la ritroviamo anche in televisione, nello spot di MD accanto al comico Herbert Ballerina, distribuito su Mediaset Infinity e Amazon Prime.
Nel suo percorso non mancano nomi illustri: tra i collaboratori e i riferimenti artistici della sua carriera figura anche Rosario Fiorello, a conferma di una rete di relazioni professionali che attraversa le vette dello spettacolo italiano.

Oggi Ilaria vive e lavora a Baronissi, in provincia di Salerno, dove nel 2025 ha fondato La Pirandello, una scuola di teatro di cui è anche presidente dell’omonima associazione culturale. Un progetto che nasce dal desiderio di restituire alla comunità quello che il teatro le ha dato: uno spazio per crescere, per esprimersi, per scoprire chi si è. Parallelamente, insegna dizione e lettura espressiva — sia online che in presenza — e cura progetti teatrali nelle scuole. È anche tutor presso la Scuola Elementare del Teatro di Napoli, dove affianca allievi con disabilità fisiche e intellettive, portando la sua arte dove più serve.
E poi c’è il libro. Perché Ilaria non sarebbe Ilaria senza la sua passione per la lettura. Ha lanciato un Aperi-Reading, un format originale che unisce il piacere del convivio con quello della parola scritta, ospitando scrittori affermati ed esordienti, costruendo ponti tra il pubblico e quel mondo affascinante e a volte intimidatorio che è la letteratura. Un modo per dire che la cultura non deve essere élite: deve essere incontro.
Nel 2025, il riconoscimento ufficiale che molti si aspettavano: il Premio Vincenzo Crocitti International come attrice e doppiatrice emergente. Un premio che arriva come la conferma di un percorso costruito mattone dopo mattone, senza scorciatoie, con quella determinazione tranquilla tipica di chi sa esattamente dove vuole andare — anche se il cammino, a volte, lo si inventa man mano.
Trentadue anni. Già una carriera da raccontare, una scuola fondata, un’associazione guidata, una voce che arriva nelle case di migliaia di persone attraverso gli schermi e le cuffie. Ma la sensazione, parlando di Ilaria Buonaiuto, è che questo sia davvero solo l’inizio. Che le “maschere” che dovrà ancora indossare — come lei stessa ama dire — siano molte, e tutte bellissime.
Perché chi recita, balla e legge con il cuore non si ferma mai davvero.
