È iniziata questa mattina, negli spazi culturali di “Sogna Ragazzo Sogna”, in via Monte di Dio 69, la mostra documentaria “Inchiostro e colori nelle carte d’archivio: tra conoscenza e bellezza”, promossa dall’Associazione Amici degli Archivi Onlus nell’ambito del Maggio dei Monumenti.

L’esposizione, ospitata nel cuore di Pizzofalcone, invita il pubblico a guardare le carte d’archivio con occhi nuovi: non soltanto come testimonianze storiche o strumenti di studio, ma anche come oggetti capaci di custodire un valore estetico, fatto di segni, colori, grafie, acquerelli, mappe e prospettive.
Il percorso attraversa diversi secoli, dal Quattrocento fino al secondo dopoguerra, restituendo al visitatore il fascino di documenti che raccontano Napoli e il suo territorio attraverso linguaggi visivi spesso sorprendenti. Lettere, pergamene, vedute, progetti architettonici e carte illustrate diventano così frammenti di una memoria collettiva che unisce rigore scientifico e bellezza.

Tra i materiali esposti figurano una rara lettera di raccomandazione del 1408 proveniente dall’Archivio Fusco, le vedute settecentesche di Fabris e Fornari, i disegni preparatori di Gaspare Vanvitelli e le testimonianze sulla drammatica frana di Pizzofalcone del 1868, documentata da L’Illustrazione Universale.
Particolare attenzione è dedicata anche all’Archivio Amicarelli, con i progetti relativi alla ricostruzione del Grand Hotel alla Riviera di Chiaia nel 1946 e le visioni architettoniche per Ischia e La Canzone del Mare del 1949. Documenti che raccontano una Napoli in trasformazione, sospesa tra memoria storica e ricostruzione moderna.

La scelta di Pizzofalcone non è casuale. Il quartiere, ricco di stratificazioni storiche e culturali, si conferma un vero e proprio archivio a cielo aperto, luogo ideale per ospitare una mostra che punta a far emergere la bellezza nascosta nei depositi della memoria.
Con “Inchiostro e colori nelle carte d’archivio”, l’Associazione Amici degli Archivi Onlus propone dunque un viaggio tra conoscenza e meraviglia, rivolto non solo agli studiosi, ma anche ai cittadini e alle nuove generazioni, chiamati a riscoprire il patrimonio archivistico come parte viva dell’identità napoletana.
