Su invito del Presidente Luigi Coppola, Il figlio di Pierino Prati, Cristiano,parteciperà alla festa per i 25 anni del “Club Milano Granata” nel corso della quale sarà presentato il libro di Andrea De Simone, “Novanta minuti e una vita intera”, che si apre proprio con il racconto dei suoi gol decisivi per la promozione in B della US Salernitana 1919 di Tom Rosati nel campionato 1965/66
Riportiamo l’intervista che Cristiano Prati ha rilasciato al quotidiano “ L’ora della sera”
A distanza di tanti anni, cosa prova nel sapere che a Salerno il nome di suo padre è ancora legato a quei gol decisivi che regalarono la promozione in Serie B alla Salernitana?
Due anni fa, quando vieni a Salerno a presentare il libro sulla vita di mio padre, non
mi capacitavo:Papa’ Pierino ha giocato con la maglia granata solo 20 partite realizzando 10 goal ma dopo tanti anni e’ ancora amato in modo incredibile
Perché, mi spiegava già allora, la Salernitana è una questione di pelle , è un amore viscerale, qualcosa che va al di la’ del calcio
Nel libro di Andrea De Simone il racconto della storia granata parte proprio da suo padre: secondo lei, cosa rende ancora oggi così vivo il ricordo di Pierino Prati tra i tifosi salernitani?
Papa’ era un ragazzino quando è sceso giù al sud per giocare a Salerno ed è tornato uomo al nord
Mi diceva” O hai gli attributi per
giocare al calcio o devi lasciare stare “
Raccontava di grandi e belle camminate in spiaggia per riprendersi dal grave infortunio insieme al masseur ed amico Bruno Carmando
Spesso era invitato dalle famiglie salernitane a mangiare o cenare a casa
Insomma era trattato come un pisciaiuolo” vero
C’era un’empatia naturale con la città e la popolazione
Dal Milan viene ricordato ma non come a Salerno
Anche a Roma, dove ha meritato per cinque anni , viene ricordato con gioia
Le capita ancora di ricevere testimonianze o messaggi da parte di tifosi della Salernitana che ricordano con affetto suo padre?
Ancor oggi io e la mia famiglia riceviamo tanto profondo affetto dai tifosi granata
In città c’è un carissimo amico di papa’ , grande supporter del cavalluccio, Ubaldo Falcone con il quale ci sentiamo ancora spesso e che mi riporta tutto l’amore di Salerno
Suo padre ha vissuto il calcio degli anni ’60, fatto di grande passione, meno esposizione mediatica e un rapporto molto diretto con i tifosi: secondo lei, cosa penserebbe del calcio moderno di oggi, tra social network, diritti televisivi e ritmi di gioco molto più intensi? E quali valori di quel calcio crede sarebbe importante recuperare?
Pierino Prari era un uomo
Umile prima che un calciatore , un antipersonaggio nonostante avesse vinto tutto (campionati e Coppa Campioni)
Il Libro sulla sua vita l’ha iniziato lui e le ho teminato io
Tutti gli ex compagni, che ho interpellato per un ricordo, lo hanno fatto con grande affetto e devozione
Persino Gigi Riva, molto schivo, e’ stato cordialissimo e profondo nel suo pensiero su Papa’
Ricordo che anche Walter Sabatini e’ stato suo compagno di squadra alla Roma
La partita oggi e’ ultimo dei problemi, perché il calcio si vive soprattutto fuori dal campo
Tutto fumo e niente arrosto
Ritengo inaccettabili alcuni comportamenti di molti calciatori moderni
Bomber Prati non avrebbe apprezzato il pallone di oggi, in campo, zeppo
di simulazioni e mancanza di fair play
Invece, anni fa, prima era tutto vero, e qualunque cosa fosse successa sul terreno di gioco, finiva lì perché c’era lealtà
Papa’ non apprezzava i procuratori e perciò, dopo aver vinto un campionato interregionale alla Solbiatese agli inizi degli anni ‘90 come allenatore, si fermò e non entro mai nei professionisti
Ha preferito rimanere istruttore nelle scuole calcio dei bambini, fautore dei primi Camp negli anni 2000 per l’ac Milan
Io ho giocato fino all’interregionale ma avevo un cognome importante e pesante
Spero di ritornare al più presto a SALERNO per godere le bellezze della vostra città e sentire ancora qualche bella storia su papa’ Pierino
