Sono passati cinquecento anni dalla pubblicazione della prima grammatica di italiano.
Le ”Prose dove si ragiona della volgar lingua” furono scritte da Pietro Bembo.
Perché ricordare quest’opera?
Non tutti lo sanno ma è meglio ricordare che grazie a questo testo si favorì l’unificazione linguistica e furono indicati come modelli di scrittura Francesco Petrarca per la poesia e Giovanni Boccaccio per la prosa. Ed ebbe molto successo con diverse ristampe.
Pietro Bembo nacque a Venezia il 20 maggio 1470 da Bernardo ed Elena Marcello.
La personalità del padre, una delle persone più influenti e importanti della società veneziana fu determinante a lungo tempo sulla sua personalità comunque forte e decisa.
La biblioteca paterna stimolò il giovane Pietro alla sua vocazione letteraria così come i diversi precettori che lo guidarono agli studi umanistici. Anche l’incontro con uomini di lettere importanti furono determinanti nella sua vita come Lorenzo il Magnifico e il Poliziano.
La nostra lingua, l’italiano, ha una lunga storia e di questo dobbiamo sempre ricordarcene.
Discussioni e dibattiti sul suo uso ce ne sono sempre stati nel corso dei secoli ma dato che la lingua è viva, ancora oggi si continua a studiare e a riflettere sui vari cambiamenti e influssi che continua ad avere nel corso del tempo.
Questo significa che dobbiamo sempre ricordarci dell’importanza delle parole ma anche della sintassi e di un uso corretto di essa per esprimere un linguaggio armonioso, prezioso e melodico non solo in letteratura ma anche nell’uso comune.
Ogni lingua ha il suo fascino e la sua storia e studiarle diventa un piacere perché dietro ad uno studio linguistico c’è il fascino di un intero popolo.
Molti stranieri presenti in Italia ci tengono a conservare la loro lingua perché significa preservare la loro identità non solo linguistica ma anche culturale.
Spesso ho avuto studenti cinesi in classe e di loro posso dire che non solo sono molto studiosi ed educati ma che frequentano la scuola italiana ma anche quella cinese nel fine settimana per mantenere il continuo contatto con il loro paese d’origine.
Questo per dire che dobbiamo essere fieri della nostra lingua e preservarla da ogni strafalcione,
coltivando il linguaggio e arricchendolo con parole adeguate al discorso e non messe lì a caso
perché saper parlare ed esprimersi in modo corretto ed elegante è sempre un piacere.
Aprite il dizionario e sfogliatelo come un libro: sarà un divertimento!
