L’asinello di Vietri sul Mare è l’animale simbolo dei paesi costieri.
In essi aveva un ruolo privilegiato, mentre il suo carattere mansueto e la sua resistenza fisica lo rendevano adatto ad aiutare gli abitanti del luogo a movimentare e a fare trasporti dal mare ai monti, geografia che connota tutti i siti costieri.
Fu un artigiano tedesco, Richard Dolker, nel 1923 a consacrarlo come emblema ceramico e scultura vietrese per eccellenza.
Oggi, anche se gli asinelli veri non sono più adibiti al trasporto, non c’è chi non conosca l’asinello verde ramina, e tutti gli artigiani ed artisti della ceramica si confrontano inevitabilmente con lui.
La ceramista Annamaria Panariello, con la mostra Donker in atto nel mese di settembre ad Amalfi presso Donkey Amalfi Store, ripercorre questa tradizione spaziando da Picasso alla Kowaliska e facendo proliferare l’asinello nella simbologia del numero sette.
In molte culture il numero sette assume significati sacri e magici: rappresenta la completezza e la totalità nella cultura semitica, dove diventa la somma dei quattro punti cardinali e delle tre sezioni del mondo (cielo, terra, inferi).
Anche nella Bibbia la creazione avviene in sette giorni, mentre nella numerologia dell’Occidente rinvia alla conoscenza intellettiva e al viaggio verso la verità.
Per i cinesi è l’élan vital, per gli ebrei ricorre nei sette cerchi dell’arca dell’alleanza. Sette a Roma sono i colli, come i suoi re.
In ogni caso, è un numero che, dall’Occidente all’Oriente, assume un potente e ricorrente significato.