Le proteste in Iran contro il regime degli Ayatollah continuano a crescere, centinaia di migliaia di iraniani stanno manifestando a Teheran, a Masshad come in tutto il Paese: manifestazioni di massa, video sui social che inneggiano alla libertà, ai diritti, in quella che è una Resistenza culturale prima ancora che politica.
La scintilla è stata la crisi economica e le condizioni di vita difficili, con l’inflazione al 40% e il valore del riyal crollato al minimo storico.
Le richieste dei manifestanti
· Fine della repressione politica
· Maggiori diritti per le donne
· Miglioramento delle condizioni economiche
Il governo iraniano ha risposto con la forza, uccidendo e arrestando manifestanti. Il presidente Masoud Pezeshkian ha affermato che il governo ascolterà le “richieste legittime” dei manifestanti, ma il procuratore generale ha avvertito che qualsiasi tentativo di creare instabilità incontrerà una “risposta decisa”.
Dalla morte di Mahsa Amini, una giovane donna curda uccisa dalla polizia morale per aver indossato l’hijab in modo “improprio”, è stato tutto un crescendo di dar voce ai propri diritti negati: in primis la libertà.
I giovani sono scesi in piazza, le donne e insieme tutto il popolo iraniano ormai stanco di abusi di potere.
Soprattutto le donne iraniane vivono una realtà complessa e contraddittoria. Da un lato, hanno ottenuto l’accesso all’istruzione e al lavoro, e rappresentano una parte importante della società iraniana, tuttavia sono ancora soggette a numerose restrizioni e discriminazioni.
Diritti e libertà limitati
· L’obbligo di indossare l’hijab e di coprire i capelli e il corpo
· Limitazioni alla libertà di movimento e di viaggio
· Divieto di frequentare determinati luoghi pubblici e di praticare sport
· Discriminazione nel diritto di famiglia e di eredità
· Difficoltà di accesso a posizioni di potere e di leadership
Oggi le donne iraniane stanno lottando per i loro diritti e per una maggiore libertà.
Hanno organizzato proteste e manifestazioni contro l’obbligo dell’hijab e la repressione del regime.
Molte donne sono state arrestate e imprigionate per aver esercitato i loro diritti.
Molti video sul web sono diventati virali inquadrando donne che sfidano il regime senza velo e bruciando l’immagine di Masoud Pezeshkian con la sigaretta. Un gesto forte che dimostra determinazione e coraggio.
A tutto questo il regime risponde con violenza, uccidendo civili inermi e oscurando internet.
Non possiamo rimanere a guardare, noi e intendo l’occidente e soprattutto l’Europa e l’Italia deve sostenere questo popolo che sta chiedendo semplicemente aiuto e di essere considerato.
Il costo è alto: si tratta di vite umane spezzate! Aiutiamoli a riprendersi ciò che gli è stato tolto con la forza.
Vox populi, vox Dei.
