Lo splendido complesso monumentale di San Giovanni di Dio a Cava ospiterà da lunedì 8 dicembre (vernissage alle 18) al 14 dicembre la performance e mostra In-tra-connessione: luci dalla terra di Osmotica, bipersonale di Annamaria Panariello e Rosanna Di Marino. Principale promotore l’associazione “Figli di mamma Lucia”, con il patrocinio del Comune di Cava de’ Tirreni. La serata inaugurale, dopo i saluti istituzionali del sindaco Vincenzo Servalli, del consigliere delegato alla cultura Armando Lamberti e del presidente dell’associazione promotrice Felice Scermino, sarà coordinata da Franco Bruno Vitolo ed illustrata criticamente da Gabriella Taddeo.
«Un fluido scambio e una simultanea complementarità emerge dalle opere delle artiste Rosanna Di Marino e Annamaria Panariello in un continuo confronto quasi speculare fra loro – così afferma la curatrice –. Il tema della crocifissione come sofferenza universale, sia umana che divina, come tormento continuo che tocca il mondo con violenze, ingiustizie e guerre, le attraversa: il filo spinato così transita dalla tela bidimensionale dell’una alla tridimensionalità ceramica dell’altra, che la rende tela affiggendola alla parete.
Come chiese gotiche, i corpi-vaso femminili della Panariello si slanciano verso l’alto, verso il cielo, divenendo da fisici e terreni a metafisici e sublimi, in un movimento che dalla donna, dalla mater, si eleva in divinità, in dea-madre.
Le opere pittoriche della Di Marino seguono la stessa traiettoria: i suoi quadri sono tutti percorsi, itinerari che dalla materia, dalla terra, vanno verso i cieli, verso mondi sconosciuti e sovrumani. Le cromie sono per entrambe un passaggio dagli azzurri dell’aria e dell’acqua ai colori più cupi e terrosi, in un reiterato confronto fra terra e cielo, fra umano e divino.»
E questo elevarsi dell’arte dalla banale quotidianità verso l’alto vuole essere anche un tributo all’operato di Mamma Lucia, la donna cavese che diede sepoltura ai soldati tedeschi dispersi sul suolo straniero, sentendoli intensamente come propri figli e facendo dell’eroismo materno la sua bandiera di pace e di totale fratellanza. Andando oltre i confini della propria famiglia, della propria città e della propria terra, allargò lo sguardo a orizzonti molto più ampi, amando ed elevandosi verso altitudini al di là di ogni limite. Anche l’arte si fa sconfinata se diviene impegno civile, messaggio di pacificazione e mezzo per raggiungere una libertà spirituale assoluta.
