C’è una voce giovane che guarda con rispetto e passione alla grande tradizione della musica internazionale, capace di muoversi con naturalezza tra jazz, blues e swing, portando sul palco non solo canzoni ma vere e proprie storie. È quella di Michele Ricciardi, cantante e direttore artistico che, nonostante l’età, vanta già una significativa esperienza maturata tra eventi in piazza, concerti e collaborazioni importanti, spesso anche nel ruolo di co-conduttore.
Il suo repertorio attraversa i grandi nomi della musica italiana e internazionale – da Frank Sinatra a Dean Martin, da Michael Bublé ad Andrea Bocelli, fino a Johnny Dorelli – e oggi si arricchisce di un nuovo progetto discografico: un album natalizio che non si limita alle classiche canzoni delle feste, ma costruisce una vera e propria narrazione musicale. Accanto ai brani simbolo del Natale, infatti, Michele ha scelto di inserire tre pezzi iconici non natalizi – My Way, Yesterday e Smile – che diventano parte integrante del racconto emotivo dell’opera.
Lo abbiamo intervistato per farci raccontare questo momento speciale del suo percorso artistico.
D. Michele, ritrovarti con un album dedicato al Natale e non solo… com’è andata questa pubblicazione?
«Questa pubblicazione è il frutto di sacrifici, studio e mesi di lavoro intenso. È un progetto a cui tengo particolarmente, perché rappresenta molto di quello che sono oggi come artista. In ogni mio spettacolo, in ogni cosa che faccio, cerco sempre di portare al pubblico non solo la musica, ma anche la sua storia. Mi piace raccontare ciò che c’è dietro un brano: gli aneddoti legati ai film, alla vita dei grandi interpreti, al contesto in cui quelle canzoni sono nate.
Anche questo album segue la stessa filosofia: non è solo una raccolta di canzoni, ma un percorso emotivo che accompagna l’ascoltatore, soprattutto in un periodo dell’anno così ricco di significato come il Natale.»
D. Dove è possibile trovare l’album?
«L’album è disponibile online: si può ascoltare sui social e su YouTube. Ho voluto che fosse facilmente accessibile a tutti, perché la musica deve essere condivisa e arrivare al maggior numero possibile di persone.»
D. È un periodo ricco di soddisfazioni, con concerti e collaborazioni importanti. Vuoi parlarcene?
«Sì, è un momento davvero molto intenso e gratificante. Di recente mi sono esibito in luoghi suggestivi come la Certosa di Padula e a Roccadaspide, contesti che regalano emozioni fortissime a chi sale sul palco. Sono stato inoltre molto felice e onorato di aver cantato per una fondazione importante come Telethon, domenica 14 dicembre: eventi del genere danno un valore ancora più profondo alla musica.
I prossimi appuntamenti saranno al Next di Capaccio, e poi il 28 dicembre alle ore 19:30 tornerò di nuovo sul palco. Invito tutti a seguirmi sui social per restare aggiornati: il bello, fortunatamente, deve ancora arrivare.»
Con la sua voce calda e uno sguardo sempre rivolto alla grande tradizione, Michele Ricciardi continua a costruire un percorso artistico solido e coerente, dimostrando che anche oggi è possibile raccontare la musica con eleganza, rispetto e autenticità. Un Natale in swing, dunque, ma soprattutto un invito ad ascoltare le storie che le canzoni portano con sé.