Oggi abbiamo il piacere di intervistare Paolo Totaro Lerra, un esperto in Neuroscienze e un innovatore nel campo del coaching, che va oltre le tecniche tradizionali per proporre una vera e propria filosofia di vita e di crescita professionale.
La sua visione si concentra sull’essere umano come un sistema integrato, dove l’eccellenza professionale nasce dalla risoluzione dei conflitti interiori e dalla consapevolezza di sé.
Attraverso l’uso della Programmazione Neuro-Linguistica, il suo approccio mira a aggiornare la “mappa” mentale di ciascuno, eliminando i virus del dubbio e del sabotaggio interno.
Il suo libro, “Diventerò un Top Player“, non è semplicemente un manuale di tecniche, ma un manifesto di identità, che invita a sviluppare padronanza emotiva e allineamento con i propri valori, per trasformare il potenziale in performance di eccellenza.
Oltre a lavorare con atleti e professionisti, Paolo si propone come una guida per chiunque desideri una trasformazione profonda, unendo strategie di neuroscienze e profondità emotiva, per diventare il miglior sé stesso. A fine giugno 2026 lo avremo a Salerno.

D -“Nel suo lavoro, sottolinea spesso l’importanza di aggiornare la propria ‘mappa’ mentale. Come si può iniziare a riconoscere e correggere le interferenze inconsce che limitano il nostro potenziale, e quali sono i primi passi pratici per farlo?”
Ti blocchi un passo prima del traguardo? È una paura inconscia del cambiamento.
Hai reazioni sproporzionate. Se un piccolo disguido genera ansia estrema, hai toccato un punto del passato.
Se finisci sempre nelle stesse dinamiche relazionali o lavorative, stai seguendo un copione inconscio.
Ciò che ti irrita profondamente negli altri è spesso una parte di te che reprimi (Ombra).
Analizza i tuoi obblighi. Molti sono “comandi” esterni interiorizzati che limitano il tuo vero potenziale. Chiediti: “Da cosa mi sta proteggendo questo blocco?”. Capire lo scopo (difensivo) riduce la resistenza.
Compi piccoli atti che sfidano la credenza limite (es. se temi il giudizio, sbaglia intenzionalmente in una piccola cosa).
D- “Nel suo libro, parla di diventare un ‘Top Player’ come uno stato dell’essere accessibile a chiunque. Quali sono le caratteristiche fondamentali di questa mentalità e come si può coltivarla quotidianamente?”
Essere un Top Player non è un colpo di fortuna, ma una scelta consapevole basata su tre pilastri:
- Responsabilità Totale: Smettere di dare la colpa all’esterno e focalizzarsi su ciò che è sotto il proprio controllo.
- Abitudini Potenzienti: Trasformare la disciplina in routine attraverso le “micro-vittorie” quotidiane.
- Dialogo Interiore: Passare dal criticismo distruttivo a domande orientate alla soluzione.
La scienza ci dice che il cervello è plastico: possiamo letteralmente “ricalibrarlo” per superare i blocchi (come la paura di fallire).
Esempio: Trasformare l’ansia da prestazione in energia utile.
Attraverso il Reframing (cambiare il significato dell’emozione) e l’Ancoraggio (gesti fisici che richiamano uno stato di calma)
D- “Può condividere un esempio concreto di come le neuroscienze e la PNL possano aiutare un individuo a superare un momento di crisi o di blocco emotivo, soprattutto in ambiti come lo sport o il lavoro?”
In un momento di crisi, il cervello entra in uno stato di “condizionamento emotivo” da parte dell’amigdala, che inibisce la corteccia prefrontale (responsabile del pensiero logico e delle decisioni).
Ecco un esempio concreto applicabile sia a un atleta che a un manager in preda a un blocco.
Immagina un tennista che, dopo un doppio fallo, perde fiducia, o un manager che, dopo un errore in una presentazione, si sente paralizzato dall’ansia di fallire di nuovo.
Calmare il Sistema, il primo passo non è psicologico, ma fisiologico.
Utilizzare la respirazione diaframmatica ritmica.
Questo attiva il nervo vago, che invia un segnale immediato al tronco encefalico per spegnere la risposta “attacca o fuggi”. Quando il battito cardiaco si stabilizza…

D- “In che modo le tecniche di aggiornamento mentale e di gestione delle emozioni possono influenzare le performance e la resilienza a lungo termine?”
Immagina che il tuo cervello sia come uno smartphone con un sistema operativo che a volte si blocca. Le neuroscienze e la PNL sono il “trucco” per sbloccarlo e renderlo più veloce.
Quando sei nel panico (per un’interrogazione o una partita importante), il tuo cervello va in tilt: è come se si surriscaldasse.
Cosa fai? Fai dei respiri profondi.
Cosa succede: Invii un segnale al cervello dicendo: “Ehi, non c’è nessun pericolo!”. Il “processore” si raffredda e ricominci a ragionare.
Se continui a dirti “Faccio schifo”, è come avere un’APP piena di virus che rallenta tutto.
Cosa fai: Usi la PNL per cambiare il modo in cui vedi le cose. Invece di vedere l’errore come un disastro, lo vedi come un livello difficile di un videogioco .
D- “Lei afferma che lavorare sul livello dell’Identità sia fondamentale. Come si può lavorare sulla propria identità in modo consapevole e quali sono gli ostacoli più comuni che le persone incontrano in questo percorso?”
Spesso restiamo come siamo perché abbiamo paura che gli amici o i genitori dicano: “Ma che ti succede? Non sei più tu!”. Temiamo di deludere le aspettative degli altri.
Se per anni ti hanno detto (o ti sei detto) che non sei capace, il tuo cervello si è convinto che sia la verità assoluta. È difficile cancellare un’abitudine mentale vecchia di anni.
Volere tutto e subito: Molti mollano perché vogliono cambiare identità in un giorno. Ma l’identità è come un muscolo: cresce un pochino ogni giorno, non dopo un solo allenamento.
Anche se la tua vecchia identità non ti piace, è “comoda” perché la conosci bene. Diventare qualcuno di nuovo fa un po’ paura perché non sai cosa aspettarti.
Lavorare sull’identità.
D- “Come si può aiutare una persona a integrare valori profondi nella propria vita professionale senza cadere nella trappola di un comportamento superficiale o di compromesso?”
Immagina che il tuo lavoro sia come costruire una grande casa di mattoncini Lego e che i tuoi valori siano i colori che preferisci.
Per non fare un lavoro “finto” o fatto male, ecco come si fa:
Metti i valori “sotto”, non “sopra”
A volte le persone fanno finta: costruiscono una casa grigia e poi la colorano solo fuori per farla sembrare bella. Questo è un comportamento superficiale.
I tuoi valori devono essere i mattoncini della base. Se l’onestà è importante per te, devi usarla fin dal primo mattoncino che posi la mattina, ad esempio ammettendo un piccolo errore subito, invece di nasconderlo.
Nel lavoro, ogni giorno devi scegliere quale strada prendere. Chiediti sempre: “Se faccio questa cosa, mi sento fiero di me o mi sento un po’ sporco?”.
D- “Nel suo percorso con atleti e professionisti, quali sono stati i cambiamenti più sorprendenti che ha osservato quando si sono concentrati sulla ristrutturazione mentale e emotiva?”
Quando le persone decidono di “allenare” la mente come se fosse un muscolo, i cambiamenti più sorprendenti sono:
La Calma diventa un “Superpotere”
Molti pensano che per vincere serva essere arrabbiati o super eccitati. In realtà, il cambiamento più grande è vedere un atleta o un manager che, nel momento di massimo caos, riesce a restare calmo e lucido. È come se il tempo per loro scorresse più lentamente, permettendo di prendere la decisione giusta mentre gli altri vanno nel panico.
Gli Errori diventano Carburante .Prima un errore era un “disastro” che rovinava tutta la giornata. Dopo, l’errore viene visto come un messaggio prezioso. La persona non si abbatte più, ma si chiede subito: “Cosa posso imparare da questo?”.
D- “Può raccontarci una testimonianza di qualcuno che abbia raggiunto un livello di eccellenza grazie alla trasformazione delle sue convinzioni e alla gestione delle emozioni?”
Ecco la testimonianza di un atleta da me seguito (chiamiamolo Marco, un Calciatore)
Da “Eterna riserva” a Titolare.
“Per anni è stato quello che ‘aveva talento ma non reggeva la pressione’. Ogni volta che subentrava a un punto decisivo della partita, sentiva un peso al petto, le gambe diventavano di piombo e la sua testa iniziava a dire: ‘Tanto sbaglierai di nuovo’. Ed effettivamente sbagliava. Era prigioniero della convinzione di non essere un vero vincente.
Tutto è cambiato quando ha capito che non dovevo allenare solo la tecnica, ma il suo cervello.
Il primo passo: Cambiare il ‘film’ mentale
Invece di visualizzare l’errore, ha imparato a usare la PNL per ‘riprogrammare’ i suoi ricordi.
D- “Come vede il ruolo della cultura e del contesto sociale nel processo di crescita personale e professionale? Ritiene che ci siano ostacoli culturali che rendono più difficile adottare questa filosofia di integrazione mente-corpo?”
Credo che la cultura e il contesto sociale possano influire sia negativamente che positivamente. I tre grandi ostacoli culturali
L’eredità storica che separa la mente (il capo) dal corpo (la macchina), portandoci a ignorare i segnali fisici come se fossero irrilevanti per l’intelletto.
Il pregiudizio che considera il tempo dedicato all’ascolto di sé o al recupero come “tempo perso” o improduttivo. La tendenza professionale a nascondere stress o stanchezza, vedendo la consapevolezza del proprio stato psicofisico come una debolezza invece che come una competenza.
Il cambiamento in atto.
Grazie alle neuroscienze, stiamo passando dal “controllo” del corpo all’ascolto del sistema nervoso.
D- “Quali strategie suggerirebbe per diffondere una cultura dell’eccellenza basata su consapevolezza e responsabilità personale, anche in ambiti come quello giovanile o sportivo?”
Ci vogliono strategie per l’eccellenza.
Per promuovere responsabilità e consapevolezza (specialmente tra giovani e atleti), occorre agire su tre fronti:
Ridefinire l’Errore: Passare dalla punizione all’analisi. L’errore non è un fallimento personale, ma un dato informativo utile a capire cosa non ha funzionato nel processo.
Allenamento alla Presenza: Integrare tecniche quali ascolto del respiro, ritmo cardiaco nper insegnare a gestire lo stress in tempo reale, rendendo l’atleta padrone delle proprie reazioni.
Focus sul Processo: Premiare la padronanza tecnica e la gestione emotiva anziché solo il risultato finale, spostando l’attenzione su ciò che l’individuo può controllare direttamente.
D- “Quali sono le sfide future nel campo della crescita personale e delle neuroscienze applicate, e come pensa che la sua metodologia possa evolversi per rispondere a queste sfide?”
Il futuro della crescita personale sarà una sinergia tra scienza dei dati e consapevolezza biologica, dove l’intelligenza artificiale funge da ponte per una responsabilità personale aumentata.
D– “Può anticiparci qualche progetto o iniziativa futura che intende sviluppare, per contribuire alla diffusione di questa filosofia di crescita?”
Le mie iniziative future si concentrano sulla trasformazione delle neuroscienze dalla teoria alla pratica quotidiana accessibile a tutti, sfruttando la mia esperienza in materia.
Sto sviluppando : Corsi in presenza e online per aiutare le persone a sviluppare Leadership.
Voglio contribuire alla creazione di una palestra mentale dove si integri mente e corpo sin dalle prime fasi.
Creare percorsi One to One e di gruppo dove giovani professionisti e atleti possono testare la loro reazione allo stress e imparare a gestire le interferenze sia esterne che interne, imparando a restare “centrati” anche in situazioni sotto pressione.
Focus sulla Responsabilità, diventare i primi coach di se’ stessi.
