Parlare di partoanalgesia oggi significa affrontare insieme medicina, organizzazione sanitaria e diritti. Con questo obiettivo, sabato 21 marzo 2026, dalle 9 alle 17, la Sala Conferenze dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Salerno ospiterà il convegno dal titolo “Partoanalgesia: un diritto delle donne, un impegno per una Sanità equa”, appuntamento dedicato a uno dei temi più rilevanti dell’assistenza materno-infantile.
L’iniziativa è promossa dalla Sezione di Salerno dell’AIDM, Associazione Italiana Donne Medico, presieduta dalla dott.ssa Rosa Apicella, con la responsabilità scientifica della dott.ssa Grazia Cioffi. A sostenere il progetto, un comitato scientifico composto da professioniste ed esperte del settore, con il patrocinio dell’OMCeO Salerno e di altre istituzioni sanitarie. Un segnale chiaro della volontà di mettere al centro non solo l’aggiornamento clinico, ma anche una riflessione più ampia sull’accesso uniforme alle cure.
Il focus del convegno sarà la partoanalgesia, cioè l’insieme delle tecniche che permettono di controllare il dolore durante il travaglio e il parto, garantendo al tempo stesso la massima attenzione alla sicurezza materna e fetale. Un tema che, nel dibattito sanitario italiano, continua a sollevare interrogativi importanti: dalla disponibilità reale del servizio nelle strutture ospedaliere all’applicazione concreta dei Livelli Essenziali di Assistenza, fino alle differenze territoriali che ancora oggi incidono sull’equità delle cure.
Durante la giornata verranno analizzati i principali protocolli clinici e le tecniche utilizzate, con particolare attenzione agli standard di sicurezza e alla qualità dell’assistenza. Ma il confronto non si limiterà all’aspetto strettamente medico. Uno dei punti centrali sarà infatti l’organizzazione dei servizi, soprattutto rispetto alla necessità di garantire una copertura h24, elemento essenziale per trasformare un diritto teorico in una possibilità reale per tutte le donne.
Ampio spazio sarà dedicato anche al ruolo delle Regioni e alle responsabilità del sistema sanitario nell’attuazione dei LEA. In altre parole, il convegno si propone di affrontare una questione decisiva: come fare in modo che la partoanalgesia non resti un’opportunità disponibile solo in alcuni contesti, ma diventi una prestazione realmente accessibile, uniforme e integrata nei percorsi nascita.
Accanto ai contenuti scientifici, l’evento si distingue per un format innovativo. Tra i momenti più attesi figura il “Salotto del Pensiero Condiviso”, uno spazio interattivo pensato per favorire il dialogo diretto tra esperti. L’obiettivo è duplice: da un lato chiarire i temi più complessi emersi durante le relazioni, dall’altro tradurre le evidenze scientifiche in indicazioni pratiche e applicabili nella quotidianità clinica. Un approccio che punta a superare la tradizionale rigidità congressuale, aprendo il confronto a una dimensione più dinamica e partecipata.
Il convegno è accreditato con 5 crediti ECM ed è rivolto a medici chirurghi, infermieri, infermieri pediatrici, biologi, ostetriche e fisioterapisti. La partecipazione è a numero chiuso, per un massimo di 100 iscritti, a conferma di una formula che punta sulla qualità dello scambio e sulla costruzione di un confronto qualificato tra professionisti.
L’iniziativa si inserisce in un contesto in cui cresce l’attenzione verso una medicina sempre più attenta alla persona, ai diritti e alla riduzione delle disuguaglianze. In questo senso, la partoanalgesia diventa il simbolo di una sanità che non può limitarsi alla prestazione tecnica, ma deve saper coniugare competenza, accessibilità e rispetto dell’esperienza della donna nel momento della nascita.
Per chi non potrà essere presente, sarà comunque possibile consultare i materiali scientifici, le linee guida e gli approfondimenti relativi al progetto sulla partoanalgesia attraverso la pagina dedicata alla campagna informativa: PAGINA FACEBOOK
