“Nel caso di Samanta Schweblin bisogna dire che ha un grande talento nel capire quanto deve essere lunga la storia che ha in mente. In questo io la darei proprio come libro di testo”. Lo dice Emanuele Trevi, scrittore e giurato del Premio Malaparte, parlando della scrittrice argentina scelta per l’edizione 2026. “Spesso vedo, quando faccio delle scuole di scrittura, che questa è la difficoltà delle persone giovani: bisogna sviluppare un’idea abbastanza precisa, non precisa al numero di pagine o di righe, però approssimativamente precisa, di quanto un’idea regge lo sviluppo”, spiega.
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