Si è svolta questa sera, sabato 25 ottobre, presso la sezione egizia del Museo Arcos di Benevento, la presentazione del volume L’Iseo perduto di Benevento di Marcellino Aversano, edito da Edizioni Realtà Sannita. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con la Provincia di Benevento e la società in house Sannio Europa, ha rappresentato un significativo momento di valorizzazione del patrimonio archeologico e storico della città.
L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali dell’avvocato Raffaele Del Vecchio, amministratore unico di Sannio Europa, che ha portato anche i saluti del Presidente della Provincia Nino Lombardi, sottolineando l’impegno dell’ente nel promuovere la conoscenza e la fruizione del patrimonio culturale sannita. È seguito l’intervento del Sindaco di Benevento, on. Clemente Mastella, che ha rimarcato l’importanza di riscoprire e tutelare le radici antiche della città, cuore di un dialogo millenario tra culture e civiltà.
Ha introdotto e moderato i lavori Maria Gabriella Fuccio di Edizioni Realtà Sannita, che ha guidato con competenza il confronto tra i relatori.
La professoressa Paola Caruso, Dottoressa di ricerca in Letteratura Latina Medioevale, ha offerto un contributo di particolare rilievo, soffermandosi sulla damnatio memoriae che ha colpito la storia isiaca di Benevento, inquadrandola nel più ampio contesto delle trasformazioni intervenute in epoca longobarda e durante i secoli in cui la città fu enclave pontificia. Solo in tempi recenti — ha osservato Caruso — si sta tentando un recupero sistematico di questa parte rimossa dell’identità beneventana.
Ha concluso la serata l’autore Marcellino Aversano, che ha illustrato i contenuti e le finalità del volume, presentandone i risultati con chiarezza e rigore.
Come si legge nella sinossi:
Dal Nilo a Benevento. Il culto di Iside ha attraversato imperi e secoli, radicandosi nel cuore del mondo romano e trovando un centro spirituale nell’Italia antica. L’Iseo perduto di Benevento svela il mistero di un santuario monumentale, raccontando la sua importanza nella religiosità romana e il fascino immortale della dea. Attraverso un’indagine tra archeologia, mito e storia, il libro riconnette i fili di un culto antico, riportando alla luce le influenze egizie nel cuore dell’Italia imperiale. Con rigore scientifico e una narrazione coinvolgente, l’opera ricostruisce l’evoluzione di Iside, dai templi dell’Egitto ai suoi santuari in Occidente, offrendo al lettore un viaggio affascinante tra riti, simboli e architettura sacra.
La ricerca di Aversano — laureato in Conservazione dei Beni Culturali con indirizzo archeologico, da anni impegnato nella valorizzazione del patrimonio archeologico e storico di Benevento — si distingue per l’approccio scientifico e la capacità divulgativa. L’autore, che da tempo cura eventi e mostre dedicate al patrimonio locale, esplora in questo lavoro il legame profondo tra la città e il culto di Iside, evidenziando le tracce di una continuità culturale spesso rimossa, ma ancora viva nel tessuto storico e simbolico beneventano.
L’evento si è concluso in un clima di partecipata riflessione, riaffermando il ruolo del Museo Arcos come luogo di studio e di dialogo tra passato e presente, tra memoria e conoscenza.
🎥 È disponibile sul canale YouTube di Quasimezzogiorno il Quasireportage dedicato alla serata, con immagini e testimonianze dall’interno del Museo Arcos.