Promo Adelphi -20% è un appuntamento fisso per gli amanti della casa editrice, che offre puntualmente, in questo periodo dell’anno, la possibilità di recuperare titoli classici o scoprire altre proposte su tutto il catalogo, ad eccezione delle novità pubblicate negli ultimi sei mesi.
La campagna sconti, attiva dal 23 gennaio al 22 febbraio 2026, è applicata sul sito ufficiale Adelphi, sulle piattaforme online e nelle librerie fisiche aderenti. Una mossa strategica e vincente che valorizza il vastissimo inventario storico del marchio e fidelizza i lettori in un “periodo di calma” nella commercializzazione di libri.
Un’occasione vantaggiosa che, risparmiando sul prezzo di copertina, ha permesso di acquistare tre testi desiderati già da un po’. Eccoli riassunti brevemente:
1. Nina Cassian | C’è modo e modo di sparire. Poesie 1945-2007 | Traduzione di Anita Natascia Bernacchia, Ottavio Fatica | A cura di Ottavio Fatica | Biblioteca Adelphi, 612 | 2013, 4ª ediz., pp. 301.
Voce lirica e spudorata, le sue poesie ci lasciano disarmati. Erede e testimone di quel fecondo ambiente romeno di cui facevano parte Brâncusi e Tzara, Ionesco, Eliade e Cioran, e come loro inevitabilmente esule, Nina Cassian ha percorso un tragitto artistico e umano singolare come la sua persona. Intrigante il titolo dell’antologia: è da interpretarsi come “sparizione nichilista” o come atto di trasformazione, resistenza, rinascita artistica? Nel rifletterci su, trascrivo la sua Ars poetica – una polemica (pag. 225):
Io sono io.
Sono personale,
soggettiva, intima, singolare,
confessionale.
Tutto quel che mi accade e si ripete
accade a me.
Il paesaggio che descrivo
sono io stessa.
Se vi interessano
gli uccelli, gli alberi, i fiumi,
consultate i libri degli esperti.
Io non sono un dato uccello,
un dato albero,
un dato fiume.
Io sono registrata solo
come un Sé,Io, ovvero Io.
2. Clarice Lispector | La città assediata | Traduzione di Roberto Francavilla, Elena Manzato | Fabula, 402 | 2024, pp. 186
È la storia di una ragazza di nome Lucrécia, che si lascia vivere, in una sorta di incantata ottusità, cercando di dare forma al tangibile che la circonda per potersene appropriare. Un mondo frantumato, al pari di quello dell’autrice stessa, dove si è continuamente sbalzati fra una realtà che viene a mancare e una società che soffoca. Un romanzo che affronta temi universali come la solitudine, la disperazione e la ricerca della propria identità.
Era così che era cresciuta. Eppure su quel viso al quale l’egoismo donava un carattere leale doveva ancora nascere la voluttà: allora si tinse le labbra bagnando con la saliva il foglietto cremisi. Con la bocca sporca il volto divenne infantile, più piccolo e colpevole. Nello specchio la sua eleganza aveva la qualità imperfetta delle cose troppo belle prive di radici… .
(da pagina 39 a pagina 40)
3. Georges Simenon | La mano | Traduzione di Simona Mambrini | Biblioteca Adelphi, 721 |
2021, 5ª ediz., pp. 172
Scritto nel 1968, questo romanzo psicologico esplora i temi dell’invidia, del tormento e dell’angoscia di un uomo comune, Donald. Durante una tempesta di neve, il protagonista lascia morire l’amico Ray per gelosia e codardia, innescando con tale gesto la sua lenta discesa nel baratro della follia, assillato dalla moglie Isabel – che osserva in silenzio – e dall’attrazione per la vedova Mona, sino a giungere ad un brutale e cupo epilogo. Il libro è considerato una delle opere più cruente e penetranti dello scrittore belga.
[…] comincio ad odiarla. Il suo sguardo mi esaspera. È diventato un’ossessione. Quando sono tornato, benché non le avessi detto niente di Torrington o di mio padre, mi ha chiesto:
“Come sta?”.
Vero è che non era difficile intuirlo. Non mancavano gli indizi. Ciò non toglie che mi sento sempre attaccato a un filo. Ovunque io sia, qualsiasi cosa io faccia, è un po’ come se avessi sempre i suoi occhi addosso”.
(pagina 140)
Ha ragione Jules Renard, “Quando penso a tutti i libri che mi restano ancora da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”.
