Roma, 11 maggio 2026 – C’è un momento, nelle conversazioni più riuscite, in cui l’intervista smette di essere soltanto una sequenza di domande e risposte e diventa una piacevole chiacchierata. È ciò che accade nella video intervista realizzata dalla Redazione della testata giornalistica Quasimezzogiorno al professor Paolo D’Achille, presidente dell’Accademia della Crusca e ordinario di Linguistica italiana all’Università Roma Tre, registrata lunedì 11 maggio 2026 proprio negli spazi dell’Ateneo romano.
L’incontro realizzato dalla delegazione del Comitato di Redazione Quasimezzogiorno, ha visto la presenza dei colleghi Luca De Franciscis, Daniele Orilia, Alberto Cicatelli, Nicola Ciervo e Giuseppina Santillo.
Al centro della video intervista vi è la lingua italiana nella sua dimensione più ampia: non soltanto codice grammaticale o materia scolastica, ma realtà dinamica, capace di attraversare generazioni, territori, mezzi di comunicazione e trasformazioni sociali.
La lingua, nella prospettiva di uno studioso come D’Achille, non è mai immobile: cambia perché cambiano le persone, i bisogni comunicativi, le tecnologie, le relazioni culturali.
L’incontro tra Quasimezzogiorno e il presidente della Crusca conferma l’importanza di un giornalismo culturale capace di portare temi apparentemente specialistici dentro il dibattito quotidiano. Parlare di lingua significa parlare di scuola, informazione, cittadinanza, memoria, inclusione, nuove generazioni. Significa interrogarsi su come comunichiamo, su quali parole scegliamo, su quali responsabilità accompagnano l’uso pubblico del linguaggio.
Nell’epoca delle piattaforme digitali, delle abbreviazioni, degli anglicismi, dei messaggi vocali e della comunicazione istantanea, la lingua italiana si trova infatti davanti a una sfida decisiva. Non basta conservarla: bisogna renderla abitabile per le nuove generazioni.
In questo senso, l’intervista come quella realizzata dalla Redazione di Quasimezzogiorno vuole assumere un significato concreto: portare il tema della lingua dentro una conversazione accessibile, vicina, capace di interessare non soltanto gli specialisti, ma studenti, insegnanti, lettori, telespettatori e cittadini.
La Redazione ringrazia il prof. Paolo D’Achille per la disponibilità e per aver dato con semplicità e simpatia una preziosa occasione di arricchimento culturale.