Si svolgerà l’11 giugno, alle 17.30, presso la libreria «Imagine’s Book» di Salerno, la presentazione del volume Rete nera. Non ci sono lupi solitari (Futura editrice), scritto da Luca Mariani (giornalista Agi).
La presentazione è stata organizzata dall’Ente di Cultura Martedì Letterari e dal Coordinamento provinciale Forum dei Giovani (Commissione Cultura, legalità, sport e salute), con il patrocinio della Fondazione Comunità Salernitana.
Dopo i saluti istituzionali di Gaia Aliberti (Segreteria organizzativa Forum dei Giovani) e della Fondazione Comunità Salernitana, a discutere con l’autore saranno il prof. Adalgiso Amendola (prof. di sociologia presso l’Università degli Studi di Salerno) e l’on. Gianni Pittella, già vicepresidente del Parlamento europeo.
La moderazione è affidata al presidente dell’Ente di Cultura Martedì Letterari Stefano Pignataro. Letture di brani scelti a cura dell’attore Mario Podeschi.
La sinossi del volume recita: «Se parliamo degli attentati del Bataclan, di Nizza, Bruxelles e Manchester, in Occidente tutti hanno immediata memoria del terrorismo islamico. La musica cambia se parliamo del terrorismo suprematista e xenofobo: Oklahoma City, Utoya, Christchurch, El Paso. I ricordi si fanno più confusi, in alcuni casi fuorvianti. Eppure sono attentati che hanno causato centinaia e centinaia di morti. Il libro analizza le azioni, il pensiero dei killer suprematisti, i loro manifesti politici, che condividono sul web e non solo, i punti di contatto tra nazionalismo e xenofobia. Lo stragista di Utoya elencò già nel 2011 i partiti che avrebbero potuto dare una mano per prendere il potere: Russia Unita di Putin, il Front National di Le Pen, la Lega, Forza Nuova, Fpö, Pvv, Vlaams Belang. Una parte di queste forze avrebbe poi formato nel 2015 un gruppo unico all’Europarlamento e sarebbe anche andata al governo in alcuni Paesi, tra cui l’Italia. E che dire del killer di Christchurch, australiano, che si radicalizza in Europa e fa donazioni ai movimenti identitari di Francia e Austria? Il suo manifesto politico si intitola «La grande sostituzione», come il saggio del francese Renaud Camus. La teoria di base è semplice: gli occidentali bianchi devono ricominciare a fare più figli e gli immigrati devono tornare a casa loro. Per svegliare le coscienze e respingere gli «invasori» ogni mezzo è lecito, stragi di innocenti comprese. Fino a qualche anno fa chi avrebbe potuto immaginare l’assalto al Congresso Usa? Gli Stati Uniti di Trump e la Russia di Putin soffiano sul fuoco del nazionalismo allo scopo di indebolire l’Unione Europea. Terrorismo islamico e terrorismo suprematista alimentano allo stesso modo lo «scontro di civiltà» teorizzato da Samuel P. Huntington. Perché i media e l’opinione pubblica danno un peso diverso alle due facce della stessa medaglia? Il libro accende un riflettore su questi temi, finora trascurati e sottostimati.»
