In breve: la riforma dell’imposta su successioni e donazioni (2024–2026) rende più importante capire quando si paga, come si versa (autoliquidazione e F24) e come funziona la rateizzazione. In questa guida trovi le novità pratiche per eredi e famiglie, con esempi e FAQ.
Punti chiave per eredi e famiglie
Dal 2025: l’imposta viene autoliquidata dal contribuente e versata con modello F24 (più responsabilità nei calcoli).
Scadenze: il pagamento dell’imposta autoliquidata è dovuto entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione.
Rateizzazione: possibile versare un acconto minimo del 20% e rateizzare il resto in 8 rate trimestrali, oppure fino a 12 rate trimestrali se l’importo supera 20.000 euro.
Coacervo (donazioni + successione): le regole sul cumulo possono influire sul calcolo finale dell’imposta e sulla pianificazione in famiglia.
Controlli e sanzioni: con l’autoliquidazione aumentano i controlli a posteriori; errori o ritardi possono portare a recuperi d’imposta, interessi e sanzioni.
Cosa fare subito: raccogli documenti e valori, verifica franchigie/parentela, valuta rateizzazione e, se il caso è complesso, fatti assistere da un professionista.
L’imposta sulle successioni e donazioni torna al centro del dibattito fiscale con l’entrata in vigore dei decreti legislativi 139/2024 e 173/2024, che ridisegnano in modo significativo il sistema italiano dei trasferimenti gratuiti, sia inter vivos che mortis causa. Si tratta della più profonda revisione normativa dai tempi del D.lgs. 346/1990 (Testo Unico delle Successioni), dopo l’abolizione temporanea del tributo con la legge 383/2001 e la successiva reintroduzione attraverso il D.L. 262/2006.
Il nuovo impianto mira a coniugare semplificazione, responsabilizzazione del contribuente e digitalizzazione degli adempimenti, con effetti rilevanti sulla pianificazione patrimoniale delle famiglie e sul passaggio generazionale delle imprese.
L’ambito di applicazione: quando scatta l’imposta
L’imposta continua ad applicarsi a successioni per causa di morte, donazioni, liberalità indirette e vincoli di destinazione, inclusi trust e fondi patrimoniali. Restano escluse le donazioni di modico valore, le donazioni rimuneratorie, i trasferimenti di immobili o aziende già soggetti a IVA o imposta proporzionale, nonché i veicoli iscritti al PRA.
Un quadro complesso, che la riforma tenta di rendere più lineare attraverso nuovi strumenti dichiarativi e procedure di autoliquidazione.
Dal 2025 il contribuente calcola e versa l’imposta: la rivoluzione dell’autoliquidazione
La novità cardine del D.lgs. 139/2024 è l’introduzione, dal 1° gennaio 2025, di un sistema di autoliquidazione:
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dal 2025 l’imposta è autoliquidata dal contribuente (erede/donatario) e versata con modello F24;
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il versamento dell’imposta autoliquidata è dovuto entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione;
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è possibile la rateizzazione: versamento iniziale almeno 20% entro lo stesso termine e saldo in 8 rate trimestrali, oppure fino a 12 rate trimestrali se l’importo supera 20.000 euro;
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l’Agenzia delle Entrate interviene con controlli/verifiche e, se necessario, con atti di liquidazione/contestazione.
Il nuovo modello dichiarativo semplificherà anche la voltura catastale e consentirà di presentare dichiarazioni integrative o sostitutive con autoliquidazione successiva. Per gli eredi under 26 resta prevista la possibilità di svincolare somme bancarie necessarie al pagamento delle imposte ipotecarie, catastali e di bollo.
Le aliquote restano invariate fino al 2025:
- coniuge e parenti in linea retta: franchigia di 1 milione e aliquota del 4%;
- fratelli e sorelle: franchigia di 100.000 euro, aliquota del 6%;
- altri parenti fino al IV grado: 6%;
- altri soggetti: 8%.
Dal 2026 cambia tutto: addio al coacervo e franchigie raddoppiate per figli e coniuge
La riforma introduce una cesura rilevante rispetto alla normativa precedente con l’abolizione del “coacervo”, ossia il cumulo tra donazioni e successioni ai fini del calcolo dell’imposta. Dal 2026, successioni e donazioni saranno considerate separatamente.
Ecco cosa cambia:
- Coniuge e figli: dalla franchigia unica di 1 milione si passa a 1 milione per ciascuna donazione e 1 milione per l’eredità, di fatto raddoppiando la soglia esentasse.
- Fratelli e sorelle: franchigia aumentata da 100.000 a 200.000 euro.
- Altri parenti e soggetti: nessuna modifica.
Una revisione che apre nuove opportunità di pianificazione patrimoniale e agevola il trasferimento graduale dei beni, senza penalizzare chi riceve donazioni in vita.
Passaggio generazionale delle imprese: agevolazioni rafforzate
Resta confermato e ampliato il sistema di esenzioni per il trasferimento di aziende e partecipazioni a coniuge o discendenti. L’esenzione è valida se:
- l’atto avviene in forma notarile;
- il beneficiario si impegna a mantenere il controllo dell’impresa per almeno 5 anni;
- tale impegno è esplicitamente dichiarato nell’atto.
Il regime agevolato si estende ora anche a società semplici, holding estere e patti di famiglia. La perdita del controllo prima del quinquennio comporta il recupero dell’imposta, con sanzioni e interessi.
Nuovo sistema sanzionatorio: più certezza e responsabilizzazione
Il D.lgs. 173/2024 supera il precedente sistema fondato su minimi e massimi edittali e introduce sanzioni calcolate in proporzione all’imposta evasa. Una scelta che mira ad aumentare la prevedibilità delle conseguenze fiscali e a rafforzare la responsabilità del contribuente.
Una riforma che guarda alla modernizzazione fiscale
Nel complesso, la riforma delle successioni e donazioni rappresenta un passo verso:
- maggiore semplificazione amministrativa;
- digitalizzazione e rapidità degli adempimenti;
- pianificazione patrimoniale più efficace, grazie alla separazione tra donazioni ed eredità e alla nuova doppia franchigia.
Un intervento che intende rendere più moderno e trasparente un settore spesso percepito come complesso, aprendo nuove possibilità per famiglie e imprese nella gestione del patrimonio tra generazioni.
FAQ per Famiglie ed Eredi
Domande frequenti (successioni e donazioni: famiglie)
1) Quando si paga l’imposta di successione dal 2025?
Dal 2025 l’imposta è autoliquidata e versata con F24. Il pagamento è dovuto entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione, con possibilità di rateizzare secondo le condizioni previste.
2) Come funziona la rateizzazione dell’imposta di successione?
È possibile rateizzare: si versa un acconto minimo del 20% entro il termine previsto e si paga il saldo in 8 rate trimestrali, oppure fino a 12 rate trimestrali se l’importo supera 20.000 euro.
3) Che cos’è il “coacervo” e perché è importante?
È un meccanismo che, in alcuni casi, considera anche donazioni fatte in vita nel calcolo dell’imposta in sede di successione. Le modifiche previste possono incidere su franchigie e calcolo complessivo: è un punto centrale per chi pianifica trasferimenti in famiglia.
4) Cosa cambia per la dichiarazione di successione (modello e volture)?
La riforma punta a semplificare gli adempimenti: dichiarazione più “operativa” (con autoliquidazione) e procedure più snelle, inclusi aspetti catastali/volture.
5) Cosa rischia chi sbaglia calcoli o paga in ritardo?
Con l’autoliquidazione aumenta la responsabilità del contribuente: in caso di errori o ritardi possono scattare recuperi d’imposta, interessi e sanzioni, oltre a eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate.
FAQ per Imprese e passaggio generazionale
Domande frequenti (passaggio generazionale d’impresa)
1) Quando il trasferimento di azienda o quote ai figli può essere agevolato/esente?
In generale, le agevolazioni scattano quando il trasferimento avviene a favore di familiari e vengono rispettate specifiche condizioni (atto corretto, requisiti soggettivi e impegni di mantenimento). È fondamentale verificare i requisiti caso per caso.
2) Qual è il vincolo dei “5 anni” e cosa succede se non viene rispettato?
Di norma l’agevolazione richiede di mantenere (per un periodo minimo, spesso 5 anni) il controllo/partecipazione o la continuità aziendale secondo la regola applicabile. Se il vincolo non viene rispettato, può scattare decadenza con recupero d’imposta, interessi e sanzioni.
3) Che ruolo ha l’autoliquidazione dal 2025 per chi fa pianificazione patrimoniale?
Con l’autoliquidazione, chi trasferisce patrimoni/partecipazioni deve prestare più attenzione a calcoli, tempistiche e documentazione, perché il versamento avviene direttamente con F24 e l’Agenzia interviene soprattutto in fase di controllo.
4) Coacervo e donazioni: perché è cruciale per imprenditori e holding familiari?
Se donazioni pregresse entrano (o entravano) nel calcolo complessivo, possono cambiare franchigie e imposta dovuta. Le modifiche previste sul coacervo possono incidere su strategie di trasferimento per gradi (donazioni + successione).
5) Qual è l’errore più comune da evitare nel passaggio generazionale?
Fare atti “a pezzi” senza una regia unica: conviene pianificare in anticipo con un professionista per gestire tempistiche, vincoli, valutazioni e coerenza tra donazioni, successione e assetto societario.
