La presidente di Salerno Experience Network, Rosaria Chechile, rilancia: «Siamo pronti a mettere a disposizione della città di Salerno il nostro know-how per co-programmare una strategia d’avanguardia».. La Salerno Experience Network è pronta a co-programmare con il Comune: IA, wayfinding e formazione per i NEET. «Inclusività sia la parola chiave dell’offerta turistica: è la direzione strategica verso cui tendere per incrementare i flussi e la competitività del nostro sistema». A dirlo è Rosaria Chechile, presidente dell’APS Salerno Experience Network, che rilancia per Salerno la proposta di un modello di accoglienza evoluto, basato su accessibilità e innovazione tecnologica. «L’inclusività non è solo abbattimento di barriere fisiche, ma un sistema integrato basato sull’Universal Design, declinato su cinque dimensioni: fisica, visiva, uditiva, intellettiva e alimentare», precisa Chechile. «La recente adozione del P.E.B.A., il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche del Comune di Salerno, rappresenta una base fondamentale e virtuosa. Come Salerno Experience Network intendiamo mettere a disposizione dell’amministrazione comunale il nostro bagaglio di competenze per co-programmare l’evoluzione digitale di questo piano, innestando su di esso le tecnologie più avanzate», rilancia la presidente di Salerno Experience Network. Il metodo proposto da Chechile punta a rendere l’accessibilità un servizio dinamico: «Dall’Intelligenza artificiale per l’accessibilità sensoriale e informativa, ai sistemi di Wayfinding intelligente, cioè quei sistemi di orientamento fisici e digitali che aiutano le persone a orientarsi, fino agli hub di servizi integrati come gli Smart Bag-Storage, gli armadietti intelligenti e automatizzati progettati per custodire valigie in sicurezza. La nostra associazione è pronta a fare da partner strategico per progettare insieme all’amministrazione queste soluzioni, garantendo che l’innovazione tecnologica sia sempre accompagnata dalla valorizzazione del capitale umano locale, in particolare coinvolgendo in appositi percorsi di formazione i cosiddetti NEET, quei giovani che non studiano, non lavorano né frequentano corsi formativi». Secondo Chechile, «per rendere la nostra città una destinazione d’eccellenza, occorre fare sistema. La nostra disponibilità a co-programmare questa visione nasce dalla volontà di unire la solida pianificazione urbanistica del P.E.B.A. con l’innovazione digitale. Solo così potremo offrire un’esperienza di viaggio accessibile per tutti, rendendo Salerno un modello di riferimento per ogni destinazione che voglia dirsi davvero inclusiva».
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