C’è un confine sottile, ma decisivo, tra informazione e semplificazione. Ed è proprio quel confine che, secondo l’Associazione Fans 1919, il TG1 avrebbe oltrepassato nel servizio andato in onda il 25 gennaio nell’edizione serale delle 20.00, in cui Salerno è stata inserita – anche attraverso grafiche esplicite – tra le città con le “tifoserie più calde e violente” d’Italia.
Una definizione che ha fatto scattare la reazione ufficiale del mondo del tifo organizzato granata. Con una missiva formale indirizzata a RAI, AGCOM e alla Commissione parlamentare di Vigilanza, l’associazione Fans 1919 ha espresso “profondo sconcerto e ferma riprovazione” per un accostamento ritenuto ingiusto e lesivo dell’immagine della città e della tifoseria della Salernitana.
Nel documento, firmato dal presidente avvocato Decio Rinaldi, si contesta innanzitutto l’assenza di fonti a supporto di una classificazione tanto pesante quanto generica. Citare “Salerno” senza distinguere, spiegano i tifosi, equivale a marchiare un’intera comunità sportiva come violenta, cancellando con un colpo di spugna una storia fatta di passione, coreografie, partecipazione popolare e – nella stragrande maggioranza dei casi – correttezza.
La lettera richiama anche episodi recenti che, a giudizio dell’associazione, avrebbero contribuito ad alimentare un pregiudizio mediatico. In particolare, le polemiche seguite alla protesta dello scorso giugno per la gestione dello spareggio play-out, quando il lancio di alcuni seggiolini – gesto isolato e condannato dagli stessi tifosi – fu utilizzato per descrivere Salerno come una piazza pericolosa, portando a provvedimenti restrittivi ritenuti sproporzionati.
“Confondere il calore del tifo o la protesta sportiva con la violenza è un errore grave”, si legge nella nota, che richiama anche i doveri deontologici del giornalismo e il principio della verità sostanziale dei fatti. Da qui la richiesta esplicita di una rettifica e di una valutazione più equilibrata da parte del servizio pubblico.
Il messaggio che arriva da Salerno è chiaro: nessuna difesa a priori di comportamenti sbagliati, ma la ferma volontà di respingere etichette collettive che non rendono giustizia a una tifoseria numerosa e, per larga parte, civile. In gioco non c’è solo l’onore dei tifosi granata, ma l’immagine di una città intera che chiede di non essere ridotta a uno slogan televisivo.
Di seguito, integralmente, la lettera inviata dall’Associazione Fans 1919 agli enti competenti, a tutela del buon nome della tifoseria salernitana e della città di Salerno:
Salerno, 26 gennaio 2026
Spett.le/
RAI S.p.A.
Viale Mazzini, 14
00195 Roma (RM)
PEC: rai@postacertificata.rai.it
(All’attenzione della
Direzione Generale e del
Direttore pro tempore del TG1)Spett.le/
AGCOM – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
Via Isonzo, 21/b
00198 Roma (RM)
PEC: agcom@cert.agcom.itSpett.le/
Commissione Parlamentare per l’Indirizzo Generale e la Vigilanza dei Servizi Radiotelevisivi
Palazzo San Macuto, Via del Seminario, 76
00186 Roma (RM)
PEC: comm.vigilanzarai@certmail.repubblica.itOGGETTO: Nota di ferma stigmatizzazione in merito al servizio giornalistico trasmesso dal TG1 il 25.01.2026, edizione 20:00. Tutela del buon nome e dell’immagine della tifoseria salernitana. Formale invito alla rettifica.
L’Associazione Fans 1919, in persona del suo rappresentante legale avv. Decio Rinaldi, esprime
profondo sconcerto e ferma riprovazione in merito ai contenuti del servizio andato in onda nell’edizione serale del TG1, nel quale la città di Salerno è stata esplicitamente indicata, anche attraverso grafiche sovrimpresse, tra le realtà caratterizzate dalle “tifoserie più calde e violente” d’Italia.Tale accostamento appare non solo superficiale (non è citata alcuna fonte del dato riferito) ma
gravemente lesivo dell’onore e del decoro di un’intera comunità sportiva. L’indicazione generica di “Salerno” induce lo spettatore a identificare tout court la tifoseria della Salernitana come un focolaio di violenza, ignorando una storia decennale di passione civile, calore coreografico e correttezza, ampiamente riconosciuta a livello nazionale e internazionale.È doveroso sottolineare come la tifoseria salernitana si sia sempre distinta per un attaccamento viscerale alla propria maglia, espresso attraverso forme di partecipazione collettiva che nulla hanno a che vedere con i fenomeni di criminalità da stadio citati nel servizio. La generalizzazione operata dal servizio pubblico televisivo appare, pertanto, un’operazione di “marchiatura mediatica” inaccettabile, che svilisce il valore sociale dello sport a Salerno.
Questa associazione non può non rilevare come tale accanimento mediatico sembri ricalcare un pericoloso pregiudizio già manifestatosi nel recente passato. Ci riferiamo, in particolare, ai fatti dello scorso giugno, quando la tifoseria fu destinataria di critiche sproporzionate a seguito della protesta per la gestione dello spareggio play-out. In quell’occasione, a fronte di una legittima indignazione per le decisioni riguardanti il differimento della gara con la Sampdoria (legato alle vicende giudiziarie del Brescia), il lancio di alcuni seggiolini — gesto certamente da stigmatizzare, ma isolato e dettato da un clima di esasperazione sportiva — fu utilizzato come pretesto per dipingere Salerno come una piazza pericolosa.
Quell’episodio portò a provvedimenti sanzionatori da parte del Viminale, tra cui prolungati divieti di trasferta, che apparvero fin da subito punitivi oltre misura rispetto alla reale entità dei fatti. Oggi, la reiterazione di tali accuse attraverso il principale organo di informazione nazionale aggrava il pregiudizio, trasformando una tifoseria passionale e civile in un “capro espiatorio” del tifo violento.
Fans 1919 sottolinea che:
1. La tifoseria della Salernitana è tra le più numerose e corrette delle categorie superiori, capace di mobilitare migliaia di persone, in casa e in trasferta, senza generare incidenti.
2. Il termine “violenza” non può essere utilizzato con tale leggerezza, rischiando di confondere la protesta sportiva o il calore del tifo con condotte delittuose. Al riguardo ci si chiede se la redazione, tenuta anche al rispetto di norme deontologiche proprie della professione giornalistica, abbia ben ponderato il contenuto del servizio, tenuto conto il principio della verità sostanziale dei fatti (Testo unico doveri giornalista).
3. Il danno d’immagine arrecato alla città e alla provincia è rilevante e merita un’immediata rettifica.Con il presente atto si chiede formale rettifica, invitiamo, inoltre, le testate giornalistiche coinvolte e le autorità preposte a una valutazione più equilibrata e aderente alla realtà dei fatti, riservandoci ogni azione nelle sedi opportune a tutela della dignità dei tifosi salernitani.
Cordiali saluti.
FANS 1919
Il Presidente
Decio Rinaldi
