La fotografia è strumento di comunicazione anche attraverso le nuove frontiere del visual.
Lo dimostra l’esposizione dedicata all’opera di Biagio Crescenzo, promossa dallo studio fotografico Cerzosimo e donata al Consorzio Asi, che si apre il 22 febbraio alle ore 18 presso la Galleria Sala Posa di Armando Cerzosimo, in via Giovanni da Procida 9.
L’installazione fotografica e il video dal titolo «Homo Ex Machina» sono stati realizzati con il patrocinio morale del Comune di Salerno e il sostegno del Consorzio Asi – Area di Sviluppo Industriale di Salerno.
La produzione artistica è stata interamente eseguita dall’autore in acciaio corten ed è composta da diversi elementi, tra cui una figura stilizzata di robot e un monolito che evoca capacità senzienti di kubrickiana memoria.

È stata fissata dall’obiettivo di Armando Cerzosimo e raccontata in video da Nicola Cerzosimo, con la stampa di Pietro Cerzosimo.
Un connubio tra immagine, opera, macchina e artista che diviene anche specchio di una riflessione sul rapido e costante progresso tecnologico. Ma la vera sfida per l’umanità rimane la capacità di gestire tali strumenti senza venirne sopraffatti e quindi perdere il proprio senso in una logica di fredda disumanizzazione.
Dall’opera, situata sulla rotonda al centro della zona industriale di Salerno, nascono tante associazioni e termini che fanno volare la riflessione: dal «transumanesimo» kubrickiano, come destino inevitabile dell’uomo che trascende i propri limiti biologici diventando una creatura tecnologica e, infine, spirituale, al «dubbio» estetico di Roger Caillois, caratteristica solo umana, fino all’«errore», sino alla sintesi attuale.
