Salerno si prepara a vivere due intense giornate dedicate al teatro come spazio di pensiero, crescita e trasformazione sociale. Lunedì 20 aprile 2026, alle ore 17.30, il Complesso San Michele ospiterà il terzo incontro del ciclo “La cultura del teatro come volano di sviluppo”, dal titolo “Il Teatro e il Futuro”. Un appuntamento che si annuncia come un momento di riflessione alto e necessario sul ruolo della scena contemporanea, intesa non soltanto come luogo della rappresentazione, ma anche come strumento di comunicazione critica, educazione e cambiamento.
Il giorno successivo, martedì 21 aprile, alle ore 9.30, sarà invece il Teatro Pasolini ad accogliere il quarto e ultimo appuntamento della rassegna, “Il Teatro e il Futuro – Matinée”, pensato come occasione di confronto sul valore formativo dell’esperienza teatrale e sul rapporto tra i giovani e i linguaggi della scena. Sarà una mattinata particolarmente significativa, animata dalla partecipazione attiva di studentesse e studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Salerno, protagonisti di performance teatrali ispirate al repertorio classico, e dalla presentazione del progetto “Sogno di Volare”, promosso dal Parco Archeologico di Pompei e rivolto alle scuole del territorio vesuviano.
L’iniziativa, promossa, realizzata e sostenuta da Inner Wheel Club di Salerno (C.A.R.F.) e Fondazione Carisal, con il patrocinio del Comune di Salerno e dell’Università degli Studi di Salerno, si inserisce in un più ampio percorso di approfondimento avviato il 20 febbraio e dedicato al teatro come leva culturale e sociale. Un progetto che ha scelto di mettere al centro il teatro civile, la sua funzione educativa e la sua capacità di creare relazioni, aprire dialoghi tra generazioni e offrire ai giovani strumenti autentici per leggere il presente.
Il titolo del ciclo, “La cultura del teatro come volano di sviluppo”, racchiude già il senso dell’intera proposta: considerare il teatro non come esperienza marginale o riservata agli addetti ai lavori, ma come presidio culturale vivo, capace di incidere sul territorio, di nutrire la crescita individuale e collettiva e di contrastare, anche sul piano pedagogico, il disagio giovanile. In questa prospettiva, il teatro si conferma linguaggio complesso e necessario, un luogo in cui la sensibilità incontra il pensiero e la pratica artistica si traduce in cittadinanza attiva.
L’incontro di lunedì 20 aprile vedrà la partecipazione di personalità di primo piano del mondo accademico, teatrale e culturale. Dopo i saluti istituzionali di Domenico Credendino, presidente della Fondazione Carisal, e Marcella Anzolin, presidente dell’Inner Wheel Club di Salerno, l’introduzione sarà affidata a Ester Andreola, pedagogista e referente del progetto. Interverranno Virgilio D’Antonio, rettore dell’Università degli Studi di Salerno, Daniela Bortignoni, direttrice dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma, Marco Martinelli, drammaturgo e regista tra i più autorevoli della scena italiana, e Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Pompei. A moderare il confronto sarà Alfonso Amendola, docente e referente del rettore per la Radio-Televisione d’Ateneo dell’Università di Salerno.

La matinée del 21 aprile si aprirà invece con le performance teatrali curate dagli studenti dei licei cittadini. Saranno presentate scene dall’“Alcesti” di Euripide a cura del Liceo Classico e Scientifico “F. De Sanctis”, scene dall’“Ippolito” di Euripide proposte dal Liceo Classico e Scientifico “T. Tasso”, e scene dall’“Antigone” di Sofocle portate in scena dal Liceo Artistico Statale “Sabatini-Menna”, indirizzo sperimentale teatro. Un momento che non avrà soltanto il valore di una restituzione artistica, ma offrirà anche una testimonianza concreta di quanto il teatro possa diventare, in ambito scolastico, esperienza di formazione, consapevolezza e partecipazione.
A seguire, alle ore 11, si terrà una riflessione sulle performance e sul progetto “Sogno di Volare”, con gli interventi di Virgilio D’Antonio, Daniela Bortignoni, Marco Martinelli e Filomena Zamboli, dirigente scolastica del Liceo Statale “E. Pascal” di Pompei. Anche in questo caso la moderazione sarà affidata ad Alfonso Amendola. Il programma proseguirà con un dibattito aperto ai giovani e si concluderà con i saluti finali di Domenico Credendino e Marcella Anzolin.
L’intero ciclo ha proposto, nel corso dei mesi, una riflessione articolata e partecipata. Il primo incontro, svoltosi il 20 febbraio, era dedicato a “La pedagogia del teatro”; il secondo, il 20 marzo, ha affrontato il tema de “Il teatro e la formazione delle nuove generazioni”. A chiudere il percorso, dunque, è proprio il tema del futuro: una parola che, in questo contesto, non suona astratta, ma profondamente concreta. Perché parlare di futuro del teatro significa interrogarsi sul futuro delle comunità, sulla qualità dei processi educativi, sulla possibilità di restituire ai giovani spazi di espressione autentica e strumenti per interpretare il proprio tempo.
In un’epoca attraversata da fragilità diffuse, velocità comunicativa e smarrimenti generazionali, il teatro continua a rivelarsi un presidio insostituibile. Non soltanto per la sua forza artistica, ma per la sua capacità di creare presenza, ascolto, relazione. A Salerno, questo progetto ha scelto di partire proprio da qui: dal teatro come esperienza viva, come linguaggio che educa, come pratica che unisce sapere, emozione e responsabilità civile.
Per maggiori informazioni visitare il sito internet della Fondazione Carisal
