È in corso alla Stazione Marittima di Salerno un’esposizione di un ciclo di reperti archeologici risalenti a circa 2.700 anni fa, provenienti da una tomba rinvenuta alle pendici di Montevetrano, nel territorio di Salerno. Si tratta di un corredo funerario databile alla seconda metà dell’VIII secolo a.C., appartenente a una principessa dell’antichità, i cui materiali testimoniano una rete di contatti che abbracciava l’intero Mediterraneo.
Questa sepoltura femminile è stata rinvenuta all’interno di una vasta necropoli situata alle pendici di Montevetrano. La tomba testimonia l’esistenza di una comunità strutturata, attiva già in questa fase nella definizione dell’identità culturale e sociale del territorio. Gli oggetti che accompagnavano la defunta – intenzionalmente deposti al momento della sepoltura – esprimono con forza simbolica il ruolo di prestigio ricoperto dalla donna all’interno della sua comunità.
Si tratta di un corredo ricco di elementi significativi, che riflettono l’importanza delle relazioni culturali e commerciali che il territorio salernitano intratteneva con il Mediterraneo, ponendo le basi per il suo futuro sviluppo.
Il curatore scientifico è Raffaella Bonaudo, dirigente della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino, che si è posta in sinergia con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale e il Comune di Salerno. Si tratta di un percorso condiviso che punta alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio archeologico salernitano e alla promozione di una strategia integrata di sviluppo culturale e turistico, capace di coinvolgere non solo la città ma anche il suo comprensorio, con interventi mirati e sostenibili.
«Sono numerosi – sottolinea il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli – i turisti che affollano la nostra città, grazie alle tante navi da crociera che attraccano alla Stazione Marittima. Questa esposizione sarà dunque un bel biglietto da visita non solo per i visitatori, ma anche per i nostri concittadini».
«L’apertura della Stazione Marittima di Salerno a un’esposizione archeologica così rilevante conferma la nostra volontà di rendere i porti non solo infrastrutture logistiche ma anche luoghi di incontro, cultura e identità – afferma Andrea Annunziata, commissario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale –. Ospitare i reperti di un corredo funebre tanto prezioso significa raccontare storie antiche provenienti dalla ricchezza del territorio salernitano dell’Agro-Nocerino-Sarnese in spazi moderni, dove passato e presente si incontrano per generare valore».
«In questo modo – commenta Bonaudo – sarà offerta a passeggeri e visitatori in transito presso la Stazione Marittima l’opportunità di vivere un’esperienza innovativa di fruizione culturale, in cui l’architettura contemporanea si coniuga con l’archeologia, dando la possibilità di sentirsi parte integrante della storia, della cultura e del paesaggio del territorio in cui si viene ospitati. Valore aggiunto dell’allestimento è, inoltre, la teca che custodisce il corredo, progettata ad hoc per l’ambiente della Stazione Marittima dagli architetti Arturo Busillo e Antonio Mangone e prodotta dalla società MTplex».
