Un riconoscimento post mortem a Ugo Marano, artista poliedrico scomparso nel 2011.
Sarà intestata a lui la piazza adiacente al Museo Città Creativa, sul rione collinare di Ogliara.
La richiesta di tale intitolazione dello slargo è stata avanzata dalla signora Stefania Mazzola, moglie dell’artista e maestro ceramista di Cetara, che ne è stato promotore e direttore artistico dal 1997 al 1999.
Città Creativa nacque come spazio-laboratorio della ceramica e fu ideata in sinergia con l’economista Pasquale Persico, allora assessore allo Sviluppo nel primo mandato del sindaco Vincenzo De Luca. Divenne poi luogo di sperimentazione e documentazione sulla ceramica contemporanea.
Quindi si è arrivati a un riconoscimento corale da parte di tutta la Giunta comunale: «Marano – si legge nel documento della Giunta guidata dal sindaco De Luca – immaginò un luogo dedicato all’incontro, nel quale si potessero valorizzare il mestiere dell’arte della ceramica, un museo vivo, attivo e propositivo, indispensabile in un territorio legato storicamente alla lavorazione dell’argilla, con un’alta concentrazione di fornaci e di artigiani, argilla che lui ha usato per così tanti anni».

Biografia dell’artista
Ugo Marano, artista radical-concettuale-utopico, nacque a Capriglia di Pellezzano il 9 febbraio 1943 e visse a Cetara.
Dopo aver studiato il mosaico, tornò a Cetara, dove divenne ceramista e, negli anni Novanta, fondò la Scuola dei Vasai di Cetara. Nascono oggetti, vasi alti due metri che, a toccarli, diventano musica, piatti che porgono al mondo i loro significati simbolici, sedie su cui potrebbero sedersi anche gli dèi, non solo i pastori e i contadini.
Di ogni opera descrive l’idea, ne racconta l’utopia e, battendo sui tasti della sua macchina da scrivere, inventa tempi, ritmi e una grafica nuova per le parole.
Restaura chiese antiche per restituire valore sacrale a ogni singola pietra.
È stato amico di architetti importanti, di ceramisti, di intellettuali, di vasai, di pescatori, di poeti famosi e sconosciuti, di economisti, di contadini, ma lui pensava a sé stesso come a un uccello mitologico dal becco lunghissimo.
Ha vissuto in armonia con il cielo e con la terra, con l’aria e con il mare e ha fatto di sé stesso un’opera d’arte.
Ci ha lasciato il 15 ottobre 2011.
