“La definizione dell’atto medico consentirebbe ai cittadini di comprendere ancora meglio i loro bisogni. Quando ci si ammala la prima domanda è a chi rivolgersi, e il pensiero va subito al medico. Nella definizione di ciò che il medico può fare è racchiuso l’intero atto medico, che oltre alla dimensione clinica possiede un valore relazionale, comunitario e democratico”. Così Filippo Anelli, presidente di Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri), alla presentazione del volume ‘Etica e atto medico. Riflessioni e proposte’, a cura di Francesca Gambetti, e del parallelo ‘Documento Atto Medico’ promosso dalla Commissione interna dell’Omceo (Ordine dei medici chirurghi ed odontoiatri) di Roma.
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