(Adnkronos) –
'Scippare' Sanremo alla Rai? In Warner Bros Discovery la valutazione sull'opportunità di partecipare alla gara per la realizzazione del festival è ancora in corso ma – a quanto apprende l'Adnkronos – i vincoli, soprattutto quelli sui risultati d'ascolto, vengono ritenuti quasi proibitivi. Dopo la manifestazione d'interesse annunciata dalla Rai (il termine scade il 19 maggio), tutti si chiedono cosa farà il gruppo televisivo statunitense, che possiede diversi canali in chiaro in Italia, a partire dal Nove e da Real Time. Una domanda che nasce anche dall'intervista pubblicata su 'Repubblica' il 6 febbraio scorso, in cui Alessandro Araimo, Managing Director di Warner Bros Discovery per il Sud Europa, aveva lasciato intendere che se ci fosse stata una gara per Sanremo, il gruppo americano avrebbe seriamente pensato di partecipare. "Qualsiasi gruppo editoriale avveduto valuterebbe l’opportunità commerciale di acquisire i diritti del Festival, se questa si presentasse in forme certe e definite", aveva affermato. Ora la gara c'è ma in ballo non c'è la semplice acquisizione dei diritti tv di un festival. In ballo c'è l'organizzazione del festival per conto del Comune di Sanremo che ha inserito nel bando una serie di condizioni vincolanti legate anche alla storia della manifestazione, a come finora è stata organizzata dalla Rai (dalle location agli eventi collaterali) e, soprattutto, anche ai risultati d'ascolto ottenuti nelle ultime cinque edizioni. Il bando infatti prevede anche per il Comune di Sanremo, "senza costi, risarcimenti o indennità a carico dello stesso, la facoltà di far cessare il rapporto con il partner nel caso in cui una o più edizioni ottengano risultati d'ascolto inferiori di 15 punti rispetto alla percentuale media degli ascolti delle precedenti cinque edizioni del Festival". Dunque chi vincerà il bando, per non perdere il festival, dovrà totalizzare almeno il 50% di share, visto che le ultime edizioni si sono assestate sopra al 65%. Una percentuale che, realisticamente, difficilmente i canali Warner Bros Discovery potrebbero totalizzare, anche dovessero andare in simulcast, ovvero a reti unificate. Anche perché la Rai, nella remotissima ipotesi che non dovesse aggiudicarsi la gara con il suo know how settantennale, non resterebbe certo a guardare di fronte all'ipotesi di privarsi dell'evento più seguito sui suoi palinsesti e organizzerebbe – lo ha già fatto capire ufficiosamente nei mesi scorsi – un nuovo festival in un'altra location, con la capacità produttiva già messa in campo per l'organizzazione dell'Eurovision Song Contest di Torino nel 2022. E in casa Warner Bros Discovery non sarà più di grande incoraggiamento, alla luce dei risultati ottenuti finora dal conduttore sul Nove (ieri anche l'esordio del nuovo 'Like a star' ha fatto registrare il 2,4% di share), neanche il fatto di avere in casa Amadeus che da conduttore e direttore artistico ha portato il festival a livelli record dal 2020 al 2024. L'unico altro gruppo tv che sulla carta potrebbe puntare al 50% di share con un suo Sanremo, oltre alla Rai, è Mediaset. Ma le parole pronunciate da Pier Silvio Berlusconi all'indomani della sentenza del Tar della Liguria che ha messo fine all'assegnazione diretta del festival dal Comune alla Rai non sembrano far propendere per un serio interessamento: "Mi sembra che la situazione sia ancora troppo fumosa per poter esprimere un qualunque tipo di giudizio, non arrivo neanche a pensare se mai potrebbe interessarci", disse a caldo. Ma poi aggiunse: "In ogni caso, penso che Sanremo sia un pezzo di Rai e che allo stesso tempo la Rai sia il vero motore e la vera forza di Sanremo. Dunque, da italiano mi auguro che il Festival rimanga in Rai". Parole che sembrano lasciare poco spazio all'immaginazione di altri scenari. (di Antonella Nesi) —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Sanremo, Warner Bros Discovery valuta la gara ma il vincolo ascolti è proibitivo
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