SANT’ANGELO A FASANELLA (SA) – Non soltanto formaggi da assaggiare, ma storie da ascoltare, gesti antichi da osservare e un territorio da conoscere attraverso le persone che continuano ad abitarlo e a custodirne il patrimonio produttivo e culturale. Domani, martedì 18 agosto 2026, il Convento di San Francesco di Sant’Angelo a Fasanella farà da cornice alla seconda edizione di “CASEUS – Anima e Sapori”, appuntamento dedicato alla cultura gastronomica ed etno-antropologica degli Alburni e della Valle del Fasanella. La manifestazione è inserita anche nel cartellone estivo promosso dal Comune e l’appuntamento del 18 agosto trova conferma nelle comunicazioni diffuse in questi giorni.
Una serata che prova ad andare oltre la formula tradizionale dell’evento enogastronomico. Al centro ci sono il latte, il formaggio e il sapere dei casari, ma soprattutto il rapporto profondo che lega queste produzioni alla montagna, alla pastorizia, ai mestieri artigiani e alle comunità delle aree interne.
CASEUS diventa così una vetrina, ma anche un momento di confronto sul futuro. Perché valorizzare un caciocavallo, una ricotta o una manteca significa inevitabilmente parlare degli allevatori, dei pascoli, delle aziende, delle competenze tramandate tra generazioni e della capacità di costruire intorno a queste risorse nuove opportunità economiche e turistiche.
Una rete tra Comuni per dare forza alla Valle del Fasanella e agli Alburni
La dimensione istituzionale sarà uno dei fili conduttori dell’edizione 2026. La presenza di Bruno Tierno, sindaco di Sant’Angelo a Fasanella, Filippo Ferraro, sindaco di Corleto Monforte, ed Elio Guadagno, sindaco di Ottati e consigliere provinciale, restituisce l’immagine di un territorio che cerca di ragionare in maniera condivisa.
Il tema è quello della costruzione e del rafforzamento di una filiera territoriale capace di superare i confini dei singoli Comuni. In questa prospettiva assume particolare rilievo il confronto sulla valorizzazione dei marchi territoriali: uno strumento che può aiutare le piccole produzioni a essere riconoscibili, raccontate e collocate all’interno di un’identità geografica comune.
Per realtà caratterizzate da piccoli numeri e produzioni fortemente legate ai luoghi d’origine, infatti, fare rete può rappresentare una delle strade più efficaci per aumentare visibilità e capacità attrattiva senza rinunciare all’autenticità. Non si tratta semplicemente di promuovere un prodotto, ma di costruire un racconto unitario nel quale agricoltura, allevamento, paesaggio, cultura e turismo possano procedere nella stessa direzione.
Il sapere del casaro diventa spettacolo e divulgazione
La parte più immediata e coinvolgente della manifestazione arriverà con la caseificazione dal vivo. I visitatori potranno seguire la trasformazione della materia prima attraverso alcuni dei passaggi fondamentali della lavorazione, dalla rottura della cagliata alla filatura.
A guidare la dimostrazione saranno le aziende di Antonio Greco e Armando Mottola, affiancate dagli allevatori del territorio, chiamati a raccontare il proprio lavoro e il valore di una tradizione casearia ancora profondamente radicata nella vita locale.
Caciocavallo, manteche, ricotte e nodini prenderanno forma davanti al pubblico, restituendo concretezza a una lavorazione che spesso il consumatore conosce soltanto attraverso il prodotto finito.
È proprio questo incontro tra esperienza diretta e divulgazione a costituire uno degli aspetti più interessanti di CASEUS. Alla manualità artigianale si affiancherà infatti l’approfondimento tecnico affidato all’agronomo Carmine Lucia, con il coinvolgimento di esperti ONAF e agronomi.
L’attenzione sarà rivolta anche alla stagionatura ipogea, pratica che sfrutta particolari ambienti sotterranei per l’affinamento dei formaggi. Un sapere antico che diventa occasione per spiegare al pubblico quanto condizioni ambientali, materia prima, lavorazione e maturazione concorrano a definire l’identità sensoriale di un prodotto.
Dal formaggio al vino e all’olio: il territorio nel piatto
Il racconto gastronomico proseguirà attraverso gli incontri dedicati agli abbinamenti. Il formaggio dialogherà con l’Aglianicone, vitigno del territorio, grazie alla partecipazione di Tenute del Fasanella, e con l’olio extravergine di oliva proposto dall’Azienda Olivicola I Benedettin.
Un modo per allargare lo sguardo dalla singola eccellenza alla complessità del paniere agroalimentare locale. Il valore di un territorio, del resto, si misura anche nella capacità delle sue produzioni di raccontarsi insieme e di diventare parte di un’esperienza riconoscibile.
E sarà proprio il cibo, con una buona dose di ironia, a mettere alla prova anche gli amministratori.
Alle 20:30 è in programma lo showcooking d’autore “I Sindaci ai Fornelli”, guidato dalla chef Bianca Mucciolo. Filippo Ferraro, Elio Guadagno e Bruno Tierno lasceranno per una sera riunioni e scrivanie per cimentarsi ai fornelli con ricette pensate per esaltare latticini e prodotti del territorio. Lo showcooking con i sindaci di Sant’Angelo a Fasanella, Ottati e Corleto Monforte è indicato anche nel programma estivo ufficiale del Comune.
Un momento leggero nella forma, ma coerente con il messaggio di fondo della manifestazione: chi amministra un’area interna è chiamato anche a conoscerne, difenderne e promuoverne le eccellenze.
Il Convento diventa un museo antropologico vivente
CASEUS, però, non si esaurisce a tavola. A caratterizzare la giornata sarà anche il percorso immersivo delle “5 Stazioni Vive del Convento”, pensato per riportare al centro mestieri, oggetti e rituali appartenenti alla civiltà pastorale.
La fucina dei fabbri mostrerà dal vivo la forgiatura delle campane in ferro e bronzo. La lavorazione del legno permetterà di riscoprire la realizzazione dei collari curvati a caldo e l’intaglio dei bastoni da pastore. Immagini e testimonianze restituiranno invece la memoria della transumanza e della vita sui Monti Alburni.
In questo modo lo spazio del Convento si trasformerà in un luogo della memoria attiva: non una semplice esposizione di oggetti appartenenti al passato, ma un ambiente nel quale tecniche, suoni, immagini e abilità manuali tornano a vivere davanti agli occhi del pubblico.
È forse qui che emerge con maggiore evidenza l’ambizione culturale dell’iniziativa. Salvaguardare una tradizione non significa cristallizzarla, ma renderla comprensibile alle nuove generazioni e trasformarla in un elemento capace di dialogare con il presente.
Le aree interne raccontate attraverso ciò che sanno fare
La seconda edizione di CASEUS si inserisce così in una riflessione più ampia sul destino dei piccoli centri. L’enogastronomia può diventare una leva di sviluppo quando dietro un prodotto non viene mostrato soltanto il sapore, ma l’intero ecosistema umano e territoriale che lo genera.
Allevatori, casari, agronomi, artigiani, amministratori e aziende diventano tasselli dello stesso racconto. Un racconto che parte dal latte e dai pascoli, attraversa le cantine, gli oliveti e le botteghe e arriva al patrimonio immateriale fatto di memoria, lavoro e conoscenze.
La serata culminerà alle 21:30 con l’apertura degli stand enogastronomici, gli itinerari di degustazione e la musica tradizionale napoletana di Vincenzo Caputo & la sua band.
A Sant’Angelo a Fasanella, dunque, il formaggio diventa molto più di un prodotto da portare in tavola. Diventa una chiave per leggere il territorio e, soprattutto, per immaginarne il futuro.
PROGRAMMA UFFICIALE
ORE 18:00 | Tavola Rotonda Istituzionale
Inaugurazione ufficiale e intervento istituzionale su sviluppo locale, sostenibilità e valorizzazione delle aree interne
Saluti istituzionali del sindaco Bruno Tierno. Intervento del Sindaco Filippo Ferraro (“La Filiera della Valle del Fasanella e degli Alburni: Stato dell’Arte e Prospettive”) e del Consigliere Provinciale Elio Guadagno (“Il Ruolo della Provincia nella Valorizzazione dei Marchi Territoriali”).
ORE 18:30 | Dimostrazione di Caseificazione dal Vivo
Tema: Dalla rottura della cagliata alla filatura
A cura delle aziende di Antonio Greco e Armando Mottola.
Interattività: Saranno presenti gli allevatori del territorio che racconteranno la loro esperienza e il valore della tradizione casearia locale (lavorazione in tempo reale di caciocavallo, manteche, ricotte e nodini).
ORE 19:30 | Focus Tecnico sull’Affinamento
La stagionatura ipogea e la caratterizzazione sensoriale del latte
a cura di Carmine Lucia (in collaborazione con esperti ONAF e agronomi).
ORE 20:00 | Incontri di Gusto
L’abbinamento perfetto tra vitigni autoctoni (Aglianicone) e grandi formaggi a cura di Tenute del Fasanella.
Formaggi & Olio EVO: Un incontro di eccellenze del territorio a cura dell’Azienda Olivicola I Benedettin
ORE 20:30 | Showcooking d’Autore: “I Sindaci ai Fornelli”
L’alta cucina incontra le Istituzioni per la valorizzazione delle eccellenze
Regia e Guida Tecnica: A cura della chef Bianca Mucciolo
Protagonisti ai fornelli: I tre Sindaci del territorio — Filippo Ferraro, Elio Guadagno e Bruno Tierno — alla prova con ricette inedite pensate per esaltare i latticini e i prodotti locali.
ORE 21:30 | Gran Finale & Degustazione Diffusa tra gli Stand
Apertura degli stand enogastronomici e avvio degli itinerari d’abbinamento guidati.
Intrattenimento: La serata sarà allietata da musica tradizionale napoletana con Vincenzo Caputo & la sua band.
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PERCORSO IMMERSIVO: LE 5 STAZIONI VIVE DEL CONVENTO
IL FUOCO E IL SUONO: Fucina viva per la forgiatura dal vivo delle campane in ferro e bronzo a cura dei maestri fabbri.
LA MATERIA E L’INTAGLIO: Manifattura artigianale di collari in legno curvati a caldo e intaglio dei bastoni da pastore.
IL RITUALE DELLA SINFONIA (La Campanatura): Proiezione video sull’accordo e la vestizione delle mandrie.
L’ANGOLO DELLA MEMORIA (Sguardi dagli Alburni): Mostra di fotografie d’archivio sulla transumanza e la vita pastorale sui Monti Alburni.
