Prima insidiosa trasferta in Sicilia nel girone di ritorno del campionato di Lega C sky wifi per la Salernitana di mister Raffaele domenica 4 Gennaio alle ore 14.30
I granata sono di scena a Siracusa allo stadio Nicola De Simone per una sfida difficile (6.000 spettatori- Via Torino n.27)
L’avvocato gastronomico Andrea Criscuolo, prima di andare a tifare per la nostra squadra, Vi consiglia di gustare le bonta’ enogastronomiche del territorio di Picerno
PRODOTTI TIPICI DELLA ZONA
La cucina siracusana ha origini antichissime; essa affonda le sue radici direttamente nell’epoca greca, durante la quale i suoi cuochi erano molto rinomati e le sue pietanze venivano esportate al di fuori della Sicilia. La città di Siracusa è definita la patria di quella che fu la prima scuola di cucina in Occidente. Già nel V secolo a.C. si menzionavano negli scritti i suoi oliveti e la lavorazione che essa faceva del pesce, ponendolo sotto sale. Formaggio, pasta e pane facevano parte dell’alimentazione degli abitanti del territorio ibleo. Cibi come miele e vino, prodotti dai locali, venivano ampiamente serviti nelle tavole dell’antica Roma.
Durante il Medioevo giunsero dall’Oriente gli agrumi, le mandorle e lo zucchero, facendo confluire nella cucina siracusana quegli alimenti che odiernamente la caratterizzano; patate, peperoni e pomodori arrivati via mare dall’America e dagli spagnoli alla fine del XV secolo andarono a completare il quadro degli ingredienti da essa più utilizzati.
L’area geografica del siracusano è contrassegnata sia dalla presenza del mare sia dalla presenza dei monti, ciò si ripercuote nella cucina, per cui essi hanno sviluppato dei tradizionali menù a base di pane casareccio, erbe aromatiche, salsiccia e sugo di maiale, ai quali si affiancano pietanze marinare come la zuppa di pesce, la pasta col nero di seppia e la bottarga di tonno.
Nella cucina siracusana si adopera molto la ricotta (preferibilmente iblea), dolce o salata, e le scacciate siciliane vengono quasi sempre chiamate impanate. Il pizzolo e le zeppole di San Martino sono le peculiarità della pizzeria e rosticceria locale, mentre tra le lavorazioni dolciarie più tipiche si segnalano le raviole al forno, i totò e la giuggiulena, oltre alla classica granita alle mandorle, che nel siracusano viene preparata con l’aggiunta di pezzetti di mandorle tostate e tritate.
Da questo territorio giungono inoltre molte delle materie prime che compongono i popolari piatti della Sicilia; per citare le più conosciute: il pomodoro ciliegino di Pachino, l’Arancia Rossa di Sicilia, il Nero d’Avola, la mandorla di Avola, la patata novella e il limone di Siracusa.
CLIMA E TERRITORIO
Il clima sara’sereno: previsti 18 gradi variabili
Siracusa è un comune italiano di 115 487 abitanti, capoluogo del libero consorzio comunale omonimo, in Sicilia.
Posta sulla costa sud-orientale dell’isola, Siracusa possiede una storia millenaria: annoverata tra le più vaste metropoli dell’età classica, primeggiò per potenza e splendore con Atene, la quale tentò invano di assoggettarla. Fu la patria del matematico Archimede, che si pose a capo della sua difesa durante l’assedio dei Romani nel 212 a.C. Divenne capitale dell’Impero bizantino sotto Costante II. Siracusa fu per secoli la città capitale della Sicilia,[7] fino all’invasione musulmana, avvenuta nell’878, che comportò la rovina della città in favore di Palermo. Con la conquista normanna divenne una contea normanna del Regno di Sicilia e si affermò la cristianita latina.
Trasformatasi in epoca spagnola in una fortezza, il suo centro storico, Ortigia, assunse l’odierno aspetto barocco con la ricostruzione intrapresa a seguito del violento terremoto del 1693. Durante la seconda guerra mondiale, nell’anno 1943, venne firmato a sud-ovest di Siracusa, in contrada Santa Teresa Longarini, l’armistizio che sanciva la cessazione delle ostilità tra il Regno d’Italia e le forze alleate degli anglo–americani; passato alla storia come l’armistizio di Cassibile.
Caratterizzata da ingenti ricchezze storiche, architettoniche e paesaggistiche, la città di Siracusa è stata dichiarata dall’UNESCO nel 2005, congiuntamente alle Necropoli Rupestri di Pantalica, patrimonio dell’umanità.
Attualmente è la quarta città della Sicilia per popolazione residente, dopo Palermo, Catania e Messina.
Siracusa sorge sul lato sud-orientale della Sicilia. La sua geografia è molto variegata, al suo interno si incontrano colline e cavità naturali, mentre due fiumi lambiscono il lato sud-ovest della città. Essa confina per lo più con il mare, che la circonda nella sua quasi totalità. La costa è prevalentemente rocciosa e frastagliata, mostra diversi promontori, baie, piccole isole e penisole.
La città si sviluppa in parte sull’isola di Ortigia e in parte sulla terraferma (tenendo inoltre presente che l’intera area è situata all’interno dell’isola di Sicilia). La particolare ubicazione geografica l’ha resa celebre per i suoi tramonti (grazie ai punti zenitali dai quali vengono osservati, essi sono stati descritti nei millenni come tra i più belli al mondo).
La conformazione della costa meridionale determina la vasta insenatura naturale dentro la quale si sviluppa il porto Grande: a circa 1200 metri di distanza dalla punta di Ortigia sorge Capo Murro di Porco, promontorio della penisola della Maddalena: appellata localmente con il solo nome di Isola (in riferimento al toponimo di una contrada della sua costa orientale, la cui origine è legata a un’antica e non più esistente condizione di insularità). A nord della città si configura un altro promontorio: il Capo Santa Panagia, dove un tempo si ipotizza era ubicato il terzo porto di Siracusa: il Trogilo.
La città si affaccia sul mar Mediterraneo centrale, attorniata dal bacino del mar Ionio. Siracusa dà il proprio nome alla scarpata siciliana sud-orientale, detta «Scarpata di Malta e Siracusa» (nota anche come «Scarpata Ibleo-Maltese»), nonché principale responsabile della elevata sismicità dell’area, la quale si sviluppa a est del territorio aretuseo, nelle profondità dello Ionio, fino all’isola di Malta
L’avvocato e giornalista Andrea Criscuolo
Responsabile Comunicazione Salerno Club 2010
e conduttore trasmissione “Con te da sempre”
