In breve
Due mondi convivono in ciascuno di noi: coscienza e inconscio. Il libro “Sognare: una seconda opportunità” di Luciano Amato Fargnoli e Saverio Parise (con contributo di Cecilia Capuccini) ripercorre la storia dell’interpretazione dei sogni da Freud a Jung, fino a letteratura e cinema. Il volume sarà presentato il 3 marzo alle 17:00 con un incontro pubblico.
Box informazioni
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Evento: Presentazione del libro “Sognare: una seconda opportunità”
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Quando: 3 marzo 2026, ore 17:00
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Dove: Università della Terza Età, a lato Chiesa dei Cappuccini – Piazza San Francesco
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Ospite: Luciano Amato Fargnoli (psicoterapeuta, co-autore)
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Dialoga con: Gabriella Taddeo
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Introduce: Flora Battiloro (presidente)
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Autori: Luciano Amato Fargnoli, Saverio Parise
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Contributo: Cecilia Capuccini
Il tema: coscienza, inconscio e “seconda opportunità” del sogno
Nel libro si parte da un’idea guida: i sogni possono aprire una via di accesso alle fantasie inconsce, offrendo una “seconda opportunità” di comprensione di sé. Il sogno diventa così un linguaggio fatto di immagini e simboli, in cui il tempo non è più cronologico ma psicologico.
Da Freud a Jung: due letture del sogno
Gli autori ripercorrono il cammino della psicoanalisi:
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Sigmund Freud: libere associazioni e interpretazione del sogno come via privilegiata per l’inconscio.
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Carl Gustav Jung: amplia la prospettiva, introduce l’idea di individuazione e attribuisce al sogno un carattere anche compensatorio, aprendo a una dimensione più simbolico-spirituale (inconscio collettivo, archetipi).
Il sogno resta un filo che unisce le due metodologie, ma evidenzia anche le differenze profonde tra le due visioni.
Un tema antico: dai miti greci ai racconti biblici
L’interesse per il sogno precede di molto la psicoanalisi: dalla filosofia di Aristotele ai rituali greci (incubazione), dalla tradizione romana fino alla narrazione biblica — come il racconto di Giuseppe interprete dei sogni presso il Faraone.
Sogni, arte e narrazione: quando l’immaginazione diventa forma
Il volume mostra come il sogno sia vicino al linguaggio dell’arte: immagini e simboli sono anche la sostanza con cui si costruiscono opere letterarie e visive. Vengono richiamati autori e testi che hanno lavorato sul mondo onirico — anche prima della psicoanalisi — e si arriva al cinema con riferimenti a:
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Hitchcock (La finestra sul cortile)
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Kubrick (Eyes Wide Shut, da Schnitzler, Doppio sogno)
Figure e riferimenti del Novecento junghiano
Nella parte dedicata alla tradizione junghiana emergono contributi e linee di ricerca che hanno segnato la diffusione della psicologia analitica, fino a Marie-Louise von Franz, che interpreta il sogno come fenomeno naturale e propone un parallelo tra alchimia e sogno, con riflessioni sul tema della fine e della trasformazione.
Crediti
Testo: Gabriella Taddeo
Evento: Università della Terza Età – Piazza San Francesco
