Una nuova personalità creativa propone al pubblico appassionato delle arti visive lo spazio espositivo Civico 23 da sabato 24 gennaio (vernissage alle 18.30) fino al 7 febbraio: “Le ragioni dello sguardo” di Annamaria Saviano.
I dipinti di questa artista esprimono uno sguardo sfumato: in essi le immagini sono spesso rese eteree da una sorta di nebbia cromatica che rende indeterminata e indefinibile la figura, in una dimensione non reale.
«Si tratta di aprire un varco che conduce ad una realtà che si confronta con l’Altro, con una dimensione psichica e fisica che riemerge come sintomo, richiamandoci al filosofo Geor-ge Didi-Huberman, ovvero come condizione “negativa”, apparen-temente rimossa, di fatti del “nostro” vissuto. Lo sguardo/pittura dell’artista ci indica la via verso una dimensione in cui si trascen-de la logica del sapere, cioè ci proietta in uno spazio in cui non è consentito seguire tentativi di codificazione logica, ma ci dispone verso un approccio meno metodico e più diretto.
Un approccio interpretabile attraverso “le ragioni dello sguardo” che inevitabil-mente superano il semplice percepire a favore di una visione pro-tesa verso l’oblio, l’indeterminato, l’impuro.»
(testo critico della brochure).
«Diverse interpretazioni si sovrappongono quasi ad ac-compagnare la materia/colore nel suo viaggio alla scoperta di una identità plurima, condizionata dai luoghi, dagli oggetti, dal movi-mento lento dei corpi.
Lo sguardo non è inteso come un semplice percepire poiché rimanda ad un confronto con l’immagine che si estende oltre la semplice, aneddotica, descrizione della scena rappresentata. Quello che ci affascina è il rapporto che l’artista intrattiene con l’immagine pittorica, con la materia di cui è costituita. Gilles Deleuze sostene-va che un dipinto si regge in quanto costituito da un insieme equilibrato di “sensazioni”, alludendo alla materia pittorica come qualcosa che “resiste nel tempo”, portando con sé ogni particola-re espressivo (un sorriso, un gesto, un colore) che in maniera in-delebile si imprime sulla tela, diventando parte costitutiva della stessa.»