“I test genomici, in particolare l’oncotype Dx, negli ultimi 5 anni hanno avuto un’importante evoluzione nella pratica clinica. Nel 2025 abbiamo avuto l’84% di utilizzo globale di test oncotype Dx a livello nazionale e nel 2026 si prevede il 90%, che, aggiunto a quel 10% di utilizzo di altri test diagnostici, arriviamo comunque ad una globalità piuttosto buona. Ci però sono delle regioni in cui l’utilizzo è veramente basso”. Accanto a “regioni virtuose come Lombardia, Campania, Lazio, che raggiungono addirittura oltre il 100% di utilizzo ce ne sono altro dove bisogna ancora lavorare, dato che l’utilizzo è al 4%”. Così Alessandra Fabi, membro del direttivo nazionale Aiom- Associazione italiana di oncologia medica, in occasione dell’Annual Meeting dell’American Society of Clinical Oncology Congresso (Asco) che si è appena concluso a Chicago (Usa) commenta l’impiego dei test genomici per il trattamento del tumore del seno in stadio precoce.
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