Un segno sopra le carte della vita è la grande retrospettiva che si apre al Complesso San Michele venerdì 27 marzo alle 18.30, nella volontà di ripercorrere il cammino di un talento salernitano e della sua eredità indelebile. Si tratta del designer ed artista Gelsomino D’Ambrosio, che lungo la sua vita, interrottasi repentinamente e prematuramente, ha assunto più volti creativi.
L’esposizione è stata promossa in occasione del ventennale della morte dalla Fondazione Carisal e dal Comitato promotore e ha come curatore il critico d’arte Massimo Bignardi, che si è valso del supporto prezioso di sua figlia Federica, continuatrice dell’opera del padre.
La rilettura di questa articolata eredità artistica rappresenta senza dubbio un frammento significativo della cultura contemporanea. Figura importante e centrale della scena culturale salernitana tra gli anni Settanta e i Duemila, fu un ideatore colto e raffinato di immagini destinate alla grande comunicazione internazionale. Ha oscillato con flessibilità fra la grafica, la scenografia e la pittura, fino alla ceramica (ancora oggi il Museo Città Creativa conserva alcune opere realizzate durante il progetto Alfabeti).
Con rigorosa metodologia e profonda sensibilità umanistica, ha allargato i confini della tradizione grafica editoriale ed è stato anche curatore di numerosi volumi, oggi considerati pezzi da collezione per la loro cura estetica.
Altro ruolo che ha ricoperto è quello di esperto allestitore, in particolare per le mostre di Miró e Picasso, per il Salone dell’arte al Lingotto di Torino, per gli eventi di Bill Gates a Roma e per quello della Comunità europea.
Il suo multiforme talento è approdato alla Biennale di Venezia, al MoMA di New York e al Centre Pompidou di Parigi.
È stato anche competente ed appassionato educatore, insegnando per anni presso l’Accademia di Belle Arti (Napoli e Urbino) e l’Isia di Roma. In tal modo ha contribuito a guidare generazioni di nuovi creativi.
La mostra sarà visitabile fino al 30 aprile.
