Henrik Rasmussen aveva 18 anni: credeva nel socialismo, nella fratellanza, nei legami che creano ponti fra i popoli. Anders Behring Breivik, la bestia assassina suprematista, aveva 32 anni e odia gli immigrati, la sinistra, l’Onu, la Ue. Vuole il ritorno del nazionalismo e la remigrazione. Quindici anni fa, il 22 luglio del 2011, sceglie l’isola di Utøya proprio per estirpare alla radice quei valori che hanno aperto le porte al multiculturalismo. A Utøya, per il tradizionale campeggio estivo, si riuniscono da decenni i giovani socialisti e laburisti di tutta Europa. A Utøya erano di casa anche Willy Brandt e Jens Stoltenberg, quando avevano i pantaloncini corti.

Henrik, durante il campeggio del 2011, non ha mai smesso di perdere di vista Andrine Johansen, una bella ragazza norvegese. La mattanza di Breivik è in corso da circa un’ora: il killer è un predatore sanguinario che stana i giovani in vari nascondigli. Utøya è rossa di sangue. Eline, italo-norvegese di 17 anni, è viva per miracolo. Breivik fulmina la sua amica del cuore con un colpo in pieno petto, mentre sono abbracciate. Haakon tenta la fuga a nuoto dalla punta sud dell’isola, la terraferma non è lontana, ma i vestiti sono troppo pesanti. L’emozione e la paura gli fanno perdere la lucidità necessaria. Haakon comincia a bere, pensa alla sua famiglia a Trondheim e tutto lentamente si fa più scuro…
Sull’isola c’è una piccola costruzione in muratura, vicino alla riva, che contiene una pompa idraulica. Nei dintorni si nascondono molti ragazzi. Breivik, vestito da poliziotto, usa la solita tattica: “Avete visto l’assassino? Venite fuori che c’è una barca pronta a portarvi in salvo…”. Qualcuno tenta di verificare le sue affermazioni, ma viene massacrato. Alla ‘Pumphuset’ c’è un’altra mattanza: 14 morti. Breivik e Andrine si guardano negli occhi. E’ un attimo, la morte di Andrine è vicina quanto il grilletto al dito dello stragista. Ma Henrik se ne accorge. Il killer spara. Tra Andrine e la morte si frappone Henrik, che spira eroicamente sul posto, colpito da tre pallottole. Andrine, macchiata del sangue del suo salvatore, guadagna secondi preziosi, riesce a gettarsi in acqua ma viene ferita al petto mentre nuota. Lo shock è totale: dal giorno del sacrificio di Henrik, Andrine non mangerà più cibi di colore rosso.

Alle 18,35 di venerdì 22 luglio 2011 tutto è compiuto. Sono trascorse meno di cinque ore dall’invio dell’ultimo messaggio e-mail che preannunciava l’imminente attacco. In un piovoso pomeriggio estivo Anders Behring Breivik ha ucciso 77 persone: otto con l’autobomba sotto gli uffici governativi di Oslo; 69 con le armi nell’isola di Utøya. I feriti sono oltre duecento, di cui solo 33 a Utøya. L’assassino è stato metodico nel suo lavoro: i colpi di grazia alla testa hanno fatto sì che i feriti sull’isola fossero meno della metà dei morti. Nel campeggio dei giovani laburisti muoiono Aleksander Ås Eriksen, 16 anni, da Meråker; Anders Kristiansen, 18 anni, da Bardu; Andrine Bakkene Espeland, 16 anni, da Sarpsborg; Espen Jørgensen, 17 anni, da Bodø; Gizem Dogan, 17 anni, da Trondheim; Gunnar Linaker, 23 anni, da Bardu; Guro Vartdal Håvoll, 18 anni, da Ørsta; Hanne Anette Balch Fjalestad, 43 anni, da Lunner; Hanne Kristine Fridtun, 19 anni, da Stryn; Håvard Vederhus, 21 anni, da Oslo; Ismail Haji Ahmed, 19 anni, da Hamar; Jamil Rafal Mohamad Jamil, 20 anni, da Egersund; Johannes Buø, 14 anni, da Svalbard; Marianne Sandvik, 16 anni, da Hundvåg; Monica Bøsei, 45 anni, da Høle; Monica Iselin Didriksen, 18 anni, da Sund; Simon Saebø, 18 anni, da Salangen; Snorre Haller, 30 anni, da Trondheim; Sverre Flaate Bjørkavåg, 28 anni, da Sula; Syvert Knudsen, 17 anni, da Lyngdal; Tamta Liparteliani, 23 anni, dalla Georgia; Tarald Kuven Mjelde, 18 anni, da Osterøy; Tore Eikeland, 21 anni, da Osterøy; Torjus Jakobsen Blattmann, 17 anni, da Kristiansand; Trond Berntsen, 51 anni, da Øvre Eiker; Ida Beathe Rogne, 17 anni, da Kraby; Lejla Selaci, 17 anni, da Fredrikstad; Lene Maria Bergum, 19 anni, da Namsos; Even Flugstad Malmedal, 18 anni, da Gjøvik; Silje Merete Fjellbu, 17 anni, da Rjukan; Sondre Furseth Dale, 17 anni, da Haugesund; Andreas Dalby Grønnesby, 17 anni, da Stange; Bano Abobakar Rashid, 18 anni, da Nesodden; Birgitte Smetbak, 15 anni, da Nøtterøy; Margrethe Bøyum Kløven, 16 anni, da Baerum; Sharidyn Meegan Ngahiwi Svebakk-Bøhn, 14 anni, da Drammen; Diderik Aamodt Olsen, 19 anni, da Nesodden; Synne Røyneland, 18 anni, da Oslo; Karin Elena Holst, 15 anni, da Mo i Rana; Emil Okkenhaug, 15 anni, da Levanger; Henrik André Pedersen, 27 anni, da Porsanger; Håkon Ødegaard, 17 anni, da Trondheim; Kevin Daae Berland, 15 anni, da Askøy; Rolf Christopher Johansen Perreau, 25 anni, da Trondheim; Maria Maagerø Johannesen, 17 anni, da Nøtterøy; Sondre Kjøren, 17 anni, da Orkdal; Eva Kathinka Lütken, 17 anni, da Sarpsborg; Silje Stamneshagen, 18 anni, da Askøy; Bendik Rosnaes Ellingsen, 18 anni, da Rygge; Eivind Hovden, 15 anni, da Tokke; Modupe Ellen Awoyemi, 15 anni, da Drammen; Ingrid Berg Heggelund, 18 anni, da Ås; Isabel Victoria Green Sogn, 17 anni, da Oslo; Karar Mustafa Qasim, 19 anni, da Vestby; Ronja Søttar Johansen, 17 anni, da Vefsn; Henrik Rasmussen, 18 anni, da Hadsel; Porntip Ardam, 21 anni, da Oslo; Rune Havdal, 43 anni, da Øvre Eiker; Ruth Benedichte Vatndal Nilsen, 15 anni, da Tønsberg; Steinar Jessen, 16 anni, da Alta; Thomas Margido Antonsen, 16 anni, da Oslo; Tina Sukuvara, 18 anni, da Vadsø; Victoria Stenberg, 17 anni, da Nes; Åsta Sofie Helland Dahl, 16 anni, da Sortland; Andreas Edvardsen, 18 anni, da Sarpsborg; Carina Borgund, 18 anni, da Oslo; Elisabeth Trønnes Lie, 16 anni, da Halden; Fredrik Lund Schjetne, 18 anni, da Eidsvoll; Mona Abdinur, 18 anni, da Oslo.

I 69 GIOVANI MARTIRI DI UTøYA SONO MORTI INVANO
Fu una strage in nome dell’odio suprematista e anti immigrati. L’obiettivo di Breivik è prendere il potere per cacciare tutti gli immigrati dai Paesi occidentali entro il 2083, data simbolo perchè cade quattro secoli dopo il fallito assedio degli Ottomani a Vienna. Per chi se ne andrà con le buone- scrive – verrà elargito un chilo d’oro a famiglia. Per gli altri si userà la forza.
E’ lo stesso concetto adottato oggi dall’amministrazione Trump. Per gli immigrati che lasciano gli Usa e si autodeportano ci sono mille dollari e il biglietto aereo gratis. Per gli altri si usa l’ICE, che a Minneapolis ha ucciso anche americani innocenti che esprimevano il loro dissenso.
Breivik ha avuto molti seguaci. Le stragi suprematiste, dal 2011 in poi, sono state decine e decine con centinaia e centinaia di morti. I killer si elogiano e si citano l’uno con l’altro. Nessuno però accende i riflettori sul filone del terrorismo di matrice suprematista. Se parliamo di 11 settembre, Bataclan, Nizza, mercatino di Natale di Berlino, Manchester Arena, tutti hanno immediata cognizione del terrorismo di matrice islamista. Al contrario, se nelle piazze di Roma, Milano, Napoli, Palermo, parliamo di Utøya, Monaco di Baviera, Christchurch, El Paso, Buffalo, Örebro, San Diego, pochissimi hanno memoria del movente suprematista, razzista e nazionalista delle stragi. In alcuni casi le persone sovrappongono gli eventi e tendono addirittura a dare sempre una spiegazione di matrice islamista. Questa disinformazione, pericolosa per la democrazia, è la prova più evidente che i giovani martiri di Utøya sono purtroppo morti invano.

Eppure i fatti hanno la testa dura. Quelli che seguono sono solo alcuni lampanti esempi.
Firenze, 13 dicembre 2011. Il cinquantenne Gianluca Casseri spara e uccide due venditori ambulanti senegalesi, prima di suicidarsi per evitare l’arresto. Casseri, antisemita, è un simpatizzante di Casapound. Fra i suoi scritti ‘I protocolli del Savio di Alessandria’ con la prefazione di Gianfranco De Turris, autore di vari saggi su Julius Evola.
Oak Creek (Wisconsin, USA), 5 agosto 2012. Il quarantenne americano, Wade Michael Page, penetra nel locale tempio sikh, spara e uccide sei fedeli, prima di suicidarsi. Page è un ex militare dell’Esercito USA, suprematista bianco, con tatuaggi di estrema destra e membro di varie band di musica ‘white power’, tra cui la ‘End Apathy’ e la ‘Celtic Warrior’ (‘Basta con l’apatia’ e ‘Guerriero celtico’)
Charleston (South Carolina, USA), 17 giugno 2015. Il ventunenne americano Dylann Roof entra nella locale chiesa episcopale metodista africana, spara e uccide nove afroamericani, tra cui il pastore e senatore democratico del South Carolina, Clementa C.Pinckney. Al suo funerale il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, pronuncerà l’orazione funebre. Roof è un suprematista bianco, neonazista, angosciato per i neri al potere. Tra i suoi emblemi preferiti la bandiera sudista, quella della Rhodesia (l’attuale Zimbabwe), quella del Sudafrica dell’apartheid e il simbolo nazista ‘1488’.
Birstall (Regno Unito), 16 giugno 2016. Il cinquantatreenne britannico, Thomas Alexander Mair, grida ‘Britain First’ e uccide la giovane deputata laburista Jo Cox, impegnata nella campagna elettorale per il ‘Remain’, in vista dell’imminente referendum sulla Brexit. Mair ammira Breivik e il Sudafrica dell’apartheid, ha simpatie naziste e al processo dirà: “Il mio nome è morte per i traditori, libertà per la Gran Bretagna”. Nonostante lo sdegno per l’omicidio, il ‘Leave’ prevarrà il 23 giugno al referendum con il 51,9% dei voti.
Fermo, 5 luglio 2016. Il trentottenne Amedeo Mancini, ultrà della Fermana, picchia e uccide il richiedente asilo nigeriano, Emmanuel Chidi Namdi, in fuga dalle persecuzioni di Boko Haram nel suo Paese. La colluttazione è accompagnata da insulti razzisti rivolti alla moglie Chinyere, che riporta alcune ferite. Mancini, accusato di omicidio preterintenzionale, patteggerà una pena di quattro anni. Tra le aggravanti anche le motivazioni razziali, giudicate “una cazzata” da Matteo Salvini.
Monaco di Baviera, 22 luglio 2016. Esattamente cinque anni dopo la strage di Utøya, stesso giorno e stessa ora, il diciottenne tedesco di origine iraniana, Ali David Sonboly, spara e uccide 9 persone di fronte a un McDonald’s nei pressi del centro commerciale Olympia, nel distretto di Moosach, frequentato soprattutto da immigrati. Lui, in virtù delle sue origini persiane, si considera ariano, apprezza AFD, vuole distinguersi dagli immigrati e uccide, fra gli altri, quattro persone di origine turca e tre di origine kosovara albanese. Poi si suicida. Per Sonboly “Breivik è un eroe che ha protetto la sua nazione”. Anche lui condivide l’idea che l’Europa debba difendersi dall’invasione di massa. Sonboly considera un onore essere nato il 20 aprile, lo stesso giorno di Adolf Hitler.
Quebec City (Canada), 29 gennaio 2017. Il ventisettenne canadese, Alexandre Bissonnette, spara e uccide sei musulmani nella moschea del quartiere di Sainte-Foy. Le vittime avevano tutte la doppia cittadinanza canadese e di Algeria, Marocco, Tunisia e Guinea. Bissonnette, studente universitario ed ex cadetto della Royal Canadian Army, è un estremista di destra, nazionalista e islamofobo. Ha simpatie politiche per Donald Trump e Marine Le Pen.
Charlottesville (Virginia, USA), 12 agosto 2017. Il ventenne americano, James Alex Fields, lancia la sua auto a oltre 40 chilometri orari sulla folla che protesta contro il raduno della destra suprematista ‘Unite the Right’. L’atto violento uccide una trentaduenne e ferisce una trentina di persone. Fields ha convinzioni neonaziste e suprematiste. La manifestazione degli estremisti di destra si è svolta nella piazza in cui troneggia il monumento al generale sudista Robert Lee. La destra è contraria alla rimozione della statua: il tutto con gran sventolio di bandiere confederate e naziste. L’allora Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non condanna convintamente: “Da una parte c’era un gruppo molto aggressivo, dall’altra un gruppo molto violento. Parlate tanto di alt-right e allora l’alt-left che cosa è venuta a fare impugnando bastoni?”. David Duke, ex Gran Maestro del Ku Klux Klan, ringrazierà Trump “per la sua onestà e il suo coraggio”.
Macerata, 3 febbraio 2018. Il ventottenne Luca Traini spara e ferisce sei immigrati neri. I colpi sono rivolti anche alla sede locale del Partito Democratico. Il suo obiettivo è vendicare il brutale omicidio di Pamela Mastropietro, per il quale è stato condannato un nigeriano, ma le sue vittime non hanno nulla a che fare con il crimine, se non la stessa pelle nera dell’assassino. Candidato della Lega alle elezioni comunali di Corridonia del 2017, Traini ha una copia del ‘Mein Kampf’ a casa e, prima di arrendersi alle forze dell’ordine, fa il saluto romano e grida ‘Viva l’Italia’, di fronte al Monumento ai Caduti. Salvini dichiara: “Non mi sento un cattivo maestro. Chi spara è un delinquente. La responsabilità morale è di chi ha trasformato l’Italia in un enorme campo profughi”.
Christchurch (Nuova Zelanda), 15 marzo 2019. Il ventottenne australiano, Brenton Harrison Tarrant, uccide con armi da fuoco 51 fedeli nella moschea ‘Al Noor’ e nel centro islamico di Linwood, tra cui Mucaad Ibrahim, un bambino di appena 3 anni. Sono riuniti per la preghiera del venerdì. Tutto viene trasmesso in diretta Facebook. I corpi vengono più volte martoriati dalle pallottole. L’obiettivo del carnefice è fermare ‘The Great Replacement’ (‘La Grande Sostituzione’). C’è un piano per il genocidio dei bianchi tramite l’invasione degli immigrati. Nel suo manifesto Tarrant, che si definisce un “ecofascista”, afferma di avere preso ispirazione da Breivik e cita fra gli altri Luca Traini, Dylann Roof, Alexandre Bissonnette.
El Paso (Texas, USA), 3 agosto 2019. Il ventunenne americano, Patrick Crusius, uccide con armi da fuoco 23 persone, tra cui 8 messicani e un quindicenne, nel centro commerciale ‘Walmart’ di El Paso, in Texas. L’obiettivo, in questo caso, è fermare “l’invasione ispanica del Texas”. Crusius si definisce un sostenitore di Tarrant e cita il suo manifesto ‘The Great Replacement’, che ispira la sua azione. Lo stragista di El Paso vuole incentivare, a suon di pallottole, il ritorno degli ispanici nei loro Paesi di origine. Altrimenti il Texas non sarà più una roccaforte dei Repubblicani nelle elezioni presidenziali Usa. Crusius, nello scritto a lui attribuito ‘The inconvenient Truth’ (‘La scomoda verità’), si premura di non compromettere l’allora Presidente Donald Trump: “Le mie opinioni sono anteriori alla sua campagna per le presidenziali”. Un cavallo di battaglia di Trump è proprio quello di costruire un muro al confine con il Messico.
Washington, 6 gennaio 2021. I sostenitori di Donald Trump assaltano il Campidoglio, la sede del Parlamento statunitense, perché rifiutano di accettare la proclamazione del democratico Joe Biden a Presidente degli Stati Uniti, dopo la vittoria elettorale del 3 novembre 2020. Alcuni manifestanti fanno parte di gruppi suprematisti armati. La linea di Trump è incendiaria: “Fermiamo il furto, hanno truccato le elezioni. Abbiamo avuto una vittoria schiacciante”. Sul campo restano cinque morti. Il conteggio dei grandi elettori si conclude solo il giorno seguente e Biden si insedia regolarmente alla Casa Bianca il 20 gennaio 2021.
Roma, 9 ottobre 2021. La sede nazionale della CGIL, il più grande sindacato italiano, viene assaltata e devastata nel pomeriggio da un centinaio di persone, nell’ambito di una manifestazione no vax. Fortunatamente non si registrano vittime. Tra chi marcia nel corteo fino al portone d’ingresso della confederazione ci sono Roberto Fiore, citato positivamente da Breivik nel suo manifesto, e altri leader neofascisti di Forza Nuova. Fiore è stato condannato in primo grado per questi eventi.

Buffalo, (New York, USA), 14 maggio 2022. Il 18enne Payton Gendron sceglie appositamente il quartiere dello Stato di New York con la più alta percentuale di popolazione nera e uccide dieci persone di colore in un supermercato. Una parte dell’attacco viene trasmessa in diretta sui social. La sua principale fonte di ispirazione è Brenton Tarrant, l’autore della strage di Christchurch. Gendron ha scritto un manifesto in cui si descrive come un sostenitore della supremazia bianca. Esprime il suo sostegno alla teoria della ‘Grande Sostituzione’ nel contesto di un genocidio dei bianchi.Cita positivamente anche Breivik e Roof. Il processo comincerà ad agosto.
Washington, gennaio 2025. Nei primissimi giorni della sua seconda presidenza, Donald Trump grazia circa 1500 persone coinvolte nei fatti di Capitol Hill del 6 gennaio 2021: vengono perdonati 1250 rivoltosi già condannati e circa 300 persone ancora in attesa di giudizio. Commuta anche la pena a 14 ex membri delle milizie armate di estrema destra ‘Proud Boys’ e ‘Oath Keepers’, giudicati colpevoli di sedizione, di avere studiato e organizzato la sommossa violenta.
Örebro (Svezia), 4 febbraio 2025.Rickard Andersson, 35 anni, uccide 10 immigrati, che tentavano di migliorare il loro svedese in una scuola per adulti. Dopo la strage, Andersson si suicida. Tra le vittime ci sono persone di nazionalità siriana, afghana, iraniana, irachena, eritrea, somala e bosniaca.
Odintsovo (sobborgo di Mosca, Russia), 16 dicembre 2025. Il quindicenne Timofey Kulyanov chiede a un bambino di 10 anni di origine tagika la sua provenienza e, dopo avere ottenuto la fatale risposta, lo accoltella a morte in una scuola. L’aggressore pubblica un manifesto intitolato ‘My Anger’ (‘La mia rabbia’) ispirato all’estremismo suprematista di destra. Sul casco, con cui trasmette l’attacco in diretta streaming, la scritta ‘2083’, l’anno in cui dovrà essere completata la remigrazione, secondo il verbo di Breivik.

Taranto, 9 maggio 2026. Bakari Sako, bracciante maliano di 35 anni, mentre si reca in bicicletta al lavoro, viene brutalmente aggredito e ucciso all’alba da un branco composto da quattro minorenni e due giovani adulti. Sako viene accerchiato e picchiato dal gruppo. Nel disperato tentativo di mettersi in salvo, l’uomo entra in un bar per chiedere aiuto, ma viene trascinato all’esterno di peso e colpito con tre coltellate fatali. Nessuno nel bar avvisa la polizia.
San Diego (California, USA), 18 maggio 2026. Il diciassettenne Cain Lee Clark e il diciottenne Caleb Liam Vazquez sparano e uccidono tre persone nel Centro islamico di San Diego, prima di suicidarsi. L’attacco viene trasmesso con una diretta video. I due killer pubblicano un manifesto suprematista e xenofobo di 75 pagine dal titolo ‘La nuova Crociata. Figli di Tarrant’. Clark si descrive come un “ecofascista cristiano”. Anche Tarrant si definisce un “ecofascista”. Un’analisi dell’Anti Defamation League rileva che gli scritti fanno ampio riferirimento alla teoria della ‘Grande Sostituzione’, ovvero la convinzione che I bianchi vengano rimpiazzati dagli immigrati. Citazione in positivo anche per Payton Gendron, l’attentatore del supermercato di Buffalo.
San Vito Lo Capo (Trapani), 29 maggio 2026. Un dodicenne entra in una scuola e tenta in diretta sui social di accoltellare un professore, che lo blocca evitando sparimenti di sangue. I suoi principali bersagli erano “tre sprovveduti ragazzi musulmani della mia classe e una ragazza nera” di un’altra classe. Il pre-adolescente, che per l’azione usa una maglietta con il motto fascista ‘Me ne frego’, cita Brenton Tarrant e Payton Gendron. Sul suo casco scrive il nome di Timofey, l’aggressore di Odintsovo (Mosca). Gli inquirenti devono ora analizzare i contatti sul web del giovanissimo per capire chi possa averlo indotto alla violenza e con quali subdoli metodi.
Il prossimo attacco terrorista suprematista non tarderà a venire. Le domande politicamente dirimenti sono: ‘Perchè la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica nei Paesi occidentali ignora questi terribili fatti? Perchè si applica un evidente doppiopesismo mediatico tra terrorismo di matrice islamista e terrorismo di matrice xenofoba? Perchè non si monitora la ‘Rete nera’ che sul web nutre e collega tra loro i razzisti di tutto il mondo?’
