Le tre giornate di incontri, visioni territoriali, grandi vini e protagonisti della ristorazione cilentana hanno perfettamente centrato l’obiettivo prefissato nella fitta agenda salernitana che ha portato l’ambasciatore del Messico ad attraversare, grazie a un viaggio sartoriale, tra diplomazia, archeologia ed eccellenze agroalimentari campane, il Cilento: ridefinire i confini dello sviluppo rurale e della destagionalizzazione, attraverso la prospettiva privilegiate ed erudita di un illustre cittadino temporaneo.

Naturalmente le tappe di questa road map, curata dall’associazione culturale Identità Mediterranea, hanno previsto l’osservazione del paesaggio collinare, pedemontano e costiero, persino dalla prospettiva marittima con un giro in barca da Agropoli a Punta Licosa, per non parlare della visita a cantine come quelle di Viticoltori De Conciliis e San Salvatore 1988 e l’immancabile tour presso il Museo e il Parco Archeologico dei Templi di Paestum.
Ma cosa sarebbe un viaggio, per quanto completo ed esaustivo delle visite a tutti i luoghi di interesse, se mancasse l’approccio alla tavola, alla convivialità e ai sapori? Per comprendere la cultura dei territori è fondamentale sedersi e assaporare la gastronomia locale, esattamente come fanno gli abitanti del luogo. Ed è proprio così che Genaro Fausto Lozano Valencia, ambasciatore del Messico in Italia, è entrato nel vivo della cultura salernitana e cilentana, poiché il genius loci, come ben noto, rivive anche nelle ricette e nel gusto degli ingredienti del posto.
E cosa può esserci di meglio per un diplomatico di alto rango che un ambasciatore altrettanto formidabile della regione Campania nel mondo?

Ebbene sì, il primo pranzo e la prima cena di Genaro Lozano sono stati una vera e propria full immersion nel mondo della pizza. Ma perché vivesse una esperienza totale ed esaustiva, sono stati selezionati due templi della pizza diametralmente opposti ed entrambi estremamente validi: la pizzeria Giagiù di Ciro Pecoraro a Salerno e La Panoramica di Pietro Manganelli a Giungano.
Accogliente e posta di fronte al mare, la pizzeria Giagiù offre il benvenuto negli spazi articolati e sontuosi di quella che un tempo è stata la Sala Varese, improntando la sua filosofia su pochi e semplici concetti: padronanza di tutte le variabili della lievitazione, grazie alla maestria di Ciro Pecoraro, una ricerca meticolosa delle materie prime, provenienti solo dalle regioni del Sud italia, e un’attenzione spontanea e disinvolta per l’ospite.
Qui l’ambasciatore, dopo un calice di bollicine a base di Asprinio di Aversa, si è rallegrato dinanzi allo spettacolo di una signora mozzarella di bufale, servita assieme a tutti gli altri ingredienti dell’insalata caprese; dopodiché la caponata di verdure e la parmigiana di zucchine con la loro vellutata sono state il proseguimento di un antipasto leggero, gustoso e piacevole.
ll diplomatico messicano ha poi sorseggiato un rosato della Costiera Amalfitana, abbinato alla variazione di marinara “tra passato e presente” con alici di Cetara, una pizza in doppia cottura, ormai un cult al Giagiù, prima fritta e poi infornata, mentre suo marito Xavier, assaporava la più classica pizza Margherita, assieme a una selezione di olio evo piccante a base di diversi peperoncini messicani. In chiusura i bignè alla crema pasticcera di Ciro Pecoraro.
In serata, dopo una visita al borgo medievale di Giungano, l’ambasciatore del Messico è stato calorosamente accolto da Pietro Manganelli presso la sua storica pizzeria “La Panoramica”. Pietro, universalmente riconosciuto come uno dei principali custodi e promotori del successo dell’antica pizza cilentana, ha accolto con molto entusiasmo l’arrivo dell’ambasciatore, proiettato in una dimensione rurale e autentica, tipica della ristorazione cilentana.

Con la piacevole frescura e l’arrivo di Marco Contursi, compassato maestro assaggiatore di salumi, erano presenti a cena Christian Cutino, delegato Rete EcoDigital Campania, e Giovanni Molinari di Campania da Vivere, complici della serata e molto attenti a ricreare la giusta atmosfera, a cui si è anche unito Alfonso Pecoraro Scanio.
Le portate principali, naturalmente, non potevano che essere la pizza cilentana, sia nella sua versione tonda che al metro, con il classico topping al pomodoro cotto e cacioricotta di capra, ma anche nella versione con i fiori di zucca e pancetta.
Il menu si è poi arricchito con i fiori di zucca ripieni, la ciambotta, le patate fresche fritte, la caponata di verdure, la parmigiana di melanzane e le polpette al sugo. Inoltre, non sono mancate le carni e i salumi per gli altri ospiti, diversamente dall’ambasciatore di credo gastronomico pescetariano. In chiusura gli immancabili cannoli cilentani.
Al di là dei format completamente diversi, oltre che per le ambientazioni, ciò che non è mai mancato tra gli ingredienti è stato il fattore umano, determinante, coinvolgente e caloroso nel dare ospitalità, la materia prima assolutamente di prim’ordine e l’esecuzione fedele del proprio modo, rispettabilissimo e autentico, di interpretare la pizza. Ciro Pecoraro e Pietro Manganelli hanno entrambi dimostrato la loro capacità di offrire il meglio di sé come fanno con tutti coloro che visitano il Giagiù e La Panoramica.
