Comincia tutto con una risata ! Quella battuta innocente che riduce la donna in un corpo con il collega che dice:” sai era solo una battuta “ Non Prendertela ! Il FEMMINICIDIO parola che ci colpisce come un tuono, ci fa tremare , quando appare nei titoli del giornale, nasce molto prima del sangue. Nasce in un terreno di piccole connessioni , in un terreno di parole che diventano cultura comune. Non la violenza fisica , ma quella simbolica, di chi VALE più o meno. Nei luoghi di lavoro la battuta sessista non è un eccezione: è parte di un arredamento. Un sottofondo costante, un modo per sdrammatizzare, per fare gruppo. Quel Linguaggio però, segna confini invisibili di un mondo che resta maschile. Si ride quando una donna arriva con un pantalone maculato, quando propone un idea innovativa, quando diventa ambiziosa. C’è un momento preciso in cui il sessismo mostra il volto più sottile: quando una donna lavoratrice si emoziona per esempio in una riunione perché semplicemente tesa , davanti ad un’ingiustizia e la voce trema, si definisce subito una sensibile, una che non regge la pressione e che non puo’ ricoprire quel ruolo. Queste Micro umiliazioni non lasciano Lividi ma costruiscono lentamente una cultura che considera la donna tollerata ma mai pienamente riconosciuta . L’emozione femminile deve essere riconosciuta come una intelligenza affettiva e non come una fragilità. Si stabilisce dunque che l’emotività è un privilegio maschile quando è discreta, ma un difetto femminile quando è visibile…
Nei titoli di giornale leggiamo spesso” l’ha uccisa per troppo amore “., “ non sopportava la fine di una relazione” oppure un “raptus di gelosia “ queste frasi spostano il peso del crimine all’emozione, sono delle vere e proprie formule che giustificano un comportamento diventando cosi un linguaggio complice. E’ lo stesso linguaggio che fuori dall’ufficio legittima comportamenti più gravi che abbiamo imparato a non vedere . Ogni parola è una scelta politica . Puo’ creare distanze o avvicinamento, esclusione o ascolto . Un mondo diverso nascerà quando cominceremo a usare il linguaggio non per difenderci ma per incontrarci
Il cambiamento passa proprio da qui: dall’educazione linguistica e affettiva, dall’imparare a riconoscere le radici della violenza nei dettagli più piccoli; nei complimenti galanti che risuonano come catene e nel silenzio di chi ascolta, non interviene e si fa una risata. Certe risate non uniscono ma feriscono. Bisogna decidere che certe battute non fanno più parte di noi.
Finchè rideremo di chi subisce , di chi si emoziona , di chi chiede rispetto continueremo a coltivare lo stesso terreno in cui nascono le disuguaglianze. Smettere di RIDERE non significa perdere ironia o leggerezza : Significa consapevolmente dove posare il sorriso. La vera rivoluzione comincia proprio dai piccoli silenzi. E dall’ascolto degli altri. Non esiste rivoluzione più potente di quella linguistica : perché cambia la percezione e la stessa cambia i comportamenti. Ogni volta che scegliamo una parola più giusta meno violenta meno stereotipata stiamo costruendo un Mondo Nuovo . Un mondo dove il frainteso non serve più a proteggere chi offende ma diventa un occasione per capire meglio chi abbiamo davanti.
Forse un mondo diverso non nascerà da una legge o da una marcia ma da un gesto minuscolo: dal modo in cui scegliamo le parole da come decidiamo di ascoltare , di non ridere e di non minimizzare. Nascerà quando smetteremo di usare il linguaggio come schermo ma cominceremo a farlo come specchio .
Finchè ridiamo di chi si emoziona , finchè giustifichiamo il torto “con una risata “la parità resta una illusione. Fnchè le parole feriscono, il rispetto è un privilegio non un diritto. Smettiamo di parlare per dominare, Smettiamo di ridere per escludere. Parliamo per ascoltare, parliamo per comprendere , parliamo per rendere finalmente tutti davvero uguali.
