Esistono libri da leggere senza stress, in un weekend, tutti d’un fiato? La risposta è sì! Per costruire storie emozionanti e delineare personaggi indimenticabili non occorrono grandi tomi, per fortuna esistono anche romanzi brevi che, in poco meno di 100 pagine, assicurano una lettura coinvolgente, perfetta per vivere un momento di relax.
Scorri l’articolo per scoprire due suggerimenti e annotarli (se vuoi) nella tua wishlist!
1. Il coccodrillo di Fedör Dostoevskij, Adelphi Edizioni, pp. 97 | A cura di Serena Vitale
L’intreccio
Pubblicato per la prima volta nel 1865, intitolato in prima stesura “Il marito inghiottito dal coccodrillo”, il racconto narra la storia di Ivan Matveič che, recatosi a vedere “l’animale fossile” in compagnia della consorte Elena Ivanovna e dell’amico Semën Semënyč (voce narrante), viene ingoiato vivo dall’alligatore, con grande sgomento di tutti i presenti.
Il protagonista, tuttavia, anziché rammaricarsi dell’accaduto, è ben felice di sostare nella pancia del mostro, tanto da progettare “di restarsene lì in meditazione per anni e anni, forse anche mille: libero dal lavoro e dalle distrazioni mondane, sostiene, scoprirà «come migliorare le sorti dell’umanità», e dal loricato «verranno la verità e la luce»”. Tutti «capiranno finalmente quale talento hanno lasciato scomparire nelle viscere del sonnacchioso abitante del regno dei faraoni».
Il messaggio
Pur se definita dallo scrittore russo una “birichinata letteraria”, la storia – spiritosa ed incompiuta – comunque allude a questioni politiche dell’epoca e rappresenta, attraverso “lampi di insuperabile umorismo”, uno scritto che vuole smascherare le meschinità e le avidità di certi personaggi della Pietroburgo “dipartimentale”.
La citazione
[…] me la svignai dall’ufficio un po’ prima, questa volta, per andare al Passage e vedere, magari da lontano, che cosa succedeva, per orecchiare le diverse opinioni e tendenze. Prevedevo che ci sarebbe stata una vera e propria ressa e, per sicurezza, nascosi il più possibile il viso nel bavero del cappotto: per qualche motivo mi vergognavo un po’ – a tal punto non siamo abituati alla pubblicità. Ma sento che non ho il diritto di parlare delle mie prosaiche sensazioni personali di fronte a un così straordinario e originale avvenimento.
(pp. 76-77)
Il mio “marginalium”
È lui, Dostoevskij, il più puro e indiscutibile “artista del caos” di ogni tempo.
2. La strega di Shirley Jackson, Adelphi Edizioni, pp. 66 | Traduzione di Silvia Pareschi
L’intreccio
Quattro racconti del perturbante che svelano le nevrosi celate dietro la banale maschera dell’ordinarietà. Con fare affabile e provocatorio, la scrittrice e giornalista statunitense – non a caso considerata un’icona del genere letterario horror, gotico, weird (e non solo) – ti catapulta sul treno in compagnia del bambino che vede streghe ovunque; della ragazza che, sotto gli occhi di un presunto adulto un po’ alticcio, sfoggia un sapere e una saggezza apocalittici, mentre nella stanza accanto gli invitati a una festa sproloquiano sul futuro del mondo; di uno scolaretto che ne combina di tutti i colori; di una donna che deve farsi estrarre un molare, ma che in realtà sprofonda in una sua personale follia.
Il messaggio
Quattro storie che descrivono diversi aspetti della vita quotidiana, da quella ingenua dei bambini alla routine degli adulti, e l’apprensione che certa abitudinarietà può generare nell’essere umano.
La citazione
«[…] Durante l’incontro mi agitavo sulla sedia, scrutando ogni tranquillo volto matronale per indovinare quale nascondesse il segreto di Charles. Nessuno mi sembrava abbastanza tirato. Nessuna di quelle donne si alzò per chiedere scusa per il comportamento del figlio. Nessuno nominò Charles».
(pag. 34)
Il mio “marginalium”
Prestare attenzione a chi possiede una fervida immaginazione, è importante saper riconoscere il confine tra le storie che ci raccontiamo e quelle che viviamo.
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