Leonora Carrington, biografia dell’autrice
Sul sito Treccani – Enciclopedia online leggiamo: “Carrington, Leonora. Pittrice e scrittrice inglese (Londra 1917 – Città di Messico 2011). Nella sua giovinezza, a Londra, frequentò l’accademia aperta dal purista A. Ozenfant e incontrò, nel 1937, M. Ernst col quale si trasferì a Parigi e poi a Saint-Martin-d’Ardèche. In quegli anni cominciò a dipingere quadri surrealisti e a scrivere racconti fantastici: La Maison de la peur, 1938; La dame ovale, 1939. Quando M. Ernst venne internato in un campo di concentramento, fuggì in Spagna, dove fu ricoverata in ospedale psichiatrico, e visse le esperienze che raccontò nel romanzo En Bas (1944). Stabilitasi poi in Messico, continuò a scrivere e dipingere, arricchendo la sua ispirazione con lo studio delle culture precolombiane”.
Donna dall’eccentricità indomabile, fu una delle «muse inquietanti» del surrealismo, dal quale però non smise mai di tenersi a debita distanza, anche negli anni in cui viveva con Max Ernst. Tra le artiste più affascinanti e immaginifiche del Novecento, descritta da André Breton come una incantatrice dallo sguardo dolce e beffardo, le sue opere sono intrise di mistero e magia. Spirito libero e irrequieto e dalla curiosità smisurata, la sua produzione artistica spazia dalla pittura alla letteratura, passando per il teatro, lasciandoci in eredità creazioni “al contempo oscure e luminosissime”.
Un suo libro, il consiglio
Tra i suoi testi, letti e amati, si consiglia questo titolo: Il cornetto acustico, gli Adelphi 2022, con traduzione di Ginevra Bompiani.
«Un libro assolutamente delizioso, se appena avete inclinazione ai disordini ben regolati dell’intelligenza, se vi diverte una conversazione illimitata e apparentemente senza lacune».
Il richiamo all’affermazione di Giorgio Manganelli è d’obbligo per introdurre questo lungo racconto fantastico, scritto e pubblicato per la prima volta nel 1974.
È un libro magico, rappresentativo dell’inconfondibile immaginario visionario della scrittrice-pittrice. Un’opera narrativa vivace, uno stile arguto e raffinato, che delinea un susseguirsi di teatralizzazioni oniriche caratterizzate da uno humor inaspettato e coinvolgente.
La ultranovantenne Marion Leatherby, amante dei gatti e delle buone maniere, riceve in regalo dalla sua amica Carmella un cornetto acustico, grazie al quale scopre che i suoi parenti vogliono mandarla in un istituto per signore anziane.
Inizia così l’avventura dell’arzilla vecchina in questa nuova dimensione, dove le ospiti della struttura sorseggiano infiniti tè (come Alice nel Paese delle Meraviglie), dormono in strani bungalow a forma di fungo, stivale, orologi a cucù, torte di compleanno, tende da circo, si scambiano le impressioni sulle rispettive personalità presso lo stagno delle Api, l’unico punto del parco dove assaporare un po’ di pace in piena libertà.
Il ritratto di una monaca che strizza l’occhio con fare insolente, il cui nome si scopre poi corrispondere alla Badessa Rosalinda Alvarez Cruz de la Cueva, domina la scena.
Tra conversazioni e battute strampalate, personaggi inquietanti e bislacchi, simboli arcani e un delitto compiuto con fondants ripieni di veleno per topi, vien fuori che l’ospizio è, in realtà, la Confraternita del Pozzo di Luce, sodalizio che, attraverso riti esoterici, incantesimi e culti dedicati alla Dea Ecate, recupererà il Sacro Graal determinando una nuova era glaciale e una palingenesi innescata dalla nascita di una cucciolata di licantropi.
Questo divertente romanzo non è solo un omaggio alla più pura e sfrenata immaginazione, ma rappresenta un “inno surreale alla ribellione e alla saggezza femminile senile. Il libro mescola tangibile e follia, trasformando la quotidianità in un mondo onirico, tra allucinazioni, profezie e metamorfosi. La protagonista esprime l’idea che la solitudine non esiste se si ha una vita interiore ricca, che la scansione del tempo è meno importante dell’ispirazione e delle connessioni umane”.
Una meravigliosa chicca letteraria, un monito inequivocabile di rimando:
“Nessuno risponde mai. La gente non ha mai tempo per le cose interessanti. […] È assolutamente straordinario e incomprensibile che milioni e milioni di persone obbediscano ad un’accolita malaticcia di signori che chiama se stessa Governo! Suppongo che la gente sia spaventata dalla parola, è una forma di ipnosi planetaria molto insana”.
La citazione
Il web attribuisce a lei l’affermazione:
“Vi avverto, mi rifiuto di essere un oggetto.”
