(Adnkronos) – La Corte di Cassazione ha respinto definitivamente il ricorso di Giacomo Canale, ex cuoco di Pier Silvio Berlusconi, che aveva avanzato richieste economiche per oltre 680mila euro, tra straordinari, mancati riposi e presunti danni psicofisici. Con un’ordinanza del 29 ottobre, la Suprema Corte ha respinto tutti e cinque i motivi del ricorso, quattro dichiarati inammissibili e uno infondato, confermando la decisione della Corte d’Appello di Genova che aveva già rigettato integralmente le pretese economiche dell’ex dipendente.
Tra gli elementi alla base della decisione, anche le dichiarazioni dello stesso Canale, dalle quali era emerso che, per gran parte del rapporto di lavoro, prestava servizio soltanto quattro giorni alla settimana, dal giovedì alla domenica, mentre nei restanti giorni era presente un’altra cuoca. Un’organizzazione del lavoro ritenuta compatibile con il regolare godimento dei riposi. I giudici hanno inoltre rilevato che la retribuzione comprendeva già un’indennità forfettaria per straordinari e mancati riposi. Si chiude così una lunga vicenda giudiziaria che ha visto Canale soccombere nel merito delle proprie richieste economiche in tutti i gradi di giudizio, dal Tribunale alla Corte d’Appello fino alla Cassazione. A questi si aggiunge un procedimento per revocazione, anch’esso conclusosi sfavorevolmente per l’ex cuoco.
La Cassazione ha inoltre condannato l’ex cuoco al pagamento delle spese legali dell’ultimo giudizio, liquidate in 4.500 euro, oltre a esborsi e accessori di legge. Secondo quanto si apprende, tutte le somme recuperate a titolo di spese legali, sia per quest’ultimo pronunciamento sia per i precedenti procedimenti, saranno interamente devolute in beneficenza ad associazioni del territorio di Viareggio, città in cui risiede l’ex cuoco.
—
cronaca
webinfo@adnkronos.com (Web Info)
