Una rete che accompagna le persone con Alzheimer dalla prima valutazione alle fasi avanzate della malattia, con compiti definiti per ogni servizio e percorsi meno disomogenei tra le Regioni. È la proposta del progetto Rapid, il cui documento di consenso, pubblicato su “Neurological Sciences”, raccoglie 55 raccomandazioni per riorganizzare l’assistenza in Italia e preparare i servizi all’introduzione delle nuove terapie. Rapid, acronimo di Revolutionizing Alzheimer Patient care model. Iniziative Driving the future, è stato realizzato con il supporto di Eisai Italia e il coordinamento metodologico di Iqvia.
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