Sorgere su una ridente collina, affacciati sul fascino senza tempo di Sant’Agata de’ Goti (BN), significa custodire l’anima autentica del Sannio. È proprio qui, nella frazione di San Silvestro, che torna a vivere uno degli appuntamenti più attesi e identitari dell’estate: la Sagra Sansilvestrese. Quest’anno, la manifestazione taglia il prestigioso traguardo della 28esima edizione e vi aspetta nei giorni 7, 8 e 9 agosto, pronta a riabbracciare residenti, visitatori e amanti delle cose buone.
La nostra è una storia di radici, incontri e memoria: fin dal 1996, la Sagra ha rappresentato molto più di un semplice evento gastronomico: è stata ed è un battito che unisce, che fa incontrare; in un’epoca che corre veloce e spesso riduce le occasioni di socialità, questa settimana si trasforma nell’occasione per eccellenza del ritrovo e della condivisione. Dopo lo stop forzato di due anni a causa della pandemia, la voglia di stare insieme è tornata più forte che mai. La sagra è nata per unire, per permettere alle persone di condividere il proprio tempo e di assorbire la sapienza della cucina della tradizione contadina direttamente dalle mani delle signore più anziane, ascoltando racconti e memorie che rischiano di perdersi.
I laboratori del gusto e dell’anima sono la magia dei preparativi. Raccontare le emozioni che circolano durante i preparativi è un’impresa difficile, ma viverle è un’esperienza che lascia il segno. I laboratori artigianali coinvolgono con gioia tutte le generazioni, dai bambini agli anziani.
Alle 5:00 del mattino si comincia (a casa di una coppia che condivide la vita da oltre un trentennio, giovani e attivissimi) e prende vita il laboratorio del celebre e succulento peperone imbottito. Per chi partecipa, è un vero e proprio risveglio di odori, sapori ed emozioni, respirando la complicità e la coesione tra mani e anime. Poi, dalle ore 7:00 spazio ai laboratori di pasta fresca, dolci e contorni. Guidati da mani sapienti, cuori docili e tenaci (donne capaci di insegnare, ascoltare e recepire), così si insegnano e si tramandano ricette uniche: il Venerdì i tradizionali cavatelli, il Sabato le succulente “pacche con i fagioli”, infine la Domenica le tagliatelle con uova fresche. Tutti gli ingredienti utilizzati sono rigorosamente a chilometro zero, specchio fedele di una terra generosa. Sapori autentici e genuini donati con amore e orgoglio dagli abitanti di questa intima, sebbene capace di grande calore, comunità: uova fresche raccolte nei pollai curati dagli anziani custodi della tradizione, vino estratto da vigneti locali e custodito con cura nelle Cantine Ciervo, olio franto da ulivi autoctoni e farina derivata dalla molitura del grano nostrano.
Accanto alla cucina, c’è il lavoro paziente e laborioso, oltre ogni fatica, del gruppo di uomini e ragazzi che, instancabilmente già dalle settimane precedenti la Sagra, realizza le infrastrutture e allestisce gli spazi per accogliere tutti i visitatori.
Nel corso degli anni, la Sagra Sansilvestrese si è evoluta: non è più soltanto degustazione di piatti tipici, ma un vero e proprio viaggio alla scoperta della cultura, dei mezzi e delle tradizioni che hanno caratterizzato la vita contadina dei nostri antenati. “Il viaggio” curato dall’Associazione San Silvestro APS, che si inserisce all’interno della Sagra con il programma TrebbiArt, racconta con sapienza la cultura e la magia di questi luoghi.
I giovani, veri custodi e risorsa insostituibile dell’intera manifestazione, rappresentano il ponte perfetto tra passato e futuro. Preservare l’identità culturale della comunità, adattarla al presente e portarla con sé verso il domani: un patto d’amore con le proprie radici, una scelta di cuore non priva di responsabilità, questa la mission che tutti i giovani hanno scelto, con fierezza e con senso d’appartenenza, di abbracciare. Consapevoli della caducità della memoria collettiva e dell’inconsistenza dell’identità culturale senza qualcuno che la erediti e la tramandi a sua volta. Occorre evidenziare che si tratta di un viaggio condiviso, i giovani non sono lasciati soli in questo percorso: sono sostenuti da adulti e anziani disposti a mettersi in discussione, a imparare, a mettersi in gioco e tendergli la mano quando necessario. È altresì d’uopo ringraziare Don Biagio Muto per il prezioso ruolo svolto durante la preparazione a questo grande evento. Guida costante nel cammino di crescita e punto sincero di rifermento. È a lui, autentico trait d’union tra le parrocchie di San Silvestro Papa e San Pietro a Romagnano, e alla sua dedizione che si deve l’intreccio di legami sinceri all’interno della comunità dei ragazzi, dimostrando in concreto come la condivisione sia forza e l’unione motore di un futuro più radioso.
Se avete tempo, l’invito è d’obbligo: venite a prendere parte a questa grande festa. Perché a San Silvestro la tradizione non si racconta soltanto, si vive insieme.
( di Elisa S. e Maria Pia C.)
