La 21ª Festa dei Boccali – Il boccale della scaramanzia, che torna anche quest’anno domenica 18 ottobre, dalle 10 alle 16, all’Istituto Virtuoso di Salerno, vuole riecheggiare il sapore di un’antica e perduta ebbrezza, tra l’odore degli smalti e dell’argilla. Promotrice è l’associazione Humus Odv, con il patrocinio del Comune di Salerno, in partenariato con la Fondazione Comunità Salernitana, l’Aicc Associazione italiana Città della Ceramica e l’Ipseoa «R. Virtuoso» di Salerno.
Sarà una sorta di «Antesteria ellenica», ma contemporanea, di cui è interessante ripercorrere lo spirito: i Boccali erano, a quei tempi, tre giornate così denominate, durante le quali il popolo si abbandonava a una gioia collettiva e al piacere del vino. A queste giornate partecipava tutto il popolo, persino i bambini, i giovani e gli schiavi: la celebrazione rappresentava un tributo a una delle più potenti divinità dell’Olimpo, il dio Dioniso, poi divenuto Bacco per i Romani. La leggenda narra che sia stato lui a creare il vino, strizzando nelle sue stesse mani un grappolo d’uva matura e facendone scorrere lentamente il succo in una coppa dorata. Fu Temistocle per primo, a Magnesia, a dare il via a questa tradizione, e i choes per i giovani rappresentavano una specie di rito di iniziazione.
Questo retroterra mitico, denso di storia, torna attraverso la Festa dei Boccali 2026. Ma non è esclusivamente dionisiaca questa festa, che può dirsi anche apollinea: è al dio delle arti e della creatività, cioè Apollo, che hanno reso tributo gli artisti che hanno modellato e dipinto i boccali. Sono ceramisti affermati e neofiti, disabili, volontari che hanno lavorato alacremente in varie botteghe e laboratori. La loro attività si armonizza e si dirige verso un solo intento, quello di far capire come l’arte possa essere strumento di crescita. Gli artisti provengono da diversi luoghi italiani ed esteri, in uno scambio di esperienze eterogenee, in una comunicazione artistica che diviene anche collezionismo.
Entrano in gioco altre finalità, come la solidarietà e il volontariato, che l’associazione Humus, principale promotrice e organizzatrice della Festa, affianca allo spirito dionisiaco, che perde in tal modo la sua assolutezza. «Può dirsi questa un’azione per dare una mano concreta al volontariato e alle sue attività da parte degli artisti e dei collezionisti che da sedici anni ci seguono costantemente», precisa la presidente della Humus, Lauretta Laureti. «Diventa strumento di aggregazione e di comunicazione, di crescita culturale e di integrazione sociale. Humus-Onlus è un’organizzazione associativa di volontariato operante in tutto il territorio salernitano ed è impegnata essenzialmente nella diffusione dei principi del volontariato con l’uso dell’arte ceramica. I destinatari delle attività sono persone con diverse disabilità psicofisiche, immigrati e adulti fuori dal lavoro».
Artisti di varia nazionalità, in uno scambio di idee, tecniche ed esperienze artistiche, si confrontano in un connubio di creatività, bellezza e magia, in una proposta diversificata, capace di coniugare tradizione e innovazione in nome della solidarietà.
L’iniziativa si svolgerà all’Ipseoa «R. Virtuoso» di Salerno, in via Sandro Pertini 6, a Salerno.
