È partita la nuova fase della Rottamazione-quinquies dedicata alle entrate di Regioni ed enti locali.
Da venerdì 16 ottobre 2026 i contribuenti possono presentare la domanda per definire in maniera agevolata numerose cartelle relative a tributi e altre entrate locali, evitando, nei casi previsti, il pagamento di sanzioni, interessi di mora e aggio.
La domanda dovrà essere presentata esclusivamente online entro il 15 dicembre 2026 attraverso i servizi messi a disposizione da Agenzia delle entrate-Riscossione.
Quali cartelle possono essere rottamate
La misura riguarda i carichi affidati all’Agente della riscossione dalle Regioni e dagli enti locali dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
Tra i debiti potenzialmente interessati rientrano quindi IMU, TARI, bollo auto, tributi regionali e comunali e multe stradali, oltre ad altre entrate non tributarie.
C’è però una condizione fondamentale: l’ente creditore deve avere aderito alla Rottamazione-quinquies.
Non basta, quindi, avere una vecchia cartella relativa a un tributo comunale. Occorre verificare che il Comune o la Regione abbia adottato lo specifico provvedimento previsto dalla legge e che compaia nell’elenco pubblicato da Agenzia delle entrate-Riscossione.
La disciplina deriva dall’articolo 10-quinquies del decreto-legge n. 38/2026, convertito dalla Legge n. 88/2026, successivamente modificato dalla Legge n. 113/2026.
Quanto si risparmia
Per i normali debiti tributari ammessi alla Rottamazione il contribuente paga sostanzialmente il capitale residuo, oltre alle eventuali spese di notifica e delle procedure esecutive.
Vengono invece eliminate le somme dovute a titolo di sanzioni, interessi iscritti a ruolo, interessi di mora e aggio.
Il risparmio può quindi diventare rilevante soprattutto per le cartelle più vecchie, sulle quali nel corso degli anni si sono accumulate sanzioni e interessi.
Un regime particolare riguarda le multe stradali e le altre sanzioni amministrative: in questo caso non viene cancellata la sanzione principale, ma vengono meno gli interessi e le maggiorazioni previste dalla legge, oltre all’aggio.
Prima della domanda conviene chiedere il Prospetto informativo
Agenzia delle entrate-Riscossione ha attivato anche il servizio per richiedere il Prospetto informativo.
Si tratta di un documento particolarmente utile perché permette al contribuente di conoscere in anticipo quali cartelle possono entrare nella Rottamazione e quale sarebbe l’importo da versare applicando l’agevolazione.
La richiesta può essere effettuata nell’area riservata del sito dell’Agenzia, accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure attraverso l’area pubblica allegando la documentazione di riconoscimento.
Per professionisti e intermediari è possibile utilizzare i servizi EquiPro.
Come si presenta la domanda
Dal 16 ottobre la dichiarazione di adesione può essere trasmessa direttamente online.
Utilizzando l’area riservata, il contribuente trova già l’elenco dei carichi che risultano definibili e può scegliere quali inserire nella domanda.
È inoltre necessario indicare se si vuole pagare tutto in una volta oppure utilizzare la rateizzazione.
In quest’ultimo caso la legge consente di arrivare fino a 54 rate bimestrali, con una rata minima di 100 euro.
Agenzia delle entrate-Riscossione comunicherà l’esatto ammontare dovuto entro il 28 febbraio 2027.
Il pagamento in unica soluzione dovrà essere effettuato entro il 31 marzo 2027. Chi sceglierà la rateizzazione potrà invece distribuire il debito fino a 54 rate bimestrali; dal 1° aprile 2027 decorreranno gli interessi nella misura del 3% annuo.
Attenzione: non tutti i debiti comunali rientrano nella misura
Uno degli aspetti che può creare maggiore confusione riguarda le modalità con cui il Comune riscuote le proprie entrate.
La Rottamazione-quinquies in esame riguarda infatti i debiti affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione.
Restano fuori da questa specifica procedura i tributi riscossi direttamente dagli enti oppure attraverso concessionari privati.
La Legge di Bilancio 2026 attribuisce tuttavia agli enti territoriali la possibilità di introdurre proprie forme autonome di definizione agevolata anche per queste entrate. In tali casi condizioni, scadenze e modalità dipenderanno dalle singole delibere comunali o regionali.
In provincia di Salerno hanno aderito 47 Comuni
Particolare interesse assume la misura anche nel Salernitano.
Sono 47 i Comuni della provincia di Salerno indicati tra quelli che hanno aderito alla Rottamazione-quinquies delle entrate locali.
Tra questi figurano, ad esempio, Battipaglia, Cava de’ Tirreni, Eboli, Scafati, Pagani, Pontecagnano Faiano, Sala Consilina, Sapri, Amalfi, Maiori, Ravello, Angri, Bellizzi e Camerota.
Un dato importante riguarda invece il capoluogo: il Comune di Salerno non risulta presente nell’elenco richiamato degli enti aderenti.
Prima di presentare una domanda è comunque opportuno consultare sempre l’elenco ufficiale aggiornato pubblicato da Agenzia delle entrate-Riscossione.
Possono rientrare anche vecchie rottamazioni decadute
La nuova procedura può offrire una seconda possibilità anche ad alcuni contribuenti che avevano aderito alle precedenti rottamazioni e ne avevano successivamente perso i benefici.
La normativa consente infatti, ricorrendone le condizioni, di includere anche determinati carichi già oggetto delle precedenti definizioni agevolate.
Sono invece previste specifiche esclusioni per le posizioni inserite nella Rottamazione-quater o nella relativa riammissione che, alla data del 30 settembre 2025, risultavano regolari nei pagamenti.
Per questo motivo, in presenza di vecchie rottamazioni, la posizione deve essere valutata caso per caso.
La scadenza da ricordare: 15 dicembre
La data centrale da segnare in calendario è dunque il 15 dicembre 2026.
Prima di aderire conviene tuttavia non limitarsi alla semplice verifica dell’esistenza della cartella. È opportuno richiedere il Prospetto informativo, controllare quali carichi risultano effettivamente agevolabili e confrontare il debito originario con la somma richiesta dopo l’abbattimento di sanzioni e interessi.
Per chi ha numerose cartelle o precedenti piani di rottamazione, una verifica preventiva può essere decisiva per individuare correttamente i debiti da inserire nella domanda ed evitare errori nella scelta della modalità di pagamento.
La Rottamazione-quinquies degli enti territoriali rappresenta quindi una nuova opportunità per chi vuole regolarizzare vecchie pendenze fiscali locali, ma l’accesso all’agevolazione richiede una verifica preliminare fondamentale: accertare che l’ente creditore abbia effettivamente aderito alla misura.
