OLIVETO CITRA (SA) – Ci sono momenti nei quali parlare di pace significa soprattutto avere il coraggio di ascoltare il dolore dell’altro.
È questo il significato di “Mediterranei – Osare la Pace”, l’iniziativa in programma mercoledì 30 settembre alle ore 21.00 in Piazza Europa a Oliveto Citra, promossa dal Premio Sele d’Oro Mezzogiorno e dal Comune di Oliveto Citra, con la partecipazione di Amara, Ermal Meta e Fabrizio Moro.
Al centro della serata ci sarà la storia di Rami Elhanan e Bassam Aramin, due padri, uno israeliano e uno palestinese, che hanno conosciuto la perdita delle proprie figlie nel conflitto israelo-palestinese e hanno scelto di trasformare il dolore in un percorso comune di dialogo, riconciliazione e pace.
Rami Elhanan ha perso sua figlia Smadar, tredicenne, uccisa nel 1997 in un attentato suicida palestinese a Gerusalemme. Bassam Aramin ha perso sua figlia Abir, di dieci anni, morta nel 2007 dopo essere stata colpita da un proiettile sparato da una guardia di frontiera israeliana.
Due vicende personali segnate da una tragedia immensa e collocate sui fronti opposti di un conflitto. Due uomini che, invece di lasciare che la perdita diventasse una ragione di odio, hanno scelto di riconoscersi nel dolore dell’altro e di impegnarsi insieme perché israeliani e palestinesi possano un giorno vivere in pace.

Rami Elhanan e Bassam Aramin non saranno presenti alla serata del 30 settembre. Il loro arrivo in Italia è previsto in occasione di un successivo appuntamento, la cui data sarà comunicata non appena definita.
La loro storia e il loro percorso di dialogo saranno tuttavia al centro dell’iniziativa di Oliveto Citra, che intende portare nella piazza e nella comunità il significato della loro scelta.
È attorno a questa storia che nasce “Mediterranei – Osare la Pace”.
Il Premio Sele d’Oro Mezzogiorno e il Comune di Oliveto Citra hanno aderito al Comitato che sostiene la proposta di candidatura di Rami Elhanan e Bassam Aramin al Premio Nobel per la Pace. La serata del 30 settembre rappresenterà così un momento pubblico nel quale questa adesione si tradurrà in una riflessione condivisa sui temi del dialogo, della riconciliazione e della pace.
Il titolo dell’iniziativa si inserisce idealmente nel percorso della recente edizione del Sele d’Oro e richiama il tema “Osare la pace in tempo di burrasca”, al centro dell’intervento del cardinale Gualtiero Bassetti dell’11 settembre scorso.
Il Mediterraneo, luogo storico di incontro tra popoli e culture ma anche spazio attraversato da conflitti e divisioni, diventa così lo scenario simbolico di una domanda che riguarda tutti: è possibile scegliere il dialogo proprio quando il dolore e la contrapposizione sembrano renderlo più difficile?
La storia di Rami Elhanan e Bassam Aramin porta quella domanda sul terreno concreto dell’esperienza umana.
LA MUSICA COME LINGUAGGIO DELLA SERATA
Ad accompagnare la serata saranno Amara, Ermal Meta e Fabrizio Moro, protagonisti musicali dell’appuntamento.
La loro presenza contribuirà a trasformare Piazza Europa in un grande spazio di partecipazione, nel quale la musica accompagnerà la riflessione sui temi della pace e del dialogo.
La serata sarà a ingresso gratuito.

I GIOVANI, AMBASCIATORI DI PACE
Particolare attenzione sarà riservata alle nuove generazioni.
Il Premio Sele d’Oro avvierà infatti il percorso “Giovani ambasciatori di pace”, rivolto agli istituti scolastici e dedicato alla conoscenza della storia di Rami Elhanan e Bassam Aramin e al valore della loro scelta di dialogo.
Agli studenti delle scuole aderenti sarà riservato un contingente di posti a sedere e sarà chiesto di confrontarsi sul significato della pace, attraverso parole, domande e piccoli impegni personali.
L’obiettivo è fare dei giovani non semplici spettatori, ma protagonisti e portavoce di un messaggio destinato a continuare anche dopo la serata del 30 settembre.
“Mediterranei – Osare la Pace” vuole dunque trasformare Piazza Europa in un luogo nel quale una comunità si ritrovi intorno a una storia, a una scelta e a una responsabilità.
Quella di non considerare la pace una parola astratta, ma una possibilità da costruire anche nei momenti in cui sembra più difficile.
Perché la pace non è soltanto qualcosa da invocare o attendere.
La pace bisogna avere il coraggio di osarla.
